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lunedì 2 maggio 2016

Bancari sotto scacco. Le perplessità degli analisti sul decreto


A Piazza Affari il mese di maggio si è aperto con una seduta difficile per i titoli del settore bancario, tutti nel mirino dei venditori. Banco Popolare lascia sul parterre il 5,5%, seguito da Ubi Banca e Banca Popolare di Milano che scendono del 4,65% e del 4,15%, mentre Unicredit perde il 3,2%, tallonato da Banca Monte Paschi che flette del 3,04%.
A poca distanza troviamo Banca Popolare dell'Emilia Romagna e Mediobanca che scendono del 3% e del 2,85%, mentre esce fuori dal coro Intesa Sanpaolo che mostra un frazionale rialzo dello 0,17%.  

Le norme contenute nel Decreto sui Npl

L'attenzione sui bancari resta alta dopo che venerdì scorso in serata il Governo ha varato il decreto che accelera i tempi di recupero dei crediti.

Secondo gli analisti di Equita SIM, il decreto per agevolare lo smaltimento dei crediti non performanti contiene iniziative efficaci perchè creano maggiori tutele per i creditori e riducono l’incentivo a comportamenti opportunistici dei debitori. Tuttavia secondo gli esperti si tratta di novità non risolutive sullo stock di crediti in essere.
Le novità riguardano in primis l'introduzione del "pegno non possessorio", cioè la possibilità per l’impresa di dare in pegno beni strumentali affiancando la garanzia immobiliare.


Prevista inoltre l'introduzione del "patto marciano" che prevede per i nuovi prestiti il passaggio della proprietà alla banca, senza passare per i tribunali, dell’immobile nel caso di 9 mesi di inadempimento di una rata.
Contemplata la possibilità di sostituire il curatore fallimentare che non rispetti i tempi della procedura.
La norma dovrebbe mettere più pressione alle parti per ridurre i tempi delle esecuzioni. Infine, un'altra novità la riduzione dei tempi di opposizione all’esecuzione per il debitore.

I dubbi di Equita SIM

Secondo gli analisti di Equita SIM difficilmente le nuove misure ridurranno a 6-9 mesi, come auspicato dal governo, i tempi di recupero delle garanzie.

Infatti le nuove norme si applicano ai nuovi contratti e non a quelli esistenti; inoltre, gli effetti del "patto non possessorio" si ottengono anche con strumenti esistenti, quali ad esempio il leasing strumentale, per il quale si pongono gli stessi problemi di recupero del bene.

Le novità su Dta ed esuberi

La SIM milanese fa notare che il decreto ha introdotto novità sulle deferred tax asset (DTA)e sugli esuberi.
Il Governo nel 2011 ha emanato una norma che prevede che le DTA siano computabili nel patrimonio di vigilanza perchè in caso di perdita diventano crediti esigibili verso lo Stato.

L'Unione europea ha aperto un’indagine per aiuti di Stato.
Per evitare questo rischio il Governo ha introdotto un’imposta annua dell’1,5% sulla differenza fra DTA e imposte dell’esercizio: in base ai calcoli di Equita SIM questa nuova tassa implica un costo cumulato nei prossimi 3 anni di 1,1 miliardi di euro sul settore bancario, pari al 4% dell'utile.

Le banche che avranno maggiori benefici dalle nuove norme

Gli esperti segnalano che le banche con maggiore esposizione a DTA, quali Banca Monte Paschi e Banco Popolare, e /o redditività più ridotta come Creval, sono più penalizzate: Credem e Banca Popolare di Sondrio sono invece quasi immuni.
Il Governo ha inoltre modificato in senso più favorevole i termini dei fondi di solidarietà: attualmente possono aderire a piani di riduzione del personale le risorse a cui mancano 5 anni dal raggiungimento della pensione.


Con le nuove norme potranno aderire ai fondi anche le risorse che devono maturare 7 anni. La norma dovrebbe favorire il cost cutting visto che negli ultimi anni l’età media dei dipendenti è scesa a circa 43 anni, mentre quella pensionabile è aumentata.
Le banche in procinto di realizzare operazioni straordinarie dovrebbero beneficiare maggiormente visto che hanno l’occasione di ridurre il personale.
In questa direzione gli analisti vedono upside su Banca Popolare di Milano e Banco Popolare che stima solo 90 milioni di euro di risparmi da personale.

Le perplessità di Kepler Cheuvrex e di Banca IMI

Anche Kepler Cheuvreux accoglie con favore il nuovo decreto legge che contempla una serie di misure atte ad accelerare il processo di recupero crediti.

Questo è positivo per le banche perchè di fatto le aiuta a ridurre gli 83 miliardi di euro di crediti non performanti netti a condizioni più eque.
Serve però del tempo per vedere un impatto tangibile, anche perchè è difficile dire di quanto sarà accelerato il processo di recupero crediti, dal momento che alcune norme richiedono il consenso del debito e per altre non è impostato un termine di attuazione.
Qualche perplessità viene espressa anche dai colleghi di Banca IMI i quali segnalano che il tempo necessario per raggiungere l'obiettivo e l'impatto complessivo sulle notevoli sofferenze rimangono incerti.

Gli esperti fanno notare al contempo che le azioni per facilitare la gestione degli esuberi possono accelerare il processo di efficienza delle banche italiane e l'M&A.
Fonte: News Trend Online

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