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mercoledì 11 maggio 2016

Goldman Sachs scommette sulla fine del mini-dollaro

Il dollaro si apprezzerà del 15% nei prossimi due anni. Non ha dubbi Goldman Sachs (NYSE: GS-PB - notizie) , che in un recente report si è espressa con decisione su un rafforzamento del biglietto verde nel lungo periodo.
“Rimaniamo rialzisti sul dollaro e riteniamo che continuerà ad apprezzarsi”, ha ribadito Robin Brooks, Chief Currency Strategist della banca d’affari statunitense nel corso di un’intervista per Bloomberg Radio.
Proprio il rimbalzo della scorsa settimana, dopo l’annuncio di risultati sull’occupazione americana, sottotono rispetto alle previsioni degli analisti, sarebbe un’indicazione che il dollaro è destinato a continuare il suo cammino al rialzo senza rimanere necessariamente ancorato agli indicatori economici o alle mosse della Fed.
Andamento del dollaro slegato dalle mosse della Fed?
Alla base della valutazione di Goldman Sachs, dunque, la convinzione che  i mercati stiano sottostimando la velocità con la quale procederà la stretta della politica monetaria Usa.
Nonostante le recenti dichiarazioni del Presidente della Federal Reserve di New Work William Dudley, che ha ribadito che è ragionevole aspettarsi due rialzi dei tassi nel 2016, i movimenti dei future sui tassi federali considerano praticamente impossibile un aumento a giugno e danno addirittura al 50% la probabilità che la Fed intervenga entro la fine dell’anno.
Segno questo, secondo Brooks, che i mercati ormai guardano ad altri indicatori per determinare la posizione sul biglietto verde, come se ultimamente la Fed e le banche centrali costituissero un driver secondario nell’andamento del dollaro.
Il mese scorso, in effetti, tanto la mossa a sorpresa della Bank of Japan che ha lasciato invariata la politica monetaria, tanto le parole del governatore della BCE Mario Draghi sulla fiducia nella ripresa hanno spiazzato le aspettative degli analisti, che avevano previsto per entrambe le banche centrali degli interventi di stimolo all’economia. Secondo quanto rilevato da Bloomberg, gli analisti attendono un rafforzamento del dollaro a 1,11 euro e a 115 yen entro la fine del primo semestre del 2016.
Rialzo biglietto verde: fuoco di paglia o inizio di una nuova fase?
Dopo aver scontato ad aprile il terzo mese consecutivo di ribasso sulla scia dei timori dei mercati su un possibile rallentamento dell’economia e, di riflesso, del processo di normalizzazione della politica monetaria della Fed, in effetti la scorsa settimana il dollaro ha vissuto il rialzo più significativo degli ultimi sei mesi. Resta da capire se sarà solo un fuoco di paglia o l’inizio di una nuova fase.
Per March Chandler di Brown Brothers Harriman & Co “la questione chiave per i mercati valutari è capire se il moto al rialzo del dollaro della scorsa settimana costituisca o meno l’inizio di un solido cammino in salita”. Più cauti anche gli analisti di Société Générale, per cui il recupero del biglietto verde dipenderà dall’andamento dei dati economici.
Di Federica Casarsa
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