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mercoledì 11 maggio 2016

Corporate bond: è boom ovunque. Ma...


A giugno la Bce parte con gli acquisti di Corporate Bond ed è boom sul mercato internazionale e, quindi, anche italiano.

Un mercato ampio 

Si tratta di un mercato che, solo in Europa, arriva a sfiorare i 135 miliardi di euro di raccolta dall'inizio dell'anno, anche grazie alle strategie di Quantitative Easing che permettono un indebitamento facile.
Tra i nomi delle protagoniste italiane saltano all'occhio quelli di Eni che punta a una raccolta superiore al miliardo e mezzo e Cnh Industrial, con i suoi 500 milioni. Ma non è solo l'Europa al centro degli appetiti: le divisioni delle società made in Usa, ma che emetteranno bond in euro, potrebbero rientrare tra i diretti interessati.

Il primo esempio in ordine di tempo quello della Unilever: un bond da 300 milioni di euro con scadenza 2020, cedola 0% e rendimento a 0,66%, mentre il secondo “extra europeo” potrebbe essere quello di McDonald’s.

L'annunciodella Bce 

L'annuncio della Bce e del suo interesse per i corporate bond risale al 10 marzo quando, nella consueta conferenza stampa che segue le riunioni del board, Mario Draghi, governatore in carica, annunciò l'intenzione di entrare a gamba tesa nel settore attraverso l'acquisto di titoli di debito emessi dalle società; i particolari tecnici prevedono una scelta sui bond emessi da compagnie assicurative (ma non dai bancari), i tagli con scadenza tra 6 mesi e 30 anni e che godono almeno di un rating investment grade da parte di un'agenzia di valutazione riconosciuta dalla banca centrale europea stessa.

La prima conseguenza sarà senza dubbio lo stress sui rendimenti dei bond i quali, però, saranno messi sotto pressione anche da un altro fattore negativo: la scomparsa, seppur graduale, delle banconote da 500 euro.

L'ingerenza delle banche centrali 

Inizialmente considerata una mossa antiriciclaggio, la volontà di non stampare più le banconote, (la cui esistenza era stata messa in dubbio dagli strati più bassi della popolazione europea a causa della ben poca dimestichezza con tagli del genere), ha anche un altro significato: meno banconote da 500 euro significa anche, come sottolinea Salman Ahmed, Chief Investment Strategist di Lombard Odier Investment Managers rendere più difficile la circolazione, la gestione a soprattutto la conservazione dei soldi in forma di denaro contante, facendo forzatamente preferire la via del credito bancario.

Non solo, ma nello stesso tempo l'ingerenza della Banca Centrale punta anche a regolare le abitudini di risparmio degli europei stessi. Volendo estremizzare il concetto si potrebbe pensare che i cittadini, trovandosi una marea di banconote, preferiscano lasciare tutto in banca la quale, con tassi negativi, non avrebbe più ostacoli nell'imporli ai risparmiatori.
Un dominio delle banche sulla vita dei cittadini? Intanto è da considerare una cosa: a livello internazionale i tassi negativi hanno raggiunto quota 9.900 miliardi.


Fonte: News Trend Online

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