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lunedì 23 maggio 2016

Mercati asiatici in progresso ma Tokyo e Sydney perdono lo 0,50%


Seduta contrastata per i mercati dall'Asia che vengono complessivamente sostenuti, però, dal moderato indebolimento del dollaro Usa su aspettative in crescita per un rialzo dei tassi in giugno da parte della Federal Reserve, anche se sulla decisione aleggiano ancora gli spettri del rallentamento della Cina e del referendum sull'uscita della Gran Bretagna dall'Europa.
L'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, guadagna oltre mezzo punto percentuale in scia alla positiva chiusura di ottava per Wall Street (venerdì il migliore dei tre principali indici Usa è stato il Nasdaq, in progresso dell'1,21%) e soprattutto grazie alle piazze dei mercati emergenti. Discorso diverso per quelli "maturi", a partire dal Giappone che soffre per l'apprezzamento dello yen sul dollaro Usa (il Bloomberg Dollar Spot Index perde circa lo 0,20% dopo tre ottave consecutive di guadagni) ma anche per dati macroeconomici tutt'altro che esaltanti.

In particolare l'export cala del 10,1% in aprile (settimo mese consecutivo di declino). A deprimere il mercato anche indicazioni della stampa locale, secondo cui il ministro delle Finanze nipponico Taro Aso avrebbe detto allo U.S. Treasury Secretary Jack Lew che il rincaro dall'8% al 10% dell'imposta sui consumi verrà introdotto come previsto nell'aprile 2017.
Il primo aumento in 17 anni, dal 5% all'8% nell'aprile 2014, era stato considerato come principale responsabile dello scivolamento del Giappone in recessione e gli osservatori erano convinti che quello del prossimo anno sarebbe stato rinviato (sarebbe il terzo posticipo per la misura). Il risultato è stato un declino superiore all'1% in intraday per il Nikkei 225 che ha poi limitato allo 0,49% le sue perdite in chiusura (performance simile per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,44%).
Sydney perde terreno come Tokyo.

La seduta sulla piazza australiana è condizionata in negativo soprattutto dai titoli minerari (Rio Tinto e Bhp Billiton perdono oltre il 2%) e petroliferi. I future sul minerale di ferro in consegna nel porto cinese di Qingdao hanno segnato un crollo dell'6% ai minimi degli ultimi tre mesi, mentre il petrolio ha aperto la seduta sui mercati asiatici con una perdita di circa mezzo punto percentuale (modesto progresso invece per l'oro in scia al deprezzamento della divisa Usa).
Il risultato è stato il deprezzamento dello 0,55% per l'S&P/ASX 200 al termine degli scambi. Positiva invece la seduta di Seoul (il Kospi chiude in progresso dello 0,39%), come pure per i mercati cinesi. A circa un'ora dalla chiusura lo Shanghai Composite è in crescita di circa lo 0,30% mentre lo Shanghai Shenzhen Csi 300 ha eroso gran parte dei suoi guadagni e si muove intorno alla parità.

In progresso di circa lo 0,70% è invece lo Shenzhen Composite. Anche l'Hang Seng di Hong Kong si muove intorno alla parità, restando in positivo (fa decisamente meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, che guadagna circa lo 0,30%).
(RR)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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