-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

lunedì 23 maggio 2016

Report dei mercati

MERCATO USA
To view the charts please add newsdesk@advfn.com to your contact list
FTSE MIB Euronext Dax perf S&P 500
Enable images to view FTSE MIB chart Enable images to view Euronext chart Enable images to view Dax perf chart Enable images to view S&P 500 chart
Cliccare sulle immagini per accedere ai grafici interattivi
Wall Street chiude in rialzo grazie ai tecnologici
A New York i principali indici hanno chiuso l'ultima seduta della settimana in rialzo grazie al balzo del settore tecnologico. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,38%, l'S&P 500 lo 0,6% e il Nasdaq Composite l'1,21%.
Le vendite di abitazioni in corso sono cresciute ad aprile dell'1,7%, a 5,45 milioni, rispetto al dato di marzo pari a 5,36 milioni. Il dato è risultato superiore al consensus fissato su un incremento dell' 1,3% ma in calo dal +5,1% della rilevazione precedente. Sul fronte societario Applied Materials +13,8%. Il fornitore di infrastrutture per la produzione di semiconduttori ha annunciato una trimestrale superiore alle attese ed ha fornito un outlook convincente.
Foot Locker -6,49%. Il rivenditore di scarpe sportive ha chiuso il primo trimestre con un utile di 191 milioni di dollari (1,39 dollari per azione) da 184 milioni dello stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono cresciuti a 1,99 miliardi da 1,92 miliardi mentre le vendite a parità di negozi sono aumentate del 2,9%. Gli analisti avevano previsto un Eps di 1,39 dollari, ricavi per 2 miliardi e vendite in crescita del 4,5%.
Deere & Co -5,46%. Il produttore di macchine agricole ha annunciato un utile trimestrale di 495,4 milioni di dollari (1,56 dollari per azione), in calo rispetto ai 690,5 milioni dello stesso periodo di un anno prima ma superiore alle attese (consensus 1,48 dollari per azione). Deere ha però tagliato le stime sui profitti per l'intero esercizio a 1,2 miliardi di dollari da 1,3 miliardi della precedente guidance.
Campbell Soup -6,38%. Il produttore di zuppe in scatola ha rivisto al rialzo le stime di utile adjusted per l'esercizio in corso a 2,93-3,00 dollari per azione da 2,88-2,96 dollari della precedente guidance. Nel terzo trimestre l'utile per azione adjusted si è attestato a 0,65 dollari, 1 centesimo in più delle attese mentre i ricavi sono calati a sorpresa a 1,87 miliardi da 1,9 miliardi dello stesso periodo di un anno prima (consensus 1,91 miliardi).
Yahoo -1,4%. Secondo indiscrezioni il gruppo tecnologico potrebbe incassare meno del previsto dalla vendita delle attività internet. Nell'arco della settimana il Dow Jones ha lasciato sul terreno lo 0,2% mentre l'S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno guadagnato rispettivamente lo 0,3% e l'1,1%.
MERCATI ASIATICI
Mercati asiatici in progresso ma Tokyo e Sydney perdono lo 0,50%
Seduta contrastata per i mercati dall’Asia che vengono complessivamente sostenuti, però, dal moderato indebolimento del dollaro Usa su aspettative in crescita per un rialzo dei tassi in giugno da parte della Federal Reserve, anche se sulla decisione aleggiano ancora gli spettri del rallentamento della Cina e del referendum sull’uscita della Gran Bretagna dall’Europa. L’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, guadagna oltre mezzo punto percentuale in scia alla positiva chiusura di ottava per Wall Street (venerdì il migliore dei tre principali indici Usa è stato il Nasdaq, in progresso dell’1,21%) e soprattutto grazie alle piazze dei mercati emergenti.
Discorso diverso per quelli “maturi”, a partire dal Giappone che soffre per l’apprezzamento dello yen sul dollaro Usa (il Bloomberg Dollar Spot Index perde circa lo 0,20% dopo tre ottave consecutive di guadagni) ma anche per dati macroeconomici tutt’altro che esaltanti. In particolare l’export cala del 10,1% in aprile (settimo mese consecutivo di declino). A deprimere il mercato anche indicazioni della stampa locale, secondo cui il ministro delle Finanze nipponico Taro Aso avrebbe detto allo U.S. Treasury Secretary Jack Lew che il rincaro dall’8% al 10% dell’imposta sui consumi verrà introdotto come previsto nell’aprile 2017. Il primo aumento in 17 anni, dal 5% all’8% nell’aprile 2014, era stato considerato come principale responsabile dello scivolamento del Giappone in recessione e gli osservatori erano convinti che quello del prossimo anno sarebbe stato r inviato (sarebbe il terzo posticipo per la misura). Il risultato è stato un declino superiore all’1% in intraday per il Nikkei 225 che ha poi limitato allo 0,49% le sue perdite in chiusura (performance simile per l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,44%) 
Sydney perde terreno come Tokyo. La seduta sulla piazza australiana è condizionata in negativo soprattutto dai titoli minerari (Rio Tinto e Bhp Billiton perdono oltre il 2%) e petroliferi. I future sul minerale di ferro in consegna nel porto cinese di Qingdao hanno segnato un crollo dell’6% ai minimi degli ultimi tre mesi, mentre il petrolio ha aperto la seduta sui mercati asiatici con una perdita di circa mezzo punto percentuale (modesto progresso invece per l’oro in scia al deprezzamento della divisa Usa). Il risultato è stato il deprezzamento dello 0,55% per l’S&P/ASX 200 al termine degli scambi. Positiva invece la seduta di Seoul (il Kospi chiude in progresso dello 0,39%), come pure per i mercati cinesi. A circa un’ora dalla chiusura lo Shanghai Composite è in crescita di circa lo 0,30% mentre lo Shanghai Shenzhen Csi 300 ha eroso gran parte dei suoi guadagni e si muove intorno alla parità.
In progresso di circa lo 0,70% è invece lo Shenzhen Composite. Anche l’Hang Seng di Hong Kong si muove intorno alla parità, restando in positivo (fa decisamente meglio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, che guadagna circa lo 0,30%).

Bonus 25€ - Plus500

MERCATI EUROPEI
Borse europee in ribasso, male Bayer
Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana in ribasso. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,95%, il Cac40 di Parigi lo 0,9%, il Ftse100 di Londra lo 0,5%.
Sul fronte societario forti vendite sul comparto legato alle risorse di base. Tra i singoli titoli Bayer -3%. Il colosso tedesco ha messo sul piatto 122 dollari per azione, interamente in contanti, per l'acquisto di Monsanto. L'offerta valorizza il gruppo Usa dell’agrochimico 62 miliardi di dollari e offre un premio del 37% rispetto alla chiusura del titolo lo scorso 9 maggio. Oci -1,5%.
Cf Industries Holdings ha cancellato l’accordo con il gruppo olandese per la fusione delle sue attività con quelle della rivale in Europa e Nordamerica (cui si sarebbe aggiunta anche la divisione Global Distribution). L’operazione, del valore di 8 miliardi di dollari debito incluso, era stata annunciata nell’agosto dello scorso anno e avrebbe dato vita al maggiore gruppo quotato al mondo nell’azoto.
Ryanair +0,2%. La compagnia low cost ha comunicato il balzo del 43% per gli utili netti dell’esercizio chiuso lo scorso 31 marzo, ma ha anticipato un rallentamento per l’anno fiscale in corso. Nei 12 mesi il vettore irlandese ha registrato profitti netti in crescita da 867 milioni a 1,24 miliardi di euro, a fronte di vendite in progresso da 5,7 a 6,5 miliardi di euro, grazie all’incremento del 18% del traffico a 106,4 milioni di passeggeri trasportati.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana in pesante calo per stacco dividendi: Ftse Mib -2,99%. FCA e UniCredit sotto pressione
Il Ftse Mib segna -2,99%, il Ftse Italia All-Share -2,69%, il Ftse Italia Mid Cap -0,87%, il Ftse Italia Star -0,43%.
Sugli indici italiani pesano i molti stacchi di dividendo: l'impatto su Ftse Mib è stimato in un -2,17%. Mercati azionari europei in ribasso. DAX -0,9%, CAC 40 -1,2%, FTSE 100 -0,5%, IBEX 35 -1,0%.
Future sugli indici azionari americani in ribasso dello 0,2 per cento circa. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,60%, Nasdaq Composite +1,21%, Dow Jones Industrial +0,38%.
Tokyo in rosso con l'indice Nikkei 225 che chiude a -0,49%. Borse cinesi incerte: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +0,29%, l'indice Hang Seng di Hong Kong segna -0,5% circa. Euro in recupero dai minimi da fine marzo contro dollaro a 1,1180 toccati giovedì scorso. EUR/USD al momento segna 1,1230 circa.
Mercati obbligazionari eurozona in rialzo. Il rendimento del Bund decennale scende di 4 bp allo 0,14%, quello del BTP scende di 1 bp all'1,54%. Lo spread sale di 3 bp a 140 (fonte: MTS). FCA (-5%) in forte ribasso a causa delle indiscrezioni del giornale tedesco Bild, secondo cui l'autorità teutonica per i veicoli a motore KBA ha accusato il Lingotto di aver modificato i motori per aggirare i test antinquinamento (come Volkswagen).
UniCredit (-2,7%) in rosso: secondo indiscrezioni domani potrebbe tenersi un cda straordinario con le dimissioni dell'CEO Federico Ghizzoni. Telecom Italia (-1,5%) sotto la parità. Nel fine settimana la stampa ha parlato dell'ipotesi di offerta del 100% di Sparkle a Cdp e F2i per Metroweb, nel tentativo di contrastare l'offerta di Enel.

Bonus 25€ - Plus500

TITOLI DEL GIORNO
Banca Mediolanum positiva in chiusura di ottava. La società ha comunicato che tra il 16 e il 20 maggio 2016 ha acquistato 173.000 azioni proprie, a un prezzo medio di 7,162 euro per azione, per un controvalore complessivo pari a quasi 1,24 milioni di euro. Il titolo è tornato ad attaccare i massimi di maggio a 7,44 circa, dopo aver consolidato il rialzo intrapreso a febbraio a ridosso del supporto orizzontale a 6,95, area di transito della media mobile a 200 giorni. Solo una rottura netta di area 7,44, avvalorata dal superamento a 7,50 della linea che unisce i massimi di maggio 2015 a quelli di dicembre 2015, permetterebbe tuttavia di archiviare la recente fase di esitazione. Atteso in questo caso il test di obiettivi a 7,60/7,70 e 7,95. Le prospettive di rialzo verrebbero invece messe in discussione da discese sotto 6,87 preludio al test dei supporti a 6,45. Per chi volesse comprare il titolo intervenir e oltre 7,34 con target a 7,70 e 7,95 euro e stop loss sotto 6,95 euro. Per chi già detiene il titolo incrementare le posizioni oltre 7,34 con target a 7,70 e 7,95 euro, stop loss sotto i 6,87 euro. 
Nonostante il colpo di reni di venerdi', che lo ha visto risalire fino sulla soglia dei 22 euro, il rialzo di Prysmian invia segnali di rallentamento riassunti dalla comparsa il 16 maggio di una candela "hanging man" in prossimità del top del 13 maggio, collocato a 21,90. Solo la rottura di questo ostacolo confermata in chiusura di seduta cancellerebbe il timore di essere all'inizio di una fase di flessione prospettando invece il test di 22,35, record di agosto 2015. Resistenza successiva a 23,20 euro. Sotto 20,86, top di aprile, attesi invece cali verso 19,93 e 19,22. Per chi volesse comprare il titolo attendere la rottura di 21,90 per intervenire con target a 22,35 e stop loss sotto 21,50. Per chi gia' detiene il titolo mantenere uno stop subito sotto 20,86, incrementare oltre 21,90 per il test di 22,35.
CIR indietreggia e testa dall'alto le ex resistenze statiche a 1,04/1,05 euro e quella dinamica a 1,03 circa rappresentata dalla linea ribassista in forza da ottobre 2014. L'eventuale perentoria violazione di questi riferimenti anticiperebbe un approfondimento verso il minimo di inizio aprile a 0,97, sostegno decisivo per scongiurare l'inversione della tendenza ascendente in forza da febbraio. Nuovi segnali positivi oltre i recenti massimi a 1,1180 con riattivazione del rally verso 1,18 e 1,2720, picco dell'autunno 2014. Per chi volesse acquistare il titolo: posizioni long oltre 1,1180 per 1,18, stop sotto 1,0750. Per chi detiene attualmente il titolo: incrementare oltre 1,1180 per 1,18 e 1,2720, ridurre sotto 1,03 e uscire alla violazione di 0,97.
DATI MACRO ATTESI
Lunedì 23 Maggio 2016
01:50 GIA Bilancia commerciale apr;
04:00 GIA Indice PMI manifatturiero (prelim.) mag;
09:00 FRA Indice PMI manifatturiero (prelim.) mag;
09:00 FRA Indice PMI servizi (prelim.) mag;
09:30 GER Indice PMI manifatturiero (prelim.) mag;
09:30 GER Indice PMI servizi (prelim.) mag;
10:00 EUR Indice PMI composito (prelim.) mag;
10:00 EUR Indice PMI manifatturiero (prelim.) mag;
10:00 EUR Indice PMI servizi (prelim.) mag;
12:15 USA Intervento Bullard (Fed);
14:00 USA Intervento Williams (Fed);
15:45 USA Indice Markit PMI manifatturiero (prelim.) mag;
16:00 EUR Indice fiducia consumatori (flash) mag.

Bonus 25€ - Plus500

DATI MACRO ATTESI
Francia: settore privato in crescita moderata a maggio (stima flash PMI)
In Francia, Markit Economics ha reso noto che il dato preliminare dell'Indice PMI Servizi, nel mese di maggio, è salito a 51,8 punti dai 50,6 punti rilevati in aprile, segnalando una moderata ripresa dell'attività dei servizi, su livelli massimi da sette mesi. L'Indice PMI Composito è cresciuto a 51 punti dai 50,2 punti precedenti. Solo il settore manifatturiero ha evidenziato una contrazione, a 48,1 punti dai 48,3 punti di aprile.
Crollo del 6,5% per i future sull’iron ore a Qingdao ai minimi da febbraio
I future a tre mesi sul minerale di ferro in consegna nel porto cinese di Qingdao hanno toccato una flessione del 6,5% ai minimi dallo scorso febbraio. Le scorte di iron ore nello scalo cinese hanno superato i 100 milioni di tonnellate, livello più elevato in oltre un anno. Bhp Billiton (il colosso minerario ha chiuso in declino del 2,55% la seduta a Sydney) settimana scorsa aveva previsto che le scorte potrebbero continuare a crescere.
Giappone: indice anticipatore in marzo cresce a sorpresa a 99,3 punti
Cresce a sorpresa in marzo l’indice anticipatore del Giappone. Secondo quanto comunicato dall’Ufficio di Gabinetto nipponico, infatti, il dato finale per il terzo mese del 2016 si è attestato a 99,3 punti contro i 98,4 della lettura preliminare e i 98,9 punti di febbraio. L’indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell'economia, è invece cresciuto a 111,1 punti contro i 111,2 punti della lettura preliminare e i 110,7 punti di febbraio.
Giappone: indice attività industriali cresce dello 0,1% in marzo
Il ministero giapponese di Economia, Commercio e Industria ha reso noto che l’indice delle attività industriali è cresciuto in marzo dello 0,1% su base mensile rettificata dopo il declino dello 0,9% di febbraio (rivisto al rialzo dall’1,2% di flessione), ma peggio rispetto allo 0,5% di incremento atteso dagli analisti. Su base annuale l’indice segna però un declino dello 0,1% dopo il progresso dell’1,6% di febbraio (primo incremento in tre mesi, rivisto al rialzo dall’1,4%).
Giappone: indice Pmi Markit/Nikkei ai minimi dal dicembre 2012
Continua anche in maggio il rallentamento dell’attività manifatturiera in Giappone. La lettura preliminare dell’indice Pmi stilato da Markit/Nikkei segna infatti per il mese in chiusura un declino a 47,6 punti contro i 48,2 punti del dato finale relativo ad aprile (49,1 punti in marzo). Il dato, per il quarto mese sotto alla soglia di 50 punti che separa crescita da recessione, è il peggiore dal dicembre 2012 e si confronta con attese degli economisti per un incremento a 48,3 punti. La lettura preliminare è basata su circa l’85% delle risposte al sondaggio rispetto a quella finale (che sarà resa nota il prossimo 1° giugno). 
Giappone: aprile settimo mese consecutivo di declino dell’export (-10,1%)
Il ministero delle Finanze giapponese ha comunicato i dati relativi alla bilancia commerciale per aprile che segnano il settimo mese consecutivo di declino per le esportazioni. Lo scorso mese l’export è calato infatti del 10,1% su base annua, contro il declino del 6,8% di marzo (e del 4,0% in febbraio), e a fronte del 9,1% di flessione del consensus del Wall Street Journal. Da un punto di vista geografico le esportazioni sono calate del 7,6% nei confronti della Cina e dell’11,8% verso gli Usa, primo mercato delle aziende del Sol Levante. Le importazioni sono invece crollate del 23,3% dopo il declino del 14,9% registrato in marzo (e quello del 14,2% segnato sin febbraio). Si tratta del 16esimo mese consecutivo di rallentamento per l’import e si confronta con il declino del 19,0% atteso dagli economisti. Il risultato è stato un surplus della bilancia commerciale di 823,5 miliardi di yen, contro 755 miliardi del mese scorso e il deficit di 58,3 miliardi dell’aprile 2015. Il consensus del Wall Street Journal era per una lettura a 535 miliardi di yen.

Nessun commento:

Posta un commento