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lunedì 2 maggio 2016

Borse cinesi chiuse. Tokyo crolla ancora (Nikkei 225 -3,11%)


L'ottava si riapre con i mercati di Shanghai e Shenzhen, come pure quello di Hong Kong, chiusi per la celebrazione della Festa del lavoro, caduta quest'anno di domenica. In Giappone, invece, la celebrazione non rientra in quelle ufficiali considerando oltre tutto che questa settimana è la ?gata renky? (la Settimana d'oro), che racchiude una serie di festività a partire da quella di Sh?wa (celebrazione della nascita dell'imperatore Hirohito) lo scorso 29 aprile (e infatti venerdì il Nikkei era già rimasto chiuso).

Da martedì a giovedì la Borsa di Tokyo non aprirà per celebrare la Festa della costituzione (il 3 maggio), Kokumin no ky?jitsu (Festa del popolo, il 4 maggio, per una legge che converte ogni giorno in mezzo tra due feste in un'ulteriore festa) insieme alla Midori no hi (Festa del verde) e Kodomo no hi (5 maggio, Festa dei bambini, o dei ragazzi).
Lo yen intanto continua a volare, come aveva fatto già settimana scorsa, e sale ai massimi dall'ottobre 2014 nei confronti del dollaro Usa. Dietro all'apprezzamento c'è sempre l'immobilismo della Bank of Japan (BoJ) che giovedì scorso aveva confermato i tassi d'interesse allo 0,10% in negativo introdotto a sorpresa a fine gennaio e il piano di espansione della base monetaria, portato a 80.000 miliardi di yen l'anno (655 miliardi di euro al cambio attuale) nell'ottobre del 2014.

L'istituto si è limitato a introdurre aiuti per le aree del Paese maggiormente colpite dai terremoti nell'isola di Kyushu lo scorso mese. Secondo diversi osservatori, oltre tutto, la BoJ sembra avere perso la capacità di comunicare con il mercato. In ogni caso lo yen forte è una pessima notizia per il Corporate Japan, e per i mercati azionari nipponici è di nuovo tracollo: il Nikkei 225, che aveva perso il 3,61% nella seduta di giovedì, chiude con un crollo del 3,11% (performance simile per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi del 3,06%).

Tra i peggiori titoli del listino ci sono grandi esportatori come Ricoh (che perde oltre il 16%) o Tdk e Panasonic (in declino del 7-8%). Appena sotto al 5% è invece la perdita di Nissan, che nel weekend ha annunciato il recall di circa 4 milioni di vetture per difetti di fabbricazione legati a cinture di sicurezza e airbag.
Complessivamente, per quanto a raggio ridotto, la seduta è negativa per l'Asia e nonostante la chiusura di Shanghai e Shenzhen la presenza della Cina si sente.

Nel weekend, infatti, è stato comunicato il dato sul manifatturiero di Pechino. Secondo quanto comunicato dall'Ufficio nazionale di statistica di Pechino l'indice Pmi manifatturiero è calato in aprile a 50,1 punti da 50,2 punti di marzo (49,0 in febbraio, livello più basso dal novembre 2011). Il dato resta sopra alla soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione (livello sopra cui era tornato appunto in marzo dopo sette mesi) ma è peggiore rispetto ai 50,3 punti del consensus di Bloomberg.

L'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, è in perdita di poco meno di mezzo punto percentuale, anche in scia a una seduta con il freno tirato venerdì per Wall Street (il peggiore degli indici Usa era stato il Nasdaq, in declino dello 0,62%). Dopo un balzo di circa il 20% in aprile, i corsi del greggio tornano a perdere circa un punto percentuale.
Secondo Bloomberg, la crescita della produzione da parte dei Paesi membri dell'Opec in aprile è stata la più elevata addirittura dal 1989. Sono in declino anche i corsi del rame e a Sydney la seduta per i titoli legati alle materie prime e contrastata: Bhp Billiton e Rio Tinto guadagnano circa l'1,50% mentre i petroliferi sono in netto declino.

Protagonista in negativo della seduta è però Westpac Banking: la banca ha comunicato risultati semestrali segnati da utili sotto alle attese ma, soprattutto, da aggravi su debiti in sofferenza cresciuti ai massimi dal pari periodo del 2010 a 667 milioni di dollari australiani (442 milioni di euro), contro i 341 milioni (226 milioni di euro) dei primi sei mesi del 2015.
Westpac perde quasi il 4% mentre a fine seduta si limita allo 0,18% il declino dell'indice S&P/ASX 200. Seduta negativa anche per Seoul, con il Kospi che segna una flessione dello 0,80% al termine delle contrattazioni.
(RR)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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