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lunedì 16 maggio 2016

5 azioni per dimenticare il Sell in May

Alcuni consigliano di dimenticare l'antico adagio del Sell in May and go away, anche perché, per lui, il meglio deve ancora venire.

Netflix (NASDAQ: NFLX)

Steve Symington vota per quello che definisce il Titano dello streaming, approfittando di quel risultato che vede in “solo” 2,5 milioni di abbonati in più il risultato del secondo trimestre.

Un numero che, però, porterebbe il totale a oltre 84 milioni di cui 500.000 negli Stati Uniti Due anni fa il cambio delle tariffe (al rialzo) aveva fatto temere il peggio ma adesso, sulla base della sua penetrazione nel mercato internazionale, secondo l'analisi potrebbe essere giunto il momento per riuscire a far fare il “salto” anche a quei fortunati che allora riuscirono ad evitare l'aumento.
Per questo motivo ci si aspetta che quella fetta, cui appartiene più della metà dei suoi abbonati, potrà, nel prossimo futuro, dire di sì a una serie di nuovi piani tariffari. Una svolta che, secondo i vertici dell'azienda, non porterà che a un modesto tasso di abbandono nel breve termine, con una forte espansione dei margini anno su anno.

CF Industries (NYSE: CF)

Per quanto, come dichiara Neha Chamaria, investire nei fertilizzanti potrebbe non essere il massimo dell'emozione, resta il fatto che, al di là di tutto, è un peccato buttare alle ortiche (è il caso di dire) tutte le ottime occasioni che suggerisce il settore e in particolare CF Industries.

Da dove nasce la diffidenza degli investitori? Nel fatto che all'orizzonte si profila una fusione con una società olandese, la Oci: a differenza di quanto si possa pensare, i dubbi sono di natura amministrativa viste le nuove norme per quanto riguarda le fusioni tra società con sedi internazionali, fusioni di comodo per abbassare la pressione fiscale, e questo fa tentennare molti investitori.
Eppure il report ricorda come la società che dovrebbe nascere in seguito, non solo continuerà ad operare negli Usa, ma sarà la più grande azienda di azoto del mondo e continuerà ad operare negli Stati Uniti. Ma a prescindere da questo le prospettive per CF Industries sono positive, secondo l'analisi anche perché la società continuerà a generare rendimenti robusti, forte della sua posizione di leadership nel mercato nordamericano dell'azoto, le azioni attualmente a buon mercato e un dividendo del 3,6%.

Gilead Sciences (Nasdaq: GILD)

Todd Campbell vota senza dubbio per la società dei big pharma anche se precisa che le azioni sono in calo del 15% dall'inizio dell'anno e la società deve anche combattere con un calo delle vendite del 6% della sua punta di diamante e cioè i farmaci anti epatite.

Ma secondo l'analisi si tratterebbe di preoccupazioni miopi visto che, per quanto riguarda le vendite, la quota di mercato di Gilead Sciences resta superiore al 90% e giugno la FDA dovrebbe approvare la prossima generazione di farmaci (si tratterebbe di un inibitore dell'NS5A pan-genotipico sperimentale per il trattamento dell'infezione cronica da epatite C) che dovrebbero contribuire a stabilizzare i prezzi.
Senza contare che presto la Cina potrebbe dare un'ulteriore spinta al mercato aprendo le sue porte. Da un punto di vista strettamente finanziario la società ha dato vita a una politica di forte buyback pari a oltre 8 miliardi di dollari e si guarda anche all'aumento del dividendo del 10%.

Helmerich&Payne (NYSE: HP)

Tyler Crowe ricorda come, in questi ultimi anni, qualsiasi società con esposizione diretta alle materie prime o agli energetici sia stata messa sotto stress.

A volte anche immeritatamente. Per lui una società che sembra particolarmente attraente oggi è, appunto, Helmerich&Payne. La società si occupa di impianti di perforazione, un settore che, con la chiusura e i fallimenti di molti protagonisti, ha risentito non poco della crisi, visto che, come si legge sempre più spesso nei report delle varie organizzazioni, il numero totale di impianti di perforazione attivi nel settore sta diminuendo a livelli sempre più drastici.

Dove sarebbe la buona notizia? Secondo Crowe si tratterebbe di attendere: Helmerich&Payne sta guadagnando ampie quote di mercato, un punto di vantaggio particolarmente forte nel momento in cui il mercato tornerà a girare. Non solo, ma a suo favore anche i bilanci i quali, nella bufera che si è scatenata, sono riusciti a restare relativamente solidi e più sani rispetto a quelli della concorrenza.
Altro vento a favore è quello di un dividend yield del 4,2%.

General Motors (NYSE: GM)

Daniel Miller non ha dubbi: con il conti del primo trimestre 2016 presentati il 21 aprile, la più grande società di automobili di Detroit è tornata a cavalcare il trend positivo.

Un aiuto inaspettato, dopo il disastroso scandalo dei difetti di fabbrica e dei milioni di veicoli ritirati dal mercato, oltre che dei risarcimenti milionari, arriva dalla Cina, il tutto mentre si guarda con ottimismo anche in Europa. Eppure, nonostante tutto Wall Street resta ancora riluttante. Per Miller il trampolino di lancio potrebbero essere le nuove strategie di business,la più importante delle quali, l'acquisizione della Cruise Automation, potrebbe rilanciare fortemente la sua leadership nel settore delle vetture autoguidanti.

A questo si aggiungano anche il rialzo circa le stime sull'utile 2016, un forte ottimismo sui margini sul flusso di cassa e, infine, l'aumento, dei dividendi trimestrali del 6%


Fonte: News Trend Online

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