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lunedì 9 maggio 2016

Obbligazioni europee ad alto rendimento: 11 motivi per dire Buy!

L'eterna lotta fra mercati europei e statunitensi si può vincere anche puntando su un settore in crescita, quello delle obbligazioni europee ad alto rendimento. Parola di Degroof Petercam.

Un mercato tranquillo

Con l’esplosione della crisi si è evidenziata la differenza tra le due sponde dell’oceano in fatto di investimenti, mercati ed aggressività speculativa.
In quest’ultimo caso il Vecchio Continente ha dimostrato la sua saggezza atavica che lo ha preservato, secondo l’analisi di Degroof Petercam dalla “cattiva pubblicità” nata in seguito al fallimento di alcuni fondi speculativi made in Usa. A vantaggio dell’Europa una minore esposizione al settore energetico, voce particolarmente sotto pressione da oltre un anno e mezzo: numeri alla mano, l’analisi evidenzia il divario delle cifre: 1,5% del peso totale in Europa contro il 15% negli Stati Uniti, su investimenti mirati verso aziende con un rating che per oltre il 60% in Europa è di qualità alta (BB) a differenza di Washington dove invece ci si ferma al 41,4%.

Ricerca di rendimento

In un mondo con rendimenti a 0 cresce l’ansia per trovarne di decenti.

Per questo motivo Petercam suggerisce le obbligazioni europee ad alto rendimento. E per confermare la sua teoria guarda ai numeri, quelli del 5,76% da loro offerti contro l’1,45% delle obbligazioni societarie Investment Grade e ai bond di stato, ancora più in basso nella classifica. 

Indice d’efficienza

Nel paragonare i bond ad alto rendimento con l’obbligazionario Investment Grade e l’azionario, un’altra prova della superiorità dei primi arriva dalla loro efficienza.

In questo caso si guardi al grafico in cui sono evidenziati gli indicatori d’efficienza del benchmark delle obbligazioni high yield a breve termine e quello delle obbligazioni high yield a più lunga scadenza nell’arco di 1, 3 e 7 anni. 


Pericolo default

In realtà il tasso di default nel Vecchio Continente è ancora ampiamente contenuto anche se le statistiche di Moody’s, ricorda Petercam, parlano di un 3,1% entro agosto 2016.

Uno spread a 616 punti base è un contrappeso più che adeguato su uno scenario macro europeo incerto ma ancora solido contraddistinto, proprio per questo, da un atteggiamento conservativo sui bilanci. 

Bce

La Bce, con la sua volontà sempre più convinta di stimolare l’economia europea e di preservarne la crescita ha recentemente incrementato il suo Quantitative Easing guardando sia all’acquisto di corporate bond ma anche all’aumento della liquidità immessa a 80 miliardi rispetto ai precedenti 60.

Una scelta che però ha ridotto i bond a disposizione degli investitori e, come detto, i rendimenti di quelli governativi. Da qui la delusone e l’attenzione che si sposta verso i titoli europei ad alto rendimento diventati molto più appetibili. 

Sviluppo del mercato

Cifre alla mano Petercam parla di un mercato da 400 miliardi di euro a fine 2014.
Non solo, ma nel giro di oltre 25 anni si è rafforzato, grazie non solo a un’aumentata complessità ma anche a una molteplicità di emittenti. Inoltre, proprio in seguito alla crisi, le aziende hanno scelto di avvicinarsi di più al mercato per poter raccogliere capitali e, perciò, si è assistito a una diminuzione degli intermediari anche perchè, sempre in seguito alla crisi e numerosi paletti di controllo che l’Europa ha posto alle banche sui propri  conti e sullo stato della capitalizzazione, gli istituti preferiscono evitare di finanziare aziende con basso merito creditizio.

Rifinanziamento solo nel 2019

Anche qui basta l’immediatezza di un dato per spiegare un altro punto di vantaggio delle obbligazioni europee ad alto rendimento e cioè il fatto che un ritorno al mercato non è previsto prima del 2018. 

Flussi di mercato e liquidità

Questo punto è un corollario del precedente dal momento che è facile intuire che prima del 2019 non ci si debba aspettare nuove emissioni o comunque attendersene di limitate.

Per quanto riguarda la raccolta, sempre Petercam presenta il grafico di JP Morgan secondo cui lo scorso anno, ben oltre il 16% del risparmio gestito è stato occupato dalla voce dei fondi obbligazionari ad alto rendimento europei

Impatti favorevoli su bilanci societari e liquidità 

Dovendo fare i conti, è proprio il caso di dire, con i costi di produzione, la prima cosa che viene in mente è guardare a fattori come il petrolio e le materie prime, elementi che, allo stato attuale della situazione e, con ogni probabilità ancora per diverso tempo, resteranno su livelli bassi a tutto vantaggio delle aziende.

E ancora, altro fattore positivo, la stabilità dei conti e i fondamentali della aziende in Europa ancora stabili. 

Investimento a basso beta in confronto all’azionario

Guardando sul lungo periodo le obbligazioni ad alto rendimento pur essendo correlate con l’azionario, non ne subiscono la volatilità.
A dimostrarlo è anche la tabella che Petercam presenta e in cui si può vedere come, considerando la performance del Dow Jones Industrials e del mercato americano dei bond ad alto rendimento, si notano correzioni corrispondenti tra le due voci ma anche che, nel caso del mercato high yield, questi siano inferiori in entità.

In altre parole uno schema, meno rischioso, dell’azionario. 




Diversificazione e Correlazione negativa con i Bund

Guardando alle possibilità di diversificazione Petercam non ha dubbi: il mercato europeo dei bond high yield è correlato negativamente con i Bund, un trend che con ogni probabilità continuerà ancora per diverso tempo. 


Fonte: News Trend Online

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