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lunedì 2 maggio 2016

Mercati finanziari e portafoglio ETF - settimana 2 maggio

Il flusso di dati macro comincia a mostrare qualche affanno per l’economia Usa. Il PIL del 1° trimestre è positivo, ma sotto le attese e con il peggior incremento da due anni a questa parte. Sotto le attese anche gli acquisti di nuove case, gli ordinativi di beni durevoli ed i dati di fiducia. La FED non alza i tassi come da attese, e con questi ultimi dati diminuisce fortemente la possibilità che a giugno (prossimo meeting FED) si muova qualcosa su questo fronte. Con ogni probabilità se ne riparlerà a settembre.

L’Europa prova a tirare la carretta con dati di PIL e disoccupazione sopra le attese, sebbene con variazioni ancora da considerare piuttosto deboli per le ingenti forze monetarie messe in campo. Qui il pericolo viene più dal valutario, con l’Euro che si sta decisamente rafforzando verso USD: movimento non certo gradito ai paesi esportatori come la Germania.

In settimana è scattata sugli indici qualche vendita dalle resistenze di breve: per ora nulla di grave ed è attesa la tenuta dei supporti con possibile tentativo di completare la fase rialzista di medio periodo. Ma l’affanno visto in settimana sembra confermare che il potenziale spazio all’insù non dovrebbe essere per il momento molto ampio.



USA: il rallentamento dell’economia ed il debole outlook di Apple (-11% il bilancio) danno il tono negativo alla settimana, con debolezza più evidente per l’indice Nasdaq. Questa la progressione trimestrale del PIL USA:


Indice Nasdaq in arretramento di circa 3 punti, ed ora su un primo livello di supporto (area 4340). 4250 il supporto principale di questo movimento rialzista. In caso di tenuta, possibilità di proseguire al rialzo con obiettivo in area 4660 nelle prossime settimane.





Europa: la prima stima del PIL 2016 vede una crescita dello 0,6%, oltre le attese. Sempre di zerovirgola si parla, ma almeno al livello più alto degli ultimi 2 anni:





Deboli tutti gli indici europei, soprattutto quelli di Francia e Germania. Dax che rompe al ribasso un primo livello di supporto di breve, siamo già in prossimità di quello principale di questo movimento (area 9.900) Per trading sembra lecito tentare un acquisto con stop stretto.




Italia: uno degli indici migliori a livello mondiale, limita le perdite ad un modesto -0,5%. Oltre le attese il tasso di disoccupazione, che prosegue nel suo moderato trend di miglioramento



Indice principale che sente il primo livello di resistenza di area 19.200, ma rimane nei paraggi. Anche in questo caso eventuali debolezze fino ad area 18.000 possono essere sfruttate per acquisti di breve, limitando i rischi con stop piuttosto stretti (una uscita al cedimento di 17.800 in chiusura giornaliera è una ragionevole opzione per trading di breve)


 

Asia: La banca centrale giapponese lascia tutto fermo, deludendo le attese di chi si aspettava un ulteriore rafforzamento degli stimoli. Nikkei in forte ribasso, con la performance peggiore tra gli indici principali (-5,2%). Ora indice a metà strada tra supporti e resistenze, con forte volatilità che rende problematico muoversi su questo indice.





Sugli asiatici “minori” piccoli ritracciamenti che per ora non intaccano la buona progressione dai minimi di periodo. Sotto il caso dell’Indonesia:





Latin America: unica area mondiale dove si è vista una moderata positività in settimana. Bene ancora il Brasile, che si sta avvicinando ad un possibile target di questo movimento, area 57.500. Sicuramente da guardare con più interesse, ma questo sprint sembra complicato da sostenere, con medie mobili piuttosto lontane. Probabile che prima o poi si scarichi qualche eccesso, ma finché si rimane sopra i 47.000 è possibile una inversione di lungo periodo, ancora non decretata nei grafici.




Metalli: ottima settimana per il comparto, in particolare i metalli preziosi. L’Oro fa nuovi massimi di periodo e raggiunge di fatto i 1300$, prima resistenza di prezzo. RSI in deciso ipercomprato sul settimanale, a mio avviso lo scenario più probabile è un ritracciamento da questi livelli o poco sopra (1350 un possibile target di breve).





Agricoli: nuovo rialzo dello Zucchero, orientato quantomeno al raggiungimento di area 17 prima e poi eventualmente di 18,70, resistenza principale di questo movimento che sembra qualcosa più di un semplice rimbalzo.




In generale si sta alleggerendo la pressione ribassista sulle materie prime. Sotto l’ampio indice CRB, che raccoglie tutte le principali commodities. Dopo i minimi di inizio anno, sta tentando l’inversione rialzista. Prime conferme oltre 189 e soprattutto oltre 204, il più vicino massimo relativo





Petrolio: migliora decisamente il quadro grafico del Petrolio, con i prezzi che raggiungono e superano la resistenza di area 45$, chiudendo sopra la media mobile a 50 periodi. Modificati i principali riferimenti: ora 50$ la resistenza più vicina, area 41 il primo livello di supporto, 36$ quello principale.





Euro-Usd: il dato sotto le attese del PIL Usa (con implicita convinzione che la FED non alzerà i tassi neanche a giugno) indebolisce il dollaro, con la coppia che torna in area resistenze. Siamo ancora in piena lateralità, di nuovo sulla parte superiore di questo intervallo 1.05-1.15. Prossima settimana da guardare gli indici ISM (lunedì) e la disoccupazione USA (venerdì), che potrebbero dare una direzionalità più decisa. Penso che questo sia un livello di equilibrio che le due banche centrali interessate accetterebbero di “congelare” per i prossimi due anni, se potessero.




Riccardo Zarfati
www.onehourtrading.it
Autore: Riccardo Zarfati

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