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lunedì 16 maggio 2016

Mercati finanziari e portafoglio ETF - settimana 16 maggio

Una settimana di pausa sui mercati, con scarsi movimenti per gran parte degli indici azionari. Si rimane quindi sui livelli della settimana scorsa, lasciando inalterato il quadro complessivo di sostanziale cautela che sta regnando sui mercati.

Dati macro misti ma senza eccessi né positivi né negativi: ulteriore contributo per lasciare le bocce ferme. L’impressione generale è che sull’azionario si tenta qualche mordi e fuggi di breve, ma i grossi gestori stanno alla finestra. Ed è molto probabile che tra un rimbalzo e l’altro questa situazione possa continuare almeno fino al referendum inglese (23 giugno, poco più di un mese), che rimane la preoccupazione principale degli investitori.

Da questi livelli e con questo quadro grafico difficile dare indicazioni operative, soprattutto per gli indici europei. Ma certo si fa fatica ad immaginare importanti gambe rialziste da qui a 4 settimane. Quindi si può tentare di seguire eventuali nuovi rimbalzi verso le resistenze, ma con una ottica al momento di brevissimo.



USA: siamo ormai a più di metà strada nel rilascio delle trimestrali, ed il quadro rimane mediamente in linea con le attese. Qui sotto il riepilogo settoriale, evidente come il dato complessivo sia fortemente influenzato dal disastro del settore energia, colpito dal calo del petrolio anno su anno. Beni di consumo ciclici, farmaceutico e telecom i settori migliori in termini di vendite e profitti.




In settimana bene le vendite al dettaglio, più alte delle attese invece le nuove richieste di disoccupazione settimanale. Lo S&P 500 stabilizza in settimana, senza fornire nuovi segnali. Vista la chiusura negativa di venerdì, molto probabile che almeno il primo supporto venga interessato la prossima settimana (area 2025). Al momento le ultime tre settimane di debolezza sono ancora configurabili come un ritracciamento, con probabile tenuta dei supporti.



Europa: i dati del PIL 1° trimestre non mostrano grandi sorprese: a totale Eurozona +0,5% (attese +0,6%). Germania +0,7% (+0,6% atteso), Italia +0,3% (come attese). Dal Sole24ore, sotto il quadro completo di questa prima lettura 2016. In evidenza la Spagna, che sembra ben più vitale guardando al Sud-Europa (Italia, Grecia e Portogallo)


Indici praticamente fermi, spicca l’ulteriore recupero della Grecia, che ha approvato nuove misure di austerity. Ogni tanto si riparla di default del paese ma ormai sembra non crederci più nessuno, nella convinzione alla fine una soluzione si trova sempre. Dopo aver perso circa il 90% dai picchi del 2000, chissà che non abbia già trovato una base di lungo periodo da cui ripartire



Uno sguardo anche all’indice della Spagna, che da un punto di vista tecnico è arrivato ad un bivio importante. La pressione ribassista di fondo domina ancora, ma ora prezzi sulla trendline ascendente di medio periodo. Eventuali rotture troverebbero il supporto a 8330 a scongiurare nuovi minimi.




Italia: situazione simile per l’indice italiano, seppure un po’ più debole poiché non ha ancora fatto massimi crescenti come la Spagna. Venerdì test dei 17500 con una buona reazione sul finale, che rende possibile una qualche reazione di breve. In caso di rottura ribassista, in questo caso il supporto ultimo prima di nuovi minimi è quota 16800





Asia: l’indice giapponese rimane debole nel periodo, di fatto a metà strada tra supporti e resistenze. Per ora è andato subito a chiudere il gap ribassista aperto la settimana scorsa: prossima settimana i dati del PIL, possibile che si vedrà una qualche direzionalità più accentuata



L’Indice indonesiano interrompe per il momento la buona striscia positiva con una rottura della trend-line rialzista. Per ora nulla di preoccupante, i supporti di area 4650 in caso di tenuta potrebbero dare il via ad una ripartenza. Assieme all’India, rimane tra gli indici asiatici più interessanti per l’investimento, con trend robusti e limitata volatilità.




Latin America: in Brasile è stato approvato il processo di impeachment per la Rousseff, che sarà processata. Si grida al golpe, una vicenda intricata dove
anche il capo dell’opposizione (e molti ministri) sono indagati per corruzione. Insomma più colpi di scena che nella fiction House of Cards, ma con un paese realmente ridotto allo stremo. Vedi qui l’approfondimento sull’indice postato ad inizio settimana.  Indice Messicano che non è ancora riuscito a fare nuovi massimi storici (sarebbe il primo indice importante di questo strano 2016) e continua a stabilizzare poco sotto i top storici. Dopo 3 anni di lateralizzazione, dovesse riuscirci, potrebbe tranquillamente raggiungere i 50.000 punti, estensione pari all’ampiezza dell’ampio rettangolo di lateralizzazione (circa 5000 punti)





Metalli: poche nuove dai metalli preziosi, con qualche presa profitto dopo lo strappo rialzista. Ancora debolezza invece per i metalli industriali, che a parte lo Zinco lasciano sul terreno oltre 3,5%. Rame che torna vicino ai minimi pluriennali di Gennaio. A quota 200 vi è un ultimo supporto prima di rivedere i minimi stessi. Rimane un asset che sta a mio avviso scontando una recessione che al momento non c’è. Gli hedge funds sono ancora short, ma con un valore netto delle posizioni dimezzato dai massimi di gennaio. Continueremo a monitorarlo con attenzione.



Agricoli: misti i coloniali (recupero per Zucchero e Caffè, debolezza per Cotone e Cacao), spicca in settimana la crescita coerente dei grains, dopo i dati del dipartimento dell’agricoltura che ha diffuso stime di scorte inferiori alle attese. Corn in buon progresso, vedremo se stavolta riuscirà a superare i 400usd. Prezzi compressi ormai da 6 mesi, potrebbe essere in atto un altro tentativo di raggiungere le resistenze più lontane (area 450). Lo stiamo seguendo giornalmente con Portafoglio ETF Heikin Ashi (vedi qui)




Dollaro Usa: è tornato a rafforzarsi nel breve il dollaro USA (sotto il Dollar index- paniere di dollaro contro sei valute, con peso dell’Euro oltre il 50%). Dopo aver fatto una marginale rottura di 92,40 ha rimbalzato, rendendo probabile un raggiungimento quantomeno di area 96. Il dollaro in recupero porta generalmente forza sugli indici azionari, un fattore quindi a sostegno di un possibile recupero dei mercati nel breve



Riccardo Zarfati
www.onehourtrading.it
Autore: Riccardo Zarfati

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