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lunedì 30 maggio 2016

Le parole di Yellen sostengono l'Asia. Il Nikkei 225 guadagna l'1,39%


Le dichiarazioni della chairwoman della Federal Reserve Janet Yellen, che venerdì aveva predicato prudenza lasciando però aperta la porta per un rialzo dei tassi nei "prossimi mesi" (e secondo gli analisti le chance di un aumento già in giugno sono salite al 60%), hanno come primo effetto rafforzato il dollaro.
Il Bloomberg Dollar Spot Index si avvia infatti alla migliore performance da metà marzo (e al più netto guadagno mensile dal settembre 2014) e, di conseguenza, il bene-rifugio oro continua a perdere colpi: il metallo prezioso segna infatti la nona seduta consecutiva in declino, nella striscia di deprezzamento più lunga in un anno.

Restando in ambito valutario, lo yen è in declino di circa lo 0,80% nei confronti del dollaro e questa è sempre una buona notizia per il Corporate Japan. E infatti la piazza di Tokyo è la migliore in Asia. Il Nikkei 225 ha accelerato il suo progresso nel corso della seduta chiudendo con un guadagno dell'1,39% (leggermente peggio ha fatto l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dell'1,12%).
Secondo fonti citate da Reuters, sabato il premier Shinzo Abe avrebbe detto al ministro delle Finanze e al segretario generale del Partito liberale democratico (di cui lui fa parte) dell'intenzione di rinviare fino all'ottobre 2019 il previsto nuovo aumento dall'8% al 10% dell'imposta sui consumi, già posticipato in precedenza e programmato per l'aprile 2017.

La valuta in maggiore declino nei confronti del dollaro non è però lo yen ma lo won sudcoreano, che si deprezza dell'1,0% ma il risultato per il listino di Seoul è meno positivo rispetto a Tokyo: il Kospi chiude infatti in declino dello 0,10% dopo avere scambiato intorno alla parità per tutta la giornata.
Complessivamente la seduta è positiva per l'intera regione, ma è comunque moderato il guadagno dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, apprezzatosi di circa il 2% la precedente ottava.

Performance allineata con quella delle piazze della Cina continentale. A circa un'ora dalla chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 si muovono infatti intorno alla parità con guadagni marginali, mentre è intorno allo 0,15% l'apprezzamento dello Shenzhen Composite. In scia al rafforzamento della valuta Usa, intanto, la People's Bank of China (PboC) ha stabilito a 6,5784 il cambio dello yuan nei confronti del dollaro, lo 0,45% in meno rispetto al fixing di venerdì e ai minimi dal febbraio 2011.

Hong Kong fa meglio rispetto a Shanghai: l'Hang Seng guadagna infatti circa lo 0,40% (performance simile per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). Con petrolio e rame in declino per petroliferi e minerari la seduta è complessivamente negativa a Sydney e l'S&P/ASX 200 chiude la sessione invariato.
(RR)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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