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giovedì 12 maggio 2016

Chi opera in GBP si prepara alla volatilità

La BoE come gestirà la “Brexit”?
di Peter Rosenstreich
Oggi chi opera in GBP avrà parecchio da fare, dovendosi concentrare sulla decisione sul tasso della BoE, sui verbali della riunione del CPM, sulla conferenza stampa e sul rapporto sull’inflazione della BoE. Non prevediamo modifiche al tasso di riferimento, né agli acquisti di asset in un voto unanime con 9 voti a favore e 0 contrari. Per quanto riguarda il tono dei verbali, sospettiamo che saranno accomodanti e non prevediamo dei mutamenti di rotta prima del referendum sull’UE. Per quanto concerne la conferenza stampa, le domande riguarderanno le opinioni della BoE sulla Brexit. Carney è sicuramente pronto e navigherà con molta cautela fornendo una risposta neutrale e imparziale. Questo campo minato dovrebbe generare volatilità per la GBP, ma niente di duraturo, salvo che Carney non faccia di testa sua.
Il fulcro del Rapporto sull’Inflazione sarà l’entità degli aggiustamenti nelle previsioni della BoE ed eventuali piani d’emergenza dopo il voto sulla Brexit. Ci aspettiamo che eventuali riferimenti all’evento siano comunque limitati, visto lo sforzo della banca nell’apparire neutrale. Ciò nonostante, la BoE di Carney farà fatica a rimanere equilibrata poiché le sue opinioni precedenti suggeriscono che una Brexit rappresenta ingenti rischi economici per il Regno Unito. Al momento le previsioni della BoE contemplano il voto senza mettere in conto nessuno scenario. Tuttavia, indipendentemente dall’esito, sospettiamo che ci saranno reazioni economiche estreme, che dovrebbero rendere obsolete le attuali previsioni della BoE. Considerando i due scenari possibili che usciranno dal voto, è improbabile che i rischi simmetrici calcolati dalla BoE nelle previsioni di crescita e inflazione diano davvero delle indicazioni utili. Al di là dell’impostazione politicamente corretta della BoE, è opinione diffusa che la Brexit genererebbe importanti shock per la crescita dell’economia britannica, fattore che non viene preso in considerazione nelle attuali previsioni. Si mormora che, per restare imparziale, la BoE potrebbe fornire due previsioni (con i due scenari “rimanere” o “uscire”) per gestire l’evento. La coppia GBP/USD ha compiuto un falso superamento del livello a 1,4700 e ora si sta imbattendo nell’area di resistenza a 1,4800, il che segnala un’inversione del momentum rialzista. Prevediamo una correzione ribassista verso 1,4298. La coppia EUR/GBP si sta consolidando intorno al manico a 0,7900, me il trend rialzista lascia spazio ad un’estensione a 0,8000.
Russia: il rialzo dell’oro contribuisce a togliere un po’ di pressione al rublo
di Yann Quelenn
Il rublo è ai massimi contro il dollaro (meno di 65 rubli per un dollaro). Il rimbalzo dei prezzi delle materie prime ha dato un po’ di sollievo al paese orientale, le cui entrate dovrebbero sicuramente aumentare nel prossimo futuro. Il recente rimbalzo, che sta facendo rallentare l’inflazione – che si attesta al 7,2 a/a – sta anche facendo rafforzare la divisa russa contro il dollaro, sviluppo positivo considerando che gran parte delle esportazioni di petrolio russe è denominata in USD. Ciò nonostante, è necessario rimanere prudenti in vista di possibili nuovi disordini nel mercato petrolifero, o di un rialzo del tasso della Fed, che esporrebbe di nuovo la Russia a una forte svalutazione e a ulteriori pressioni al rialzo sull’inflazione.
E' facile capire perché uno dei principali obiettivi della politica russa sia smettere di utilizzare il dollaro negli scambi internazionali, perché la divisa minaccia la stabilità dei prezzi. Di (KSE:003160.KS - notizie) conseguenza, la governatrice della banca centrale russa, Elvira Nabiullina, ha detto chiaramente che una delle sue priorità è aumentare le riserve di oro e valuta straniera fino a un valore pari a 500 miliardi di USD. Attualmente le consistenze ammontano a 390,1 mld di USD e, sebbene i prezzi dell’oro siano in rialzo, non crediamo che questo obiettivo sia raggiungibile entro la metà del 2017. Il rialzo dell’oro sta sicuramente aiutando la banca centrale a togliere un po’ di pressione al rublo. Rimaniamo ribassisti sull’USD/RUB e il livello a 64 rappresenta il nostro obiettivo di medio termine.
Autore: Swissquote Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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