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lunedì 30 maggio 2016

3 dividendi in crescita e su cui scommettono gli analisti


Ogni portafoglio dovrebbe contemplare la possibilità di sfruttare la crescita dei dividendi. Passata, presente e futura. Ma quali scegliere? 

Nestle (NASDAQOTH: NSRGY) 

Steve Symington vota per il gigante alimentare che ha un dividend yield del 3,1% e che è stato aumentato in maniera costante dal 1959.

Un business globale è alla base delle certezze dell’analista che guarda ai 150 anni di storia e agli oltre 2.000 marchi di prodotti venduti in 197 paesi. Non solo ma i numeri, che potrebbero far pensare all’impossibilità di crescita ulteriore per l’azienda, vedono anche un +3,9% di crescita organica sull’ultimo trimestre rispetto a quello che lo ha preceduto, con cifre incoraggianti anche per gli orizzonti dei cosiddetti paese emergenti con il 5,6%.
Eppure, nonostante questo, Nestlè, onde evitare le conseguenze della tuttora presente incertezza politica, del pericolo valutario e della debole espansione economica, ha preferito non riposare sugli allori e investire su iniziative che le possano in futuro permettere di aumentare i margini di espansione anche in caso di venti contrari. 

3M (NYSE: MMM) 

Il nome scelto da Neha Chamaria è quello di un’azienda il cui catalogo è tra i più ampi del mercato, precisando una cosa: proprio per questo motivo è bene non giudicare un libro dalla copertina ovvero non guardare ai suoi prodotti come a banali oggetti di basso profilo come scotch e post-it ma come soluzioni di consumo ormai obbligato e diffuso che permettono all’azienda di generare 30,3 miliardi di fatturato nel 2015, grazie ad un portafoglio prodotti ampio che serve quasi tutti i settore chiave, settori che vanno dalle cure mediche, all’automotive, passando per l’elettronica, il petrolio e il settore aerospaziale.

Proprio questa eterogeneità ha contribuito a far raddoppiare il suo flusso di cassa e a crescere i suoi profitti di quasi la metà negli ultimi dieci anni. Senza dimenticare un rialzo continuato dei dividendi per oltre 57 anni consecutivi. 


Merck (NYSE: MRK) 

Per George Budwell meglio puntare su una casa farmaceutica e nello specifico su Merck.

Difficile per alcuni guardare all’azienda come una garanzia di crescita per i timori derivanti dalla scadenza in arrivo su alcuni brevetti come quello per i trattamenti dell’artrite o anche per l’agguerrita concorrenza in un settore che, in futuro, visto l’inesorabile invecchiamento della popolazione, diventerà sempre più un settore chiave.
Dalla sua parte, però, anche le nuove linee di farmaci anticancro e contro l’epatite C, i quali, visto il prezzo concorrenziale, arriverebbero a conquistare una posizione leader nelle vendite. Il tutto mentre sullo sfondo resta un dividendo che, sottolinea il report, è superiore a quello della media del segmento e che arriva a 3,35%, 
Fonte: News Trend Online

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