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lunedì 11 aprile 2016

Utility, firmato a Pechino il protocollo Italia-Cina per il teleriscaldamento


La federazione UTILITALIA *e le associate *IRENA2A *e *HERA, insieme ad *AIRU *in un incontro organizzato con il supporto dell'Ambasciata Italiana e il patrocinio del Ministero dell'Ambiente, hanno firmato l'8 aprile 2016 a Pechino il *protocollo d'intesa con la China District Heating Association *per lo scambio di tecnologie e di modelli industriali.
Previsti adesso incontri semestrali, il Prossimo appuntamento per le aziende italiane è invece il 14 aprile a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico.
Si tratta di un un cammino iniziato alla fine del 2014 con il primo incontro del Comitato congiunto Italia-Cina e che oggi segna una tappa importante con la firma, questa mattina a Pechino, del Memorandum of Undserstanding per il Teleriscaldamento.
A firmare il documento - nell' incontro organizzato con il supporto dell'Ambasciata Italiana e il patrocinio del Ministero dell'Ambiente – da un lato UTILITALIA e le associate IREN, A2A e HERA insieme all'associazione AIRU e dall'altro la China District Heating Association.
Tra i principali obiettivi del documento, la condivisione di progetti, attività e modelli gestionali per accrescere l'efficienza produttiva dei sistemi di teleriscaldamento in Cina.
Non tutti sanno infatti che la normativa italiana nel settore dell'efficienza energetica è una delle più avanzate in Europa e al teleriscaldamento – che riguarda già 3 milioni di cittadini - si guarda con crescente interesse per i benefici ambientali e per la valorizzazione energetica.
L'Ispra (Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale) ha calcolato che il riscaldamento delle nostre case è responsabile di oltre il 40% dell'inquinamento da polveri sottilipiù del doppio dell'inquinamento da trasporti.
Gli oltre 200 sistemi di riscaldamento urbano operanti in Italia conseguono ogni anno un risparmio di energia primaria fossile di circa 500.000 tep (tonnellate equivalenti di petrolio), corrispondente a circa il 25% dell'energia consumata dai "sistemi convenzionali sostituiti" (tipicamente caldaie condominiali o individuali e sistemi di riscaldamento centralizzato negli ambienti non residenziali) con un contenimento delle emissioni di CO2 di circa 1,7 milioni di tonnellate per anno.
Un contributo significativo in una prospettiva di decarbonizzazione dei consumi energetici. Se tutto il potenziale italiano fosse utilizzato, si risparmierebbero 5,3 milioni di tonnellate di CO2 all'anno.
Il teleriscaldamento italiano, ha sviluppato un set di tecnologie che ne qualificano la gestione come tra le più avanzate in Europa e le aziende volate a Pechino rappresentano la punta di diamante di questo sistema.
Il Comitato Italia-Cina ha inserito queste iniziative nel quadro di riferimento delle strategie e dell'assetto regolatorio europeo e italiano in materia di target di Efficienza Energetica che vede l'Italia impegnata, coerentemente con le direttive UE, a conseguire un risparmio di energia primaria al 2020 pari al 20% dei consumi.
Il Governo della Cina ha varato un Piano quinquennale con il quale si stabiliscono precisi obiettivi da raggiungere entro la stessa scadenza del 2020 in materia energetica e di sviluppo sostenibile con nuovi limiti per l'efficienza energetica e l'inquinamento atmosferico.
Da oggi in poi – grazie all'accordo, che ha validità sino al 31 dicembre 2018 - saranno organizzati incontri semestrali per un periodico e reciproco aggiornamento dello stato di attuazione di specifiche normative e disposizioni tecniche in materia di Teleriscaldamento ed Efficienza Energetica.
Le stesse aziende protagoniste della firma dell'accordo a Pechino – A2A, HERA, IREN - saranno i principali attori dell'evento che la Sala degli Arazzi del Ministero dello Sviluppo Economico ospiterà il prossimo 14 aprile, a partire dalle ore 9.00, nel quale verranno presentati dati economici e analisi statistiche sul settore del teleriscaldamento e teleraffrescamento.
(GD)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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