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mercoledì 4 maggio 2016

Piazza Affari: come gestire il ribasso e come approfittarne

Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, Head of Business Development and Chief Analyst presso Tier1FX, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli. Pietro Paciello è autore del libro appena pubblicato TRADING PLAN. Per info clicca qui

L'indice Ftse Mib continua a perdere terreno, approdando sulla soglia dei 18.000 punti, violata parzialmente ieri. Come vede la situazione a Piazza Affari e quali sono le sue previsioni nel breve?
La situazione a Piazza Affari sembra abbastanza fluida con il Ftse Mib che aveva un target in area 19.100/19.150, di fatto sfiorato visto che i corsi si sono spinti fino a 19.090 punti.
Quest'ultima area era la base superiore del triangolo di trading che l'indice sta percorrendo dall'inizio dell'anno, un trading range che si va a stringere e che provocherà movimenti direzionali di lungo termine solo alla rottura dei due riferimenti principali.
Si continua a lavorare in trading stretto fino a quando il Ftse Mib non sfonderà al rialzo l'area dei 19.200 punti o viceversa l'area dei 17.300 al ribasso. Fino a quando i corsi non usciranno da questi due livelli tecnici, sarà meglio astenersi da posizionamenti di lungo, continuando invece ad approfittare di un trading basato sul concetto di ipercomprato e di ipervenduto.
In area 18.600 avevo segnalato un supporto dinamico di breve interessante, il Ftse Mib lo ha violato e ora ciò che sta avvenendo non deve sorprendere gli operatori, perchè gli indici, a prescindere da quelli americani, avevano già dato il sentore di essere arrivati su dei livelli ove necessitava una fisiologica correzione.
Il movimento in atto va ancora letto in tal modo, fermo restando che la discesa non sorprende, al contrario si può approfittare bene della stessa. L'area target al ribasso è a 17.350/17.400 e fino ad allora si rimane posizionati al ribasso, oppure chi non ama lavorare con una strategia short, farà bene a rimanere flat.
Personalmente sto cavalcando il ribasso e vorrei uscire in take profit in area 17.350/17.400 di Ftse MIb, segnalando che cambierò idea su Piazza Affari solo se l'indice si spingerà oltre i 19.150 punti e non prima.
La discesa non è finita e anche un eventuale rimbalzo in area 18.000 sarà solo fisiologico, vista che quella appena segnalata non è una soglia tecnica di rilievo.
Dal punto di vista operativo l'ipotesi potrebbe essere quella di mantenere le posizioni short e assecondare le fasi di accumulo e distribuzione, ma il livello tecnico in prossimità del quale si potrà ipotizzare la riapertura di posizioni long è non prima di area 17.350/17.400 punti, target obiettivo di questa dinamica.
I bancari stanno vivendo nuovamente una fase di tensione. Ce ne sono alcuni che più di altri consiglia di seguire ora?
Considerata l'importanza che ha sul nostro mercato anche per via del suo peso specifico nel Ftse Mib, la figura più importante di ieri è sicuramente l'accelerazione ribassista di Unicredit.
Il titolo nei giorni scorsi si era contraddistinto per una buona vitalità e sembrava immune dalla negatività complessiva del settore. In seguito Unicredit ha iniziato a scivolare e con i valori raggiunti ieri viene annullata definitivamente l'ipotesi di un pull-back rialzista e a questo punto sembra aprirsi nuovamente la strada verso un test del doppio minimo in area 2,7 euro. 
Anche per questo titolo bisogna abbandonare qualsiasi ipotesi long e iniziare se non a shortare almeno a ridurre l'esposizione sul mercato, visto che non è certo un momento buono per comprare i bancari.
Da diversi giorni il settore bancario sta soffrendo e sappiamo anche perchè. Stiamo assistendo ad una nuova debacle di Banca Monte Paschi che nella sessione di lunedì scorso si era fermato in corrispondenza del precedente massimo relativo.
Il titolo sta scendendo con logica divergenziale e ha interrotto la sua ascesa virtuosa e se non ci saranno inversioni di rotta sembra destinata a tornare in area 0,45 euro.
Fca è tornato nuovamente al di sotto dei 7 euro dopo aver tentato ieri di mantenersi sopra questa soglia. Come cambia lo scenario per il titolo?
Fca di recente avrebbe dovuto testare area 7,5 euro ma non ce l'ha fatta, anche se non ha un'impostazione ribassista come altri titoli. Fino a quando le quotazioni si manterranno al di sopra dei 6,65 euro, supporto dinamico di breve-medio periodo, il titolo sarà da accumulare sulla debolezza.
Per il momento mi sembra che Fca sia più reattivo a salire che a scendere.
Nel settore petrolifero qual è il suo giudizio su ENI e Tenaris anche alla luce degli ultimi movimenti del petrolio?
ENI mi piace molto al ribasso e non a caso sono in posizione short da una settimana. Mi ha sorpreso molto che nella fase di massimo recupero di Piazza Affari ENI non sia riuscito a completare il target rialzista a 14,75 euro.
Questo l'ho letto come un segnale di debolezza e ora il titolo sta scendendo avendo rotto una evidente fase supportiva di breve.
La candela che ha generato il breakout è stata anticipata da un hanging man, configurazione candlestick molto negativa.
Mi auguro che il titolo continui a scendere verso area 13/12,95 euro e in quella zona troviamo un bel supporto dove potremo rivalutare la situazione, ma credo che assisteremo ad un test di questa soglia.
Tenaris ha un'evidente divergenza ribassista e quindi si sta predisponendo ad essere shortata, ma non è ancora il momento di intervenire in tal senso. Una chiusura sotto 11 euro potrebbe essere un segnale di debolezza in arrivo abbastanza importante.
Se si vuole speculare su un titolo che abbia una certa correlazione/dipendenza dall'andamento del petrolio, Tenaris è il mento adatto.
Più interessante in quest'ottica Saipem perchè sta impattando un crocevia di due precedenti livelli dinamici e lo ha fatto con estrema precisione in area 0,337 euro ieri, da cui si è generata una piccola reazione.
Quella attuale probabilmente è più una zona di buy che di sell, ma in un'ottica puramente speculativa e non certamente di portafoglio.
Tra i tre protagonisti del settore oil, se dovessi speculare al rialzo sceglierei Saipem, mentre se dovessi farlo al ribasso ad occhi chiusi punterei su ENI.
Ci sono altri titoli che meritano di essere menzionati in questa fase di mercato?
Un'ulteriore conferma di quanto lo scenario del mercato stia diventando ribassista arriva da Azimut sul quale sono entrato al ribasso. Il titolo ha rotto in maniera abbastanza netta e decisa un evidente supporto dinamico molto pulito.
Il settore del risparmio gestito soffrirà più di altri in caso di prosecuzione del ribasso a Piazza Affari.
Questo giustifica anche una view ribassista su Azimut con target minimo in area 18,1 euro e stop sopra 22,6 euro.
Ci sono sul titolo tutte le configurazioni che di solito ricerco per un posizionamento long o short che sia, ma in questo caso short.
Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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