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lunedì 9 maggio 2016

Le 7 migliori azioni a bassa volatilità in caso di mercato orso


Mercato volatile? La soluzione è solo una e la risposta è unanime: scegliere azioni a bassa volatilità. Magari azioni con un fattore beta, cioè una connessione con il mercato, il più bassa possibile, ovviamente fatti salvi la sostenibilità dei dividendi e i fondamentali. 

HealthCare Services Group

Con un fatturato annuo di $ 1.4 miliardi e un valore di borsa di $ 2,7 miliardi di dollari, HealthCare Services Group è la società più piccola tra le scelte di Kathy Kristof. Si tratta di un'azienda che fornisce servizi di pulizia, lavanderia e cibo alle case di cura ai centri di riabilitazione, a case di riposo e agli ospedali.

Il punto di forza che evidenzia il report è la posizione di leader occupata dall'azienda la quale possiede circa il 75% delle quote di mercato. Lo spazio di crescita, però, a differenza di quanto si possa pensare, è ancora ampio visto che la maggior parte degli istituti di cura non esternalizza i servizi di pulizia e mensa.
Non solo ma a potenziare i futuri venti a favore restano sia il megatrend di invecchiamento della popolazione, sia i numeri inerenti ricavi e utili previsti con aumenti a due cifre nel prossimo biennio.

American Water Works

Si tratta della più grande società idrica degli Usa che serve circa 15 milioni di persone in 47 stati.

Azione piuttosto costosa (70,80 dollari) fa notare il report, se paragonata ai competitors del settore utility, ma secondo gli analisti è degna di attenzione anche perché non solo fa parte di quel gruppo di aziende il cui business è regolamentato ma soprattutto perché proprio questa voce rappresenta l'88% dei ricavi della società.

Le stime degli esperti parlano di aumenti dell'ordine dell'8% e del 10% rispettivamente per utili e dividendi entro il 2018, un trend favorito dall'assenza di elementi di disturbo.

AT&T

Ormai il futuro della telefonia è nel wireless e anche AT&T lo ha capito da tempo desiderosa, tra le altre cose, anche di diversificare il suo portafoglio e guardare alla forza di nuove acquisizioni, prima fra tutte quella di Direct TV.

A suo vantaggio ci sarebbe più di un elemento: prima di tutto un dividendo yield del 5% il che rende l'azione una scelta interessante per chi guarda al reddito, ma interessanti risultano anche le attese di crescita sui profitti, attese che si attestano su un +5% per i prossimi due anni.

 

Lockheed Martin

Il rischio di una diminuzione degli investimenti nel settore della Difesa a stelle e e strisce è solo relativo per Lockheed Martin dal momento che l'azienda, ricorda Kristof ha deciso di mettersi al riparo con acquisizioni mirate, in questo caso puntando a Sikorsky, azienda costruttrice di elicotteri.

Buone notizie anche sul fronte dei numeri: i guadagni potrebbero vedere un impulso per i prossimi due anni e arrivare a un +9% quest'anno e +16% nel 2017.

Pool Corp.

Vendere prodotti chimici e attrezzature per la pulizia delle piscine non è propriamente un lavoro particolarmente interessante ma sicuramente, fa notare Kristof è finanziariamente stabile.

Il che spiega i 2,4 miliardi di dollari di fatturato annuo, gli utili a +19% sia nel 2014 che nel 2015, con attese di un +17% per questanno e di +13% sul 2017; cifre motivate sia da una cospicua politica di buyback e di taglio dei costi ma anche da una posizione leader in un mercato particolarmente frammentato.
Proprio per questo la società può applicare alla sua clientela prezzi particolarmente bassi e concorrenziali.

Procter & Gamble

Ristrutturazione in corso per il gigante dei prodotti per l'igiene della persona il quale, dovendo combattere contro i primi tentennamenti sui ricavi, ha preferito concentrarsi sui marchi più core vendendo quelli minori.

Il 90% dei ricavi e il 95% dei profitti deriva in realtà da soli 65 marchi perciò i vertici hanno puntato su una strategia che mettesse nuovamente al centro del business i protagonisti per partire alla conquista di nuove quote di mercato su ogni settore di sua competenza, cosa che, sottolinea Kristof, negli ultimi 12 mesi gli analisti hanno già potuto notare.

Wells Fargo

Nota per essere una delle scelte preferite da Warren Buffett che da sempre l'ha in portafoglio, secondo l'analisi di Kristof sembra superare i dubbi di Wall Street circa le strette sulla regolamentazione e i possibili risvolti derivanti dall'altalenante e asfittico andamento dei prezzi del petrolio.

Questo perché Kristof fa notare che si tratta pur sempre di una tra le più grandi realtà di credito di Washington oltre a una tra le meglio gestite.
Fonte: News Trend Online

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