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lunedì 30 maggio 2016

La top 10 dei dividendi da comprare subito


Buoni fondamentali, rendimenti sostenibili e grandi nomi presenti sui mercati internazionali. Stando a quanto esaminato da Dan Burrows ci sono 10 nomi degni di nota. 

Merck & Co. (MRK)

Dividend Yield: 3,3%
Il report di Dan Burrows fa notare come la strategia messa in campo dai vertici di Merck & Co., Inc., strategia imperniata sul taglio dei costi, un aumento delle acquisizioni e sull’ottimizzazione delle risorse, sta iniziando a funzionare per la società specializzata nel settore farmaceutico.

Non solo, ma punto focale restano i 5 farmaci in fase di revisione da parte delle agenzie di regolamentazione statunitensi, i 25 in fase avanzata e sulla strada dell’approvazione e gli 11 già in corso di sperimentazione. Da un punto di vista strettamente finanziario le azioni sono in crescita del 4%dall’inizio dell’anno mentre il dividendo resta un ulteriore elemento di appetibilità, ancora di più se si pensa che è in costante crescita dal 2011. 

Procter & Gamble (PG)

Dividend Yield: 3,4%
Secondo Burrows il prossimo e più temibile competitor all’orizzonte, Amazon, intenzionato a lanciare una propria linea di prodotti per la casa e la cura della persona, non è poi così tanto temibile come inizialmente temuto.

O almeno potrà spaventare solo sul breve periodo: P&G infatti è sopravvissuto a due guerre mondiali, ai cambiamenti tecnologici, a quelli di gusti e di costume e alle varie catastrofi economiche che si sono succedute in tutto quest’ultimo secolo. Difficile che tutto cambi ora. 
A tenere fedeli i propri azionisti ci pensano anche i 18 miliardi all’anno di dollari dati sotto forma di dividendi oltre al taglio di 10 miliardi sui costi aziendali. 

Boeing (BA)

Dividend Yield: 3,4%
L’eterna lotta che si era creata in passato tra Airbus e Boeing si sta risolvendo a favore di quest’ultima.

A dare una mano è anche l’ordine in arrivo dal Vietnam di ben 11.3 miliardi di dollari per produrre 100 jet. Forse a preoccupare di più potrebbe essere un generale calo di produzione, la concorrenza che impone fortissimi sconti e la crescita globale debole ma da un punto di vista finanziario si può ancora contare su un rapporto prezzo-utili fermo a 14, inferiore alla media degli utlimi 5 anni.

Pfizer (PFE)

Dividend Yield: 3,6%
Lo stop arrivato sulla grande operazione di fusione con Allergan plc era inizialmente stato interpretato dagli analisti come una pericolosa battuta d’arresto per la società farmaceutica statunitense ma la società è riuscita a riprendersi grazie alla sua nuova produzione comprendente le nuove terapie contro il cancro al seno la colite ulcerosa e la psoriasi.

A questi si aggiungano anche le acquisizioni fatte sulle società farmaceutiche specializzate in trattamenti e cure biosimilari, nuove frontiere del mercato e della ricerca. Guardando alle azioni è facile vedere come siano raddoppiate nel giro degli ultimi 5 anni, includendo anche i dividendi. 

Cisco Systems (CSCO)

Dividend Yield: 3,7%
La strategia della società leader nell’hitech si basa, come fa notare Burrows, sulle acquisizioni come investimento a lungo termine: recentemente Cisco ha perfezionato l'acquisizione di Jasper, una società californiana che agevola le aziende nell’entrare all’interno dell’IOT ovvero Internet of Things, la possibilità di interagire con gli oggetti controllandoli attraverso la Rete.

Non solo ma sta anche potenziando al sua presenza nel settore della manutenzione preventiva ovvero al capacità di calcolare attraverso parametri e modelli matematici, il tempo di usura, programmando in anticipo quindi la sostituzione di un oggetto. Una serie di orizzonti in piena espansione, tanto che gli analisti iniziano a sospettare che il tasso di crescita inizialmente previsto, sia troppo conservativo.

Abbvie Inc.

(ABBV)

Dividend Yield: 3,9%
Anche in questo caso si torna sui farmaceutici e nello specifico con i trattamenti di Immunologia, che Burrows definisce una grande area di crescita.
Soprattutto per Abbvie azienda che dalla sua parte ha Humira, il farmaco  più venduto al mondo nel campo dell’immunologia. Ma l’azienda ha in catalogo anche molecole usate per curare il cancro al seno, cancro ovarico, tumore al pancreas e il mieloma multiplo.

Ford (F)

Dividend Yield: 4,6%
Burrows considera Ford un affare a prescindere dal dividendo di tutto rispetto, una percentuale che rende il titolo appetibile di per sè.

ad ogni modo, andando oltre, il report fa notare anche una crescita delle vendite mensili al massimo da 10 anni, vendite che, tra l’altro, riguardano la fascia alta di SUV e pick up, con aumenti a due cifre. Anche in Cina, solitamente visto come un mercato in rallentamento. 

Mattel (MAT)

Dividend Yield:  5%
Reduce da un periodo difficile che ha visto crollare le azioni nel 2013 a causa di un calo notevole sulle vendite e soprattutto a causa della perdita di alcune licenze, il titolo, secondo l'analisi potrebbe essere all’inizio di un rimbalzo.

Barbie non riesce a riprendersi, in compenso la divisione di Fisher-Price e Hot Wheels, oltre ai primi risultati in arrivo da  DC Super Hero Girl, una linea di bambole nate dalle vicende delle supereroine più famose, permettono di essere ottimisti sul futuro. 

General Motors (GM)

Dividend Yield:  5%
Burrows sottolinea che, come per Ford, i numeri danno ampia sostenibilità al generoso dividendo: nell’ultimo trimestre l'utile di GM è più che raddoppiato sia in Nord America che in Cina mentre l’Europa e il Sud America hanno registrato perdite inferiori al previsto. Nonostante tutto questo, GM è scambiata a soli 5 volte gli utili previsti.

Non solo, ma GM è stata in grado anche di alzare per ben due volte il proprio dividendo a dal 2014.

AT & T (T)

Dividend Yield:  5%
Il problema della società, evidenzia il report è quello di dover sempre correre per restare al passo coi tempi.

E quando non può, di acquisire, cosa che ha fatto con DirecTV. Per quanto riguarda l’innovazione si guarda alla già citata Internet delle cose, ai servizi cloud e al mercato wireless. Sul fronte finanziario il titolo può vantare sia una bassa volatilità sia un buon dividendo con una  cedola che ormai ha una lunga storia, che risale agli anni 80
Fonte: News Trend Online

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