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giovedì 12 maggio 2016

Impeachment Rousseff, Brasile: caos alla vigilia delle Olimpiadi


Con le Olimpiadi ormai alle porte il Brasile rischia di presentarsi all’apertura dei giochi in qualità di nazione ospitante ma priva di un governo.

Il Senato ha votato contro la Rousseff

Nella notte il Senato ha votato per il via libera al procedimento di impeachment della presidente Dilma Rousseff: risultato 55 sì contro i 22 no.
Ma chi pensa si tratti della fine della controversa presidente carioca dovrà rimanere deluso, la procedura, infatti, prevede che la Rousseff si faccia solo da parte per 180 giorni, il periodo che dovrà dedicare alla preparazione della sua difesa e durante il quale il potere sarà nelle mani del suo vice Michel Temer.

Solo dopo il Senato sarà nuovamente riconvocato e dovrà pronunciarsi questa volta con una maggioranza qualificata di 2/3. Il ciclone politico che da mesi sta investendo la nazione verdeoro, infatti, non ha risparmiato praticamente quasi nessuna delle figure politiche presenti al governo.
In realtà sotto il fuoco di fila si trova il Partito dei lavoratori coinvolto a tutti i livelli nel più grande scandalo di corruzione che vede coinvolto anche l’ex presidente Lula, tangenti pagate ai rappresentanti del colosso energetico di Stato, Petrobras, e di cui la Rousseff non poteva essere a conoscenza.

Alla base di tutto... 

Ma a far vacillare la prima carica della nazione è stato in realtà un motivo diverso: la manipolazione dei conti pubblici fatta dalla stessa Rousseff e usata per nascondere un buco di bilancio il quale, qualora fosse venuto a conoscenza dell’opinione pubblica, avrebbe potuto compromettere l’elezione della presidente nel 2014.
Ed è proprio questo il punto principale: in Brasile le procedure di Impeachment partono nel momento in cui viene provato che il presidente ha mentito alla nazione. Di fatto questo potrebbe non essere dimostrato. O comunque, e questa è la prima difesa del Partito dei lavoratori, non ci sarebbe un reato tale da giustificare al caduta di un governo votato da oltre 55 milioni di persone.

In questo scontro più politico che sociale, per quanto le proteste di Piazza abbiano caratterizzato spesso le cronache nazionali, Michel Temer rappresentante dell’altra sponda politica e cioè il il Partito socialista, a sua volta coinvolto con diversi suoi rappresentanti nello stesso scandalo.
Nello specifico si tratta di personaggi come il senatore Aecio Neves, presidente del Psdb, nonchè alleato di Temer a sua volta chiamato in causa da alcuni “politici pentiti” che hanno iniziato a denunciare fatti e fare nomi su chi partecipava a un vero e proprio sistema di corruzione ormai organizzato da tempo tra le alte sfere dell’esecutivo. 
Il pericolo arriva adesso anche sul fronte dei provvedimenti sociali: le varie riforme della Rousseff sul fronte sociale annunciate nel 2013 in seguito allo scoppio dello scandalo (per molti accordate più che altro per tenere calma l’insofferenza della popolazione esplosa dopo i fortissimi finanziamenti alle opere previste per i Mondiali di calcio e per le stesse Olimpiadi, finanziate con tagli alla sicurezza e alla Pubblica Istruzione) rischiano di essere cancellate dal nuovo presidente ad interim per salvare il paese dalla Recessione ormai ampiamente conclamata e riportare la nazione al risanamento dei conti.   

Fonte: News Trend Online

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