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venerdì 20 maggio 2016

Report dei mercati

MERCATO USA
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Wall Street chiude in calo nonostante Wal-Mart e Cisco

A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in ribasso. Il Dow Jones ha perso lo 0,52%, l'S&P 500 lo 0,37% e il Nasdaq Composite lo 0,56%. A pesare sono stati i rischi di un possibile incremento dei tassi a giugno.

Più ombre che luci dai dati macroeconomici pubblicati in giornata. Le richieste di sussidi di disoccupazione sono calate la scorsa settimana meno del previsto a 278 mila unità (consensus 275 mila unità). L'indice Fed di Philadelphia di maggio si è attestato a -1,8 punti, nettamente peggio rispetto ai 3,5 punti attesi dagli economisti.

L'indice anticipatore ad aprile è cresciuto dello 0,6% su mese. Gli analisti avevano previsto un incremento dello 0,4%.

Sul fronte societario Wal-Mart Stores +9,58%. Il gigante della distribuzio ne ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel primo trimestre l'utile è calato a 3,08 miliardi di dollari (0,98 dollari per azione) da 3,34 miliardi dello stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono invece cresciuti a 115,9 miliardi da 114,8 miliardi mentre le vendite a parità di negozi sono aumentate dell'1%. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,88 dollari su ricavi per 113,2 miliardi e vendite in crescita dello 0,5%. Cisco Systems +3,18%. Il colosso delle infrastrutture di rete ha presentato risultati relativi al suo secondo trimestre segnati da utili netti per 2,3 miliardi di dollari, pari a 46 centesimi per azione, e 12 miliardi di vendite. L'eps rettificato si è attestato a 57 centesimi. Il consensus di FactSet era per 55 centesimi di utile e 11,97 miliardi di vendite. Per l'attuale trimestre è previsto un eps di 59-61 centesimi, contro i 58 centesimi del consensus di FactSet. Advance Auto Parts -0,14%. Il rivenditore di componen ti per auto ha annunciato una trimestrale deludente ed ha peggiorato l'outlook. Nel primo trimestre l'utile per azione adjusted si è attestato a 2,51 dollari, 9 centesimi in meno delle attese mentre i ricavi sono calati più del previsto a 2,98 miliardi da 3,04 miliardi dello stesso periodo di un anno prima (consensus 3,01 miliardi). Le vendite a parità di negozi sono diminuite dell'1,9% contro il -0,5% indicato dal consensus. Per l'intero esercizio le vendite a parità di perimetro sono attese ora in calo tra il 3% ed il 5%. Dick's Sporting Goods +8,56%. Il rivenditore di articoli sportivi ha chiuso il primo trimestre con un utile di 56,9 milioni di dollari (0,50 dollari per azione), in calo rispetto ai 63,3 milioni dello stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono invece cresciuti a 1,66 miliardi da 1,57 miliardi mentre le vendite a parità di negozi sono aumentate dello 0,5%. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,49 dollari su ricavi per 1,66 miliardi e vendite in crescita dello 0,3%).

Monsanto +3,52%. Il gigante dell'agrochimica ha confermato di avere ricevuto una proposta non sollecitata né vincolante da parte di Bayer.

MERCATI ASIATICI

Asia in positivo, ma per Shanghai è la quinta ottava consecutiva in perdita

L’ottava si chiude in positivo per i mercati dell’Asia che però restano in perdita nell’intera settimana. Particolarmente negativa la performance delle piazze della Cina continentale: lo Shanghai Composite Index segna infatti la quinta ottava consecutiva in declino, nella striscia negativa più lunga dal 2012, e da inizio anno è in flessione di circa il 21% in quella che è la peggiore performance tra i 93 indici benchmark globali monitorati da Bloomberg. D’altra parte, però, l‘Hang Seng China Enterprises Index, il sottoindice di riferimento a Hong Kong proprio per i big industrial i cinesi, con un progresso superiore all’1,30% in intraday, migliore performance dell’ultimo mese, si avvia a erodere del tutto le perdite segnate nell’ottava, grazie alla spinta dei titoli finanziari e a quelli di energia e materie prime. Proprio l’apprezzamento petrolio (ma anche di altre commodity come oro e rame, in recupero dopo il declino dei giorni scorsi) è tra i principali fattori positivi, a fronte di un dollaro stabile su livelli molto elevati (ai massimi da marzo, con la sola sterlina tra le principali valute che si è apprezzata nei confronti della divisa Usa questa settimana) quando continuano ad aggiungersi tasselli che indicano come la Federal Reserve possa effettivamente decidere di alzare di nuovi i tassi già nel meeting di giugno. E la debolezza dello yen ha permesso a Tokyo di essere in controtendenza nell’intera settimana. Il Nikkei 225 dopo avere aperto la seduta in negativo, chiude con un guadagno dello 0,54% (p erformance sostanzialmente uguale per l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,51%). Limitato il guadagno di Seoul (il Kospi chiude in progresso di appena lo 0,05%), mentre a Sydney l’S&P/ASX 200 guadagna lo 0,53% al termine degli scambi.

Complessivamente la seduta è dunque positiva, con l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, in progresso di oltre mezzo punto percentuale (ma comunque in declino di circa lo 0,30% nell’intera ottava), ma a Shanghai e Shenzhen continua a vincere la volatilità. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 si muovono in altalena intorno alla parità ma a circa un’ora dalla chiusura sono in positivo di circa lo 0,20% (performance sostanzialmente allineata anche per lo Shenzhen Composite). A Hong Kong, invece, l’Hang Seng è in crescita di oltre l’1% (performance simile anche per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nel l’ex colonia britannica per la Corporate China).

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MERCATI EUROPEI
Borse europee in deciso rialzo, male Richemont
Le principali Borse europee hanno aperto l'ultima seduta in deciso rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna l'1%, il Cac40 di Parigi l'1,4%, il Ftse100 di Londra l'1,2% e l'Ibex35 di Madrid l'1,3%. In Germania l'Istituto di statistica Destatis ha reso noto che ad aprile i Prezzi alla Produzione dei prodotti industriali sono scesi del 3,1% su base annuale. Rispetto al mese precedente invece il dato ha fatto registrare un incremento dello 0,1%, inferiore alle attese degli analisti che avevano stimato un valore pari a +0,2%. Sul fronte societario forti acquisti sul comparto minerario.Tra i singoli titoli Richemont -5%. Il colosso del lusso ha avvertito che nel mese di aprile le vendite sono calate del 18%. Nell'esercizio fiscale 2016 (chiuso a fine marzo) i ricavi sono cresciuti del 6% a 11,07 miliardi di euro ma sono calati dell’1% al netto dei corsi valutari. Il dato inoltre è inferiore alle attese. Peggio del previsto anche l’utile o perativo scivolato del 23% a 2,06 miliardi di euro. Eiffage -2%. Bpifrance ha ceduto il 7,8% del capitale del gruppo francese delle costruzioni e delle concessioni. L'1% è stato acquistato dalla stessa Eiffage.

APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana in verde: Ftse Mib +1,05%. UniCredit protagonista, vendite su FCA

Il Ftse Mib segna +1,05%, il Ftse Italia All-Share +0,97%, il Ftse Italia Mid Cap +0,53%, il Ftse Italia Star +0,48%.

Mercati azionari europei in rialzo. DAX +1,0%, CAC 40 +1,4%, FTSE 100 +1,3%, IBEX 35 +1,3%.

Future sugli indici azionari americani in rialzo dello 0,3-0,4 per cento circa. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -0,37%, Nasdaq Composite -0,56%, Dow Jones Industrial -0,52%. Tokyo in verde con l'indice Nikkei 225 che chiude a +0,54%. Borse cinesi positive: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +0,51% circa, l'indice Hang Seng di Hong Kong al momento s egna +1,2% circa. Euro poco sopra i minimi da fine marzo contro dollaro a 1,1180 toccati ieri. EUR/USD al momento segna 1,1220 circa.

Mercati obbligazionari eurozona incerti. Il rendimento del Bund decennale sale di 1 bp allo 0,17%, quello del BTP scende di 2 bp all'1,55%. Lo spread scende di 3 bp a 138 (fonte: MTS). UniCredit (+3,9%) in forte rialzo grazie a indiscrezioni di stampa relative alla possibile cessione di quote delle controllate FinecoBank (-2,6%) e Bank Pekao. YNAP (+3,2%) rimbalza dopo il -4% di ieri e scongiura per il momento un test di 22,50 euro, dove transita attualmente la neckline del potenziale testa e spalle ribassista in formazione da agosto 2015. Banca MPS (+1%) in rialzo su indiscrezioni di stampa in base alle quali i fondi USA Apollo, Blackstone e Cerberus sono interessati a un pacchetto di crediti deteriorati (ma garantiti soprattutto da alberghi) da 220 milioni di euro. La base d'asta sembra essere sui 70 milioni di euro. Positivi i petrolifer i grazie al netto recupero del greggio. Il future sul Brent oscilla sui 49,10 $/barile, quello sul WTI sui 49,00 $/barile. Saipem (+1,3%), Eni (+1,3%), Tenaris (+0,8%). FCA (-2,3%) in netto ribasso dopo che il gruppo non si è presentato all'incontro con il ministro tedesco dei Trasporti Alexander Dobrindt per discutere dell'indagine avviata da Berlino sulle emissioni dei gas di scarico. Per FCA solo le autorità italiane sono competenti a valutare le emissioni delle vetture del Lingotto.

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TITOLI DEL GIORNO
Seduta positiva giovedi' per Mediaset, archiviata con un rialzo dell'1,15% (a 3,878 euro) a fronte di un Ftse Mib in calo dello 0,95%. I giudizi piu' recenti dei broker sul titolo sono positivi. Jefferies ha confermato la raccomandazione "buy" con un prezzo obiettivo a 4,5 euro. Mediobanca Securities ha confermato il titolo tra le top pick nel settore italiano dei media, con un giudizio "outperform" e con un prezzo obiettivo di 5,13 euro. Per gli esperti di Mediobanca il trend del mercato pubblicitario e' in ripresa in Italia, a maggio la raccolta di Mediaset dovrebbe salire del 2-3%. Con il rialzo di giovedi' il titolo si e' affacciato sulla resistenza offerta a 3,90 euro dalla media mobile a 200 giorni. Oltre quei livelli diverrebbe probabile un test del picco di fine aprile a 4,126 euro, uno "shooting star" (candela che compare in corrispondenza di forti resistenze) disegnato sul 61,8% di ritracciamento del ribasso dal top di luglio 2015 . La rottura di area 4,12/13 sarebbe quindi un segnale di forza duraturo, che potrebbe accompagnare i prezzi verso i 4,80 euro. Sotto 3,75, media mobile a 50 giorni, e 3,71, trend line che sale dai minimi di febbraio, rischio di cali almeno fino a testare a 3,50 euro la media mobile a 100 giorni.

Per chi volesse comprare il titolo attendere la rottura di 3,90 per intervenire con target a 4,10 euro, stop loss sotto 3,80.

Per chi detiene il titolo mantenere le posizioni con stop subito sotto 3,70, incrementare oltre 3,90 per 4,10 euro.

YNAP perde nettamente terreno e si avvicina al minimo di inizio settimana scorsa a 22,66 euro e anche ad area 22,50, dove transita attualmente la neckline del potenziale testa e spalle ribassista in formazione da agosto 2015. L'eventuale violazione di questo ultimo riferimento determinerebbe il completamente del pattern con primo obiettivo a 20,50/21,00 e successivo a 18,00/18,50, ma con la prospettiva di medio termin e di ritorno sui minimi del 2014 a quota 14. Concreti segnali di forza oltre il recente massimo a 26,05 per 28,20/28,50, massimi allineati di marzo e aprile. Sopra questi ultimi ostacoli spazi di ascesa più ampi in direzione di 33 e del massimo storico a 36,78.

Per chi volesse acquistare il titolo: posizioni long oltre 26,05 per 28,20, stop sotto 24,20.

Per chi detiene attualmente il titolo: incrementare oltre 28,50 per 33 e 36,78, uscire sotto 22,50.

Cairo Communication accelera al rialzo e sale a testare le resistenze posizionate tra 4,65 e 4,76 euro, minimo del 4/5 e gap ribassista lasciato il 9/5. Oltre questi livelli probabile un attacco a 4,99, massimi di aprile e riferimenti determinanti in ottica di medio periodo. Una vittoria oltre gli stessi riattiverebbe infatti il rally partito a febbraio in direzione di 5,30 in prima battuta e successivamente sul massimo di febbraio 2015 a 6,10. L'eventuale violazione dei recenti minimi a 4,30 fa vorirebbe invece un approfondimento sui 3,90 circa, ultimo supporto utile per scongiurare l'inversione di tendenza e il ritorno sui 3,22 toccati il 12 febbraio.

Per chi volesse acquistare il titolo: posizioni long oltre 4,99 per 5,30, stop sotto 4,76.

Per chi detiene attualmente il titolo: incrementare oltre 4,99 per 6,10, ridurre sotto 4,30 e uscire alla violazione di 3,90.

DATI MACRO ATTESI

Venerdì 20 Maggio 2016

GIA Riunione G7 (giorno 1);

08:00 GER Indice prezzi alla produzione apr;

10:00 EUR Bilancia partite correnti mar;

12:00 GB Indice CBI ordini industria mag;

16:00 USA Vendite abitazioni esistenti apr.

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DATI MACRO ATTESI
UniCredit: rumors su cessione quote FinecoBank e Bank Pekao
UniCredit in grazie a indiscrezioni di stampa relative alla possibile cessione di quote delle controllate FinecoBank e Bank Pekao.

FCA: tensioni con Berlino su dieselgate
FCA in ribasso dopo che il gruppo non si è presentato all'incontro con il ministro tedesco dei Trasporti Alexander Dobrindt per discutere dell'indagine avviata da Berlino sulle emissioni dei gas di scarico. Per FCA solo le autorità italiane sono competenti a valutare le emissioni delle vetture del Lingotto.

Bank of China per la prima volta dal 2008 vende titoli legati a bad loanBank of China prepara la prima vendita di titoli cartolarizzati su attività non-performing dal 2008. Secondo quanto comunicato dal colosso bancario cinese, il prossimo 26 maggio verranno messi in vendita titoli per 301 milioni di yuan (pari a 41 milioni di euro). Pechino, in seguito allo scoppio della crisi dei mutui subprime, aveva vietato la vendita di cartolarizzazioni di bad loan fino al 2012. Attualmente è in vigore comunque un limite per le banche cinesi di 50 miliardi di yuan (poco più di 6,8 miliardi di euro).

Indonesia: Banca centrale lascia invariati i tassi d’interesse

Bank Indonesia, l’istituto centrale di Jakarta, per il secondo meeting consecutivo ha lasciato invariati i tassi d’interesse al 6,75% dopo averli tagliati per tre volte di fila di 25 punti base.

Per Dudley (Fed di New York) giusto rialzo dei tassi Usa in giugno o luglio

Se l’economia Usa recupererà da un primo trimestre debole, sarà appropriato che la Federal Reserve torni a rialzare i tassi d’interesse in giugno o luglio. Ne è convinto William Dudley, presidente della Federal Reserve Bank of New York, considerato una voce critica all’interno dell’istituto centrale Usa. “Se la mia previsione va nella giusta direzione, allora penso che una stretta in estate, tra giugno e luglio, sia ragionevole”, ha sottolineato nel corso di una conferenza stampa a New York giovedì, dicendosi compiaciuto che le probabilità che ciò avvenga già il prossimo mese siano aumentate.

Malaysia: Banca centrale lascia invariati i tassi al 3,25%

Bank Negara Malaysia (l’istituto centrale del Paese del Sud-Est asiatico) ha mantenuto i tassi d’interesse al 3,25% come previsto, in quello che è stato il primo meeting di politica monetaria sotto la guida del nuovo governatore Muhammad Ibrahim. La Banca centrale ha osservato che l’attuale politica monetaria resta accomodante per sostenere l’attività economica. Il Pil della Malaysia è stimato in crescita del 4-4,5% nel 2016. Nel 2015 il progresso era stato del 5% contro il 6% del 2014.

ADVFN III

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