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martedì 24 maggio 2016

Panoramica mercati - settimana 23 maggio

Pensavamo di avere archiviato la questione tassi Usa almeno fino a Settembre (cioè nessun aumento fino ad allora), ma la lettura delle minute dell’ultima riunione FED ridà voce alle possibilità di un aumento a breve, qualora i prossimi dati macro confermino il miglioramento dell’economia.
 
Quindi Dollaro in ulteriore rafforzamento, qualche vendita sui metalli preziosi, ma nessuna grande variazione sugli indici. Gli investitori prendono atto del possibile cambio di rotta, ma per il momento non ci credono fino in fondo.
 
Si rimane nel limbo. Usa alle prese con la normalizzazione della politica monetaria, Europa ostaggio del referendum inglese, Emergenti alle prese o con le materie prime o con i dubbi sulla sostenibilità della crescita cinese. Si diceva la scorsa settimana che da questi livelli e con questi pattern grafici era difficile dare indicazioni, ed in effetti la settimana passata non ha fornito alcuna direzionalità. Siamo ovviamente nella stessa situazione, forse ora con qualche probabilità in più di vedere tentativi rialzisti nella settimana entrante.
 



USA: alla quarta settimana di debolezza, un accenno di reazione proprio dai primi supporti di area 2027. Si chiude in sostanziale parità, formando una candela settimanale di indecisione. Scenario di ritorno sui massimi storici sempre attivo, con la debolezza delle ultime settimane ancora da considerarsi correttiva (almeno finché tiene 1995 in chiusura settimanale).



Europa: prosegue anche in Europa il rilascio delle trimestrali, finora su 370 pubblicazioni le sorprese positive sono state il 56%, per un risultato medio quindi in linea con le attese. Sugli indici nessun movimento di rilevo, con l’eccezione della Grecia che continua a salire. Sotto il Dax, che chiude sugli stessi prezzi ormai da 3 settimane consecutive e difende il primo livello di supporti.



Continuiamo a monitorare i sondaggi Brexit. Il numero degli indecisi sta diminuendo e le ultime rilevazioni sembrano premiare la volontà di rimanere in Europa (47% a 41%). Gli auspici (Obama) e le minacce (Cameron, Junker) stanno cominciando a funzionare. Chissà che questo non aiuti le borse europee nelle prossime giornate.



Italia: il buon recupero delle banche principali in settimana alimenta qualche speranza di vedere un altro rimbalzo dell’indice. Tiene ancora in chiusura il supporto dei 17.500 punti, per ora nessuna modifica ai livelli chiave da monitorare



Asia: meglio del previsto il dato del PIL giapponese 1° trimestre 2016, con +0,4% rispetto al trimestre precedente (attese+0,1%)



L’indice Nikkei ne beneficia con un buon progresso (+2%), considerando il tono complessivo della settimana. Ma al momento non si vedono grandi appigli per pensare ad un investimento su questo indice, che rimane tra i più deboli.



Latin America: ritraccia il Brasile, con una performance di -4% settimanale. 47.500 e poi eventualmente 45.000 i livelli da dove, in caso di reazione, si può tentare qualche acquisto. Al contrario, un immediato ripristino degli acquisti non dovrebbe per il momento andare oltre area 57.500, resistenza di lungo periodo che mantiene attivo il trend ribassista di fondo.



Euro: con le minute della FED, che vuole probabilmente testare le reazioni dei mercati prima di muoversi effettivamente, si è vista un’altra settimana favorevole al dollaro USA. Prezzi in chiusura su un primo livello di supporto ed in prossimità della trend line rialzista dai minimi del dicembre scorso. Ma si continua sostanzialmente a lateralizzare, sena evidenti spunti direzionali. La nota saliente è che si è di molto affievolita la correlazione positiva tra debolezza dell'Euro e indici europei.



Riccardo Zarfati
www.onehourtrading.it
 
Autore: Riccardo Zarfati

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