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martedì 10 maggio 2016

Lo yen frena la corsa e Tokyo va in rally. Shanghai intorno alla parità


Seconda seduta consecutiva di guadagni per Tokyo, che va in rally grazie all'indebolimento dello yen, scivolato ai minimi dallo scorso 28 aprile nei confronti del dollaro Usa. Taro Aso, ministro delle Finanze del Giappone, ha dichiarato che sarebbe "naturale" che il governo intervenga se lo yen dovesse guadagnare bruscamente contro il dollaro.
Complessivamente la seduta è positiva per tutta l'Asia, nonostante il declino dei titoli delle materie prime, già significativo lunedì sulle piazze europee, continui. Il deprezzamento dei corsi del minerale di ferro prosegue per la sesta seduta consecutiva e il primo risultato sono perdite del 3-4% a Sydney per i colossi minerari Bhp Billiton e Rio Tinto.

Il petrolio è ancora in moderato declino mentre i produttori riavviano le attività di estrazione dalle sabbie bituminose del Canada, dopo l'esteso incendio che ha colpito il Paese nordamericano nei giorni scorsi. Secondo le stime di Ihs Energy circa il 40% della produzione nella regione è stato bloccato.
Tra le altre materie prime il nichel si apprezza di oltre l'1% dopo avere perso più del 5% lunedì.A fine seduta a Tokyo, il Nikkei 225 guadagna il 2,15% (performance praticamente uguale per l'indice più ampio Topix, apprezzatosi del 2,16%). A Seoul, il Kospi, dopo avere perso lo 0,45% nella seduta di lunedì, segna un progresso dello 0,75 al termine delle contrattazioni.
Poche sorprese sul fronte macroeconomico.

Aprile segna infatti il terzo mese consecutivo con l'inflazione annua al 2,3% in Cina, in linea con le attese. Rallenta invece il declino dei prezzi alla produzione (3,4% in aprile contro 4,3% in marzo), in quello che è comunque il cinquantesimo mese consecutivo di contrazione. Il risultato è un moderato apprezzamento delle Borse di Shanghai e Shenzhen, dopo il pesante sell-off delle ultime due sedute.
A circa un'ora dalla chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono però in altalena, muovendosi comunque intorno alla parità, con perdite e guadagni marginali. Intorno allo 0,30% invece il progresso dello Shenzhen Composite. Moderato declino per Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in flessione di circa lo 0,30% (fa leggermente peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in declino intorno allo 0,40%).

Continua invece a guadagnare Sydney: l'indice S&P/ASX 200 chiude l'ultima di una serie di sedute positive segnando un progresso dello 0,36% al termine delle contrattazioni.
(RR)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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