-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

lunedì 23 maggio 2016

A Piazza Affari oggi è il Dividend Day


A Piazza Affari sono di scena i dividendi. Lo stacco della cedola diventa protagonista con la stagione dei dividendi che oggi raggiunge il suo clou a Milano: 20 quotate in una sola volta, praticamente la metà del paniere sul Ftse Mib.

Numeri sul Ftse Mib

Tradotto in cifre si parla di oltre 8 miliardi di euro (8,2 per la precisione) il cui impatto previsto si aggira intorno al 2,2% sul listino milanese.
Nell'elenco risultano i Big come Intesa Sanpaolo che già da febbraio confermava il dividendo 2016, relativo all’esercizio 2015, pari a 0,14 euro per azione ordinaria e 0,151 euro per azione di risparmio con a capo un monte dividendi di 2,4 miliardi di euro, esattamente il doppio dell'anno precedente.

In seconda posizione per grandezza dell'esborso, c'è Eni con poco più di 1 miliardo e mezzo. Sul fronte della “generosità” e quindi della percentuale di remunerazione, il nome più importante è quello di UnipolSai con l'8,1% seguita dalla già citata Eni con il 6%. Tra i nomi da citare anche Mediaset, con il premio relativo all’esercizio 2015,a 0,02 euro o Snam con un dividendo 2016 pari a 0,25 euro per azione, passando per UBI Banca, (con un assegno pari a0,11 euro per azione su un monte dividendi di 99 milioni di euro) e Azimut che arriva a regalare 1,5 euro per azione invece di 0,75 dello scorso anno, anche se la somma in realtà è composita, infatti 0,5 per azione saranno staccati con la data di oggi mentre il restante arriverà 30 giorni dopo la cancellazione di Azimut dall'albo delle Sim.

Ma non solo i grandi sono di scena oggi visto che premiare gli azionisti sono anche le piccole, ovvero altre società esterne al Ftse Mib come ad esempio Amplifon, anche se è da registrare più che altro il 10,75% di Saras e l'8,72% di Erg.

Oltre Piazza Affari

Allargando il focus invece alla situazione internazionale, da ricordare al chiusura dei lavori del G7 a Sendai con i rappresentanti delle 7 maggiori economie al mondo che guardano preoccupate all'uscita, potenziale, della Gran Bretagna dall'Unione Europea, un pericolo che è stato definito uno "shock che potrebbe mettere in pericolo l'economia mondiale".

Ma a preoccupare sono anche i conflitti geopolitici, il ritorno del terrorismo, ma anche la questione dei rifugiati. Per quanto riguarda le misure da adottare per stimolare la crescita, i ministri delle finanze dei G7 hanno deciso di votare a favore di un impegno dei governi sul fronte della spesa pubblica e soprattutto sull'urgenza delle riforme strutturali.
Il tutto mentre l'impegno, almeno formale, contro le svalutazioni competitive è stato ribadito nuovamente nonostante proprio il Giappone, paese ospitante, si trovi a dover combattere con un continuo rafforzamento della propria moneta che mette in grave pericolo l'export, settore fondante dell'economia del Sol Levante.


Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento