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giovedì 19 maggio 2016

Report dei mercati

MERCATO USA
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Borsa Usa: forti acquisti sul comparto bancario. Dow Jones e S&P 500 chiudono poco mossi

A New York i principali indici hanno chiuso la seduta misti. Il Dow Jones ha perso lo 0,02% mentre l'S&P 500 ha guadagnato lo 0,02%. Il listino tecnologico Nasdaq Composite ha registrato un progresso dello 0,7%. Dai verbali dell'ultima riunione del Fomc è emerso che la maggior parte dei membri della Fed è favorevole ad un rialzo dei tassi a giugno (a condizione che gli indicatori macroeconomici segnalino un'accelerazione della crescita economica, un rafforzamento del mercato del lavoro e ulteriore progressi dell'inflazione verso il target del 2%).

La notizia ha generato forti acquisti sul comparto bancario. Tra i singoli titoli Tesla Motors +3,18%. Goldman Sachs ha migliorato la raccomandazione sul titolo del produttore di auto elettriche a "buy".

Target -7,62%. La catena discount ha fornito un outlook debole. Per il secondo trimestre la società stima un utile per azione adjusted compreso tra 1 e 1,20 dollari contro gli 1,36 dollari indicati dal consensus. Le vendite a parità di negozi sono attese piatte-in calo del 2% contro il +1,8% del consensus. Nel primo trimestre i ricavi sono calati più del previsto a 16,2 miliardi di dollari (-5,4%) contro i 16,3 miliardi del consensus. Le vendite a parità di negozi sono cresciute dell'1,2% contro il +1,6% del consensus. Staples -0,48%. Il gruppo dei prodotti per ufficio ha annunciato una trimestrale con cifre in calo. Nel primo trimestre l'utile è sceso a 41 milioni di dollari da 59 milioni dello stesso periodo di un anno prima mentre i ricavi sono diminuiti del 3% a 5,1 miliardi. L'Eps adjusted si è attestato a 0,17 dollari.

Lowe's +3,34%. Il rivenditore di prodotti per la casa ha comunicato per il primo trimestre il progr esso dei profitti netti da 673 milioni, pari a 70 centesimi di dollaro, a 884 milioni, e 98 centesimi, a fronte di ricavi in crescita da 14,13 a 15,23 miliardi di dollari. Il consensus di FactSet era per 85 centesimi di utile e 14,87 miliardi di ricavi. Nei tre mesi le vendite a perimetro costante in Usa sono aumentate del 7,5% contro il 4,7% stimato dagli analisti.

MERCATI ASIATICI

La Fed spinge al ribasso l’Asia. Tokyo intorno alla parità grazie allo yen debole

Mercati asiatici in declino, in gran parte a causa degli Usa e del sempre più probabile incremento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve (Fed) già nel meeting di giugno. I verbali relativi all’incontro di 26 e 27 aprile del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) hanno infatti confermato che l’intenzione sarebbe quella di intervenire sui tassi il mese prossimo. Pro spettiva che ha ovviamente rafforzato il dollaro e, di conseguenza, indebolito gran parte delle materie prime, dal petrolio (in flessione di oltre l’1%), al bene-rifugio oro (in modesto declino dopo essersi deprezzato dell’1,6% già mercoledì), a rame, piombo e nichel (in calo di quasi mezzo punto percentuale). L’altra faccia della medaglia è stata l’indebolimento dello yen, sceso ai minimi di tre settimane nei confronti della valuta Usa. E per questo la piazza di Tokyo si è mossa in controtendenza nella regione, pur erodendo gran parte dei guadagni in chiusura. Il Nikkei 225 ha infatti limitato allo 0,01% il suo progresso. Sempre intorno alla parità, ma in negativo, l’indice più ampio Topix, che segna un declino dello 0,06% al termine degli scambi. Decisamente più netta la flessione di Sydney e Seoul: l’S&P/ASX 200 e il Kospi perdono infatti lo 0,61% e lo 0,51% rispettivamente.

Comple ssivamente la seduta è dunque negativa per i mercati dell’Asia, con l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che ha proseguito il declino di mercoledì, scivolando ai minimi delle ultime sei settimane. In controtendenza la performance delle piazze della Cina continentale, trainate al rialzo soprattutto dai titoli tecnologici e dalle Pmi quotate a Shenzhen, anche se i volumi degli scambi sono limitati a confermare i dubbi sulla tenuta dell’economia di Pechino. A circa un’ora dalla chiusura, lo Shanghai Composite è in modesto progresso, mentre lo Shanghai Shenzhen Csi 300 ha eroso gran parte dei suoi guadagni e si muove intorno alla parità, ma in negativo. Lo Shenzhen Composite, dopo il crollo del 2,68% registrato mercoledì, è in progresso di poco meno di un punto percentuale. Allineata al clima ribassista dell’Asia è invece Hong Kong: l’Hang Seng è infatti in flessione di circa lo 0,60% (pe rformance simile anche per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China).

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MERCATI EUROPEI
Borse europee negative, male Bayer e Thomas Cook

Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,9%, il Cac40 di Parigi lo 0,7%, il Ftse100 di Londra lo 0,7% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,6%. In Francia il tasso di disoccupazione nel primo trimestre si è attestato al 10,2%, meglio del 10,3% atteso. Rivisto il dato del quarto trimestre 2015 al 10,2% da 10,3%. Sul fronte societario Technip +13%. Il gruppo dei servizi per l'industria petrolifera ha annunciato la fusione con la rivale americana FMC Technologies. Merck +2%. Il gruppo farmaceutico ha registrato nel primo trimestre profitti netti più che raddoppiati da 282 a 591 milioni di euro. Le vendite sono cresciute del 21% a 3,67 miliardi di euro, grazie soprattutto all’integrazione dell’americana Sigma-Aldrich, acquisita lo scorso anno. Confermato l&rsqu o;outlook per l’intero esercizio. Bayer -7%. Monsanto ha confermato di avere ricevuto una proposta non sollecitata né vincolante da parte del gigante tedesco della chimica. Henkel -0,3%. Il produttore di beni di consumo ha comunicato per il primo trimestre il progresso dei profitti netti del 7,9% a 549 milioni di euro, a fronte di vendite sostanzialmente invariate a 4,45 miliardi (al netto dell’impatto valutario avverso, però, la lettura è per un progresso del 4%). Confermato l’outlook sull’intero esercizio per un progresso del 2-4% delle vendite a perimetro costante e un incremento dell’8-11% dell’eps rettificato.

Thomas Cook -11%. L’operatore turistico britannico per l’intero anno fiscale prevede utili underlying al livello più basso del consensus di mercato, a causa del declino del domanda di viaggi verso la Turchia. L'ebit underlying è stimato a 310-335 milioni di sterline (403-435 mil ioni di euro), contro i 310-359 milioni (403-466 milioni di euro) attesi dagli analisti.

APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana in flessione: Ftse Mib -0,64%. Petroliferi, Telecom e lusso in rosso, bene i bancari

Il Ftse Mib segna -0,64%, il Ftse Italia All-Share -0,58%, il Ftse Italia Mid Cap -0,23%, il Ftse Italia Star -0,50%. Mercati azionari europei in rosso. DAX -1,2%, CAC 40 -0,8%, FTSE 100 -1,2%, IBEX 35 -0,5%.

Petroliferi in calo a causa del netto ribasso del greggio rispetto ai massimi da novembre toccati ieri pomeriggio. Il future sul Brent oscilla sui 48,10 $/barile (da 49,84), quello sul WTI sui 47,50 $/barile (da 48,94). In ribasso Tenaris (-1,6%), Eni (-1,5%). In controtendenza Saipem (+2,7%), che beneficia della notizia della fusione tra l'americana Fmc Technologies e la francese Technip. I due gruppi attivi nei servizi all’industria petrolifera si fonderanno in un’operazione da 13 miliardi di dollar i che verrà realizzata interamente attraverso lo scambio di titoli. Debole Telecom Italia (-1,6% a 0,8310 euro): l’offerta di Enel Open Fiber per la società della fibra ottica Metroweb potrebbe essere depositata tra oggi e domani. Lo riporta stamane il quotidiano MF, che ricorda che anche Telecom Italia ha fissato un termine di una settimana per la scadenza della propria proposta alternativa. Barclays ha confermato la raccomandazione underweight per Telecom Italia e ha ridotto il target a 0,80 euro da 0,82 euro. STMicroelectronics (-1,4%) corregge dopo il +6% di ieri in scia all'annuncio insieme a Mobileye dello sviluppo della prossima (quinta) generazione del SoC di Mobileye, EyeQ®5, che verra' utilizzato come computer centrale per la fusione dei sensori nei sistemi di guida completamente autonomi FAD (Fully Autonomous Driving) installati in automobile a partire dal 2020. Annunciato anche un accordo con l'israeliana Autotalks per una tecnologia grazie alla qu ale e' possibile riconoscere e localizzare i veicoli anche nelle gallerie e nei parcheggi.

Bene i bancari con le big Intesa Sanpaolo (+1,5%) e UniCredit (+1,1%): su quest'ultima si segnalano le indiscrezioni in base alle quali Andrea Morelli, numero uno di di Merrill Lynch Italia, sarebbe il favorito per succedere al CEO Federico Ghizzoni. I grandi soci di UniCredit vorrebbero un ristrutturazione della banca con rimpasto del cda ma non un aumento di capitale. Ieri Moody’s ha confermato i rating di UniCredit SpA a ‘Baa1’ lungo termine, ‘Prime-2’ a breve termine e il rating individuale a ‘ba1’, mantenendo l’outlook ‘stabile’. Confermati allo stesso tempo i rating delle emissioni, compreso quello del debito subordinato.

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TITOLI DEL GIORNO
Fase delicata per Intesa Sanpaolo nonostante il progresso di oltre 2 punti percentuali. Secondo quanto emerso dalle comunicazioni Consob relative alle partecipazioni rilevanti, Blackrock ha incrementato la partecipazione in Intesa Sanpaolo al 6,326% dal 5,004% al 13/02/2014. Il titolo si mantiene in prossimità dei minimi di aprile in area 2,15, non distante da quelli di febbraio a 2,124, in attesa di trovare nuovi spunti per tentare una reazione degna di nota in grado di ricondurre stabilmente i corsi sopra quota 2,40, linea che scende dal 1 dicembre scorso, per obiettivi a 2,52 poi a 2,60 e 2,78. Il titolo dovrà infatti lasciarsi alle spalle questo riferimento per scongiurare la ripresa del trend negativo di lungo corso che sotto 2,15 verrebbe riattivato verso gli obiettivi in area 2 e 1,90 circa.Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire oltre 2,25 per il target a 2,40. Stop sotto 2,15 euro. Incrementare oltre 2,40 pe r 2,52 e 2,78 euro.Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 2,125 per i target a 2,78 euro.Ottima performance mercoledi' per STMicroelectronics. Il titolo e' salito fino a quota 5,03 euro dopo aver terminato la seduta di martedi' a 4,74 euro. A 5,01 euro i prezzi hanno incontrato le medie mobili a 20 e 50 giorni. La rottura decisa di questa resistenza permetterebbe il test a 5,35 della linea che scende dal top di marzo 2015, gia' messa alla prova, senza successo, a gennaio e ad aprile. Oltre 5,35 i recenti tentativi di rimbalzo acquisterebbero maggiore credibilita' e si proporrebbero per un nuovo test di 5,75, picco di aprile coincidente con il primo dei ritracciamenti di Fibonacci calcolati per il ribasso dal top del 2015. Resistenza successiva a 6,50 euro. Sotto i minimi del 17 maggio a 4,71 rischio di ritorno sul supporto critico di 4,48-4,53 euro, gia' minimi di febbraio e di aprile, la cui violazione invierebbe segnali preoccupanti anche in otti ca di medio lungo periodo.Per chi volesse comprare il titolo attendere la rottura di 5,05 per intervenire con target a 5,35, stop loss sotto 4,95 euro.Per chi gia' detiene il titolo mantenere le posizioni con stop subito sotto 4,71, incrementarle oltre 5,05 per il test di 5,35.Fincantieri guadagna terreno e si avvicina alla resistenza a 0,3930 euro rappresentata dai massimi di inizio aprile. Una vittoria confermata in chiusura di seduta oltre questo ultimo riferimento riattiverebbe il movimento rialzista originato dai minimi storici di febbraio con primo obiettivo a 0,4170 e successivi a 0,45 e 0,49/0,50. Segnali di debolezza con chiusure di seduta inferiori a 0,3550: probabile in tal caso un test del recente minimo a 0,3180 e di 0,3036, ultimo supporto utile per scongiurare il ritorno sui 0,2610 di febbraio.Per chi volesse acquistare il titolo: posizioni long oltre 0,3930 per 0,4170, stop sotto 0,3780.Per chi detiene attualmente il titolo: incrementare oltre 0,3930 per 0,45 e 0,49, ridurre sotto 0,3180 e uscire alla violazione di 0,3036.

DATI MACRO ATTESI

Venerdì 20 Maggio 2016

GIA Riunione G7 (giorno 1);

08:00 GER Indice prezzi alla produzione apr;

10:00 EUR Bilancia partite correnti mar;

12:00 GB Indice CBI ordini industria mag;

16:00 USA Vendite abitazioni esistenti apr.

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DATI MACRO ATTESI
Microsoft cede le attività nei feature phone a Foxconn e Hmd Global (ex Nokia)

Microsoft ha comunicato che cederà le attività nei feature phone (i terminali mobili che hanno funzionalità come la navigazione web o l’ascolto di musica ma non quelle più avanzate tipiche degli smartphone) entry level a Fih Mobile e Hmd Global (nuova società finlandese creata da ex manager di Nokia e Microsoft stessa) per 350 milioni di dollari. Fih Mobile, sussidiaria di Hon Hai Precision Industry (l’azienda di Taiwan nota e non sempre in positivo viste le polemiche sulle condizioni di lavoro nelle sue fabbriche cinesi come Foxconn), rileverà anche Microsoft Mobile Vietnam. I 4.500 dipendenti di Microsoft in Vietnam passeranno a Fih Mobile o Hmd Global. Nokia aveva annunciato martedì la nascita di Hmd Global, che produrrà terminali mobili utilizzando in licenza il marc hio del gruppo finlandese. Microsoft aveva chiuso in progresso dello 0,59% la seduta di mercoledì a Wall Street.

Tesla emetterà 1,7 mld $ di nuove azioni per finanziare il Model 3

Tesla Motors ha comunicato mercoledì dopo la chiusura di Wall Street l’intenzione di emettere nuove azioni ordinarie per un ammontare fino a 1,7 miliardi di dollari per finanziare il lancio della nuova vettura elettrica Model 3 (che secondo quanto comunicato a inizio mese ha già ottenuto quasi 400.000 ordinativi). Il gruppo fondato e guidato da Elon Musk prevede di vendere 8,2 milioni di titoli a un prezzo unitario di 204,66 dollari. Tesla, che aveva chiuso in rally del 3,18% la seduta di mercoledì al Nasdaq, è arrivata a perdere oltre il 2% nel mercato esteso intorno a 206 dollari di valore. L’ultima emissione azionaria di Tesla, nell’agosto dello scorso anno, era stata realizzata a un prezzo di 242 dollari.

UniCredit: Moody’s conferma i rating e l’outlookL’agenzia di rating Moody’s ha confermato i rating di UniCredit SpA a ‘Baa1’ lungo termine, ‘Prime-2’ a breve termine e il rating individuale a ‘ba1’, mantenendo l’outlook ‘stabile’. Confermati allo stesso tempo i rating delle emissioni, compreso quello del debito subordinato.

Giappone: progresso del 5,5% (3,2% su base annua) per gli ordinativi di macchinari industriali

In marzo gli ordinativi di macchinari industriali core (escludendo cioè quelli per la generazione elettrica e quelli navali) in Giappone sono tornati a crescere significativamente, segnando un progresso del 5,5% su base sequenziale dopo il crollo del 9,2% di febbraio (che aveva fatto seguito al balzo del 15% di gennaio). Il dato è ampiamente migliore rispetto allo 0,5% di crescita atteso dagli economisti. Su base annuale gli ordinativi sono cresc iuti del 3,2% dopo il declino dello 0,7% di febbraio (e il progresso dell’8,4% in gennaio), e contro lo 0,8% del consensus.

Moody's peggiora dal 2,3% al 2% la stima di crescita del Pil Usa nel 2016

Moody's Investors Service rivede l’outlook sulla crescita economica degli Usa per quest’anno, a causa di un primo trimestre debole. L’agenzia di rating ha abbassato dal 2,3% al 2% la sua stima di progresso del Pil Usa nel 2016 (2,3% nel 2017). Uno dei maggiori rischi per l'economia globale, e quindi anche per Washington, è un rallentamento più marcato in Cina di quanto attualmente previsto, dato che potrebbe avere un impatto "significativo" spingendo gli investitori a limitare le attività più rischiose. Secondo Elena Duggar, associate managing director di Moody’s, “la ripresa globale si è indebolita ulteriormente e le prospettive in tutti i Paesi rimangono irregolari e in gran parte pi&ugr ave; deboli di quanto registrato negli ultimi due decenni”. Moody’s prevede che la Federal Reserve decida per “al massimo” due rialzi dei tassi quest’anno.

Fed: dai verbali del Fomc significative indicazioni per un rialzo dei tassi in giugno

La Federal Reserve (Fed) sembra muoversi spedita verso un nuovo rialzo dei tassi d’interesse in scia al primo in quasi un decennio deciso in dicembre dopo di cui, però, ha prevalso la prudenza per una ripresa dell’economia Usa ancora incerta. “La maggior parte dei membri valuta che, se i dati in arrivo fossero coerenti con un recupero della crescita economica nel secondo trimestre, le condizioni del mercato del lavoro continuassero a rafforzarsi e l'inflazione facesse progressi verso il target del 2% della commissione, allora sarebbe opportuno che la commissione spingesse l’obiettivo di un rialzo dei tassi in giugno”, si legge nelle minute relative a ll’incontro di 26 e 27 aprile del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie).

ADVFN III

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