-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

venerdì 20 maggio 2016

Faber: il mercato non salirà. Le strategie da adottare


Marc Faber, ribassista per eccellenza, si sta scoprendo ottimista su una serie di asset specifici. Non certo sull'azionario, verso il quale nutre da tempo un forte e generalizzato sospetto, quanto più che altro su oro, sul settore dei titoli minerari, così come sui titoli di petrolio e gas.

La strategia

Tutto ha inizio proprio con l'azione, per lui scellerata, delle Banche Centrali le quali, stampando soldi a ripetizione, non fanno altro che favorire la nascita di bolle sull'equity e incrementare la perdita di valore sulle valute.

La risposta degli investitori a questo punto potrà essere solo una e cioè la corsa verso i più classici beni rifugio (oro ed altre materie prime) i quali, a loro volta, riusciranno a ritrovare smalto e valore. Il tutto, come sempre, però, all'interno di un portafoglio che mai come adesso dev'essere diversificato. 

La rivincita dell'oro

A vincere su tutti sarà l'oro.
Questa la profezia che Marc Faber sta facendo da tempo e che, a quanto pare, sembra realizzarsi solo adesso. Dall'inizio dell'anno, infatti, il metallo giallo è stato in grado di mettere a segno una performance record con un +18% da gennaio parallelamente a una diffusa sfiducia degli investitori verso le politiche adottate dalle Banche Centrali.

Ma la polemica di Faber ha radici ben più lontane. Era l'inizio del 2015 quando l'investitore, pessimista per eccellenza, inveiva contro le strategie accomodanti (per lui fin troppo) delle Banche Centrali, una serie di scelte azzardate e che avrebbero provocato scetticismo presso gli operatori e una fuga verso l'oro dato a +30% per la fine dell'anno.
In quell'occasione, cioè l'anno scorso, la previsione si rivelò più acerba che errata: infatti se allora i listini chiusero tutti in positivo e il metallo giallo con una perdita a due cifre, ciò che predisse Faber allora si sta verificando adesso.

Le previsioni passate

Non solo, ma in questo 2016 si moltiplicano le previsioni scettiche anche da parte delle varie organizzazioni internazionali internazionali(dall'Ocse al FMI) passando per le stesse banche centrali che, più o meno consapevolmente, hanno contribuito in maniera determinante a creare la situazione che stiamo attraversando.
Tornando a tempi più recenti, cioè a marzo di quest'anno, sempre Faber faceva notare come gli indici, a prescindere da tutto, siano tenuti in piedi da grandi colossi (per Wall Street si parlava delle ottime performance dei grandi titoli di peso) il cui andamento positivo, da solo, potrebbe riequilibrare il resto del paniere.

Anche per questo squilibrio si definisce scettico sulle possibilità del mercato azionario USA, vuoto di ogni valore, così come anche le politiche delle banche centrali, fondate per lo più sui tassi negativi e le cui conseguenze sarebbero poi scaricate sulle spalle dei risparmiatori.
Una reazione a catena sposterebbe l'interesse dagli investimenti diventati ormai controproducenti a quelli che, seppure senza cedola, risulterebbero di per sé allettanti in un mondo fatto di ritorni negativi.


Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento