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mercoledì 27 aprile 2016

Terza seduta consecutiva di perdite per i mercati dell'Asia


Continua per la terza seduta consecutiva il declino dei mercati asiatici in attesa delle decisioni che usciranno dai meeting di Federal Reserve (Fed) e Bank of Japan (BoJ). Mentre il petrolio prosegue nel suo recupero, dopo il rally superiore al 3% in overnight (muovendosi intorno ai massimi degli ultimi cinque mesi), a deprimere i corsi ci pensano anche le trimestrali in arrivo dagli Usa.
Il primo declino nel numero di iPhone venduti da Apple (insieme a un outlook tutt'altro che incoraggiante per l'attuale trimestre) ha condizionato negativamente la Borsa di Tokyo, come pure quella di Taiwan, per l'effetto domino sul settore ma anche per la presenza di diversi fornitori di Cupertino.

Complessivamente la seduta è in segno negativo, con l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che perde oltre mezzo punto percentuale. Leggermente meglio, a fine seduta, ha fatto il Nikkei 225 di Tokyo, in calo dello 0,36% (in linea con il resto dell'Asia è invece l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,53%).
Peggiore performance dell'indice delle blue chip nipponiche è stata quella di Canon. Il gruppo dell'elettronica ha perso oltre il 5% dopo che martedì aveva comunicato per il primo trimestre 2016 il declino dei profitti netti del 17,5% a 27,99 miliardi di yen (224 milioni di euro), a fronte di vendite scese del 7% a 797,23 miliardi di yen (6,38 miliardi di euro).

Canon prevede inoltre per l'intero esercizio utili in calo del 9,2% e ricavi in flessione del 15,5% rispetto all'anno scorso (performance peggiore rispetto a quanto stimato in precedenza). Sul fronte macroeconomico, il ministero giapponese di Economia, Commercio e Industria ha reso noto che l'indice delle attività industriali è calato in febbraio dell'1,2% su base mensile rettificata dopo il progresso dell'1,2% di gennaio (rivisto dal 2,0% stimato in precedenza) e il declino dello 0,9% in dicembre.

La lettura è comunque leggermente migliore rispetto alla flessione dell'1,3% attesa dagli economisti.
La tendenza negativa è stata confermata da tutti gli altri principali listini della regione, con l'eccezione delle piazze della Cina continentale che, com'era successo nella seduta di martedì (poi chiusa in positivo), si muovono intorno alla parità (Shanghai Composite in declino, Shanghai Shenzhen Csi 300 e Shenzhen Composite in progresso).
Seoul non ha invece evitato le perdite e il Kospi ha segnato una flessione dello 0,21% al termine degli scambi. A Sydney a tenere banco è il dato sui prezzi al consumo, calati a sorpresa nel primo trimestre dell'anno rendendo più probabile un taglio dei tassi d'interesse da parte della Reserve Bank of Australia (Rba).

"Un taglio preventivo in maggio è sicuramente oggi una possibilità reale", ha sottolineato a Bloomberg Gareth Berry, analista di Macquarie Bank. "Al più tardi un taglio in agosto è ormai inevitabile. Il che segna la fine di questi tre mesi di rimbalzo del dollaro australiano e il trend ribassista può ora riprendere sul serio", ha concluso.
Secondo i dati riportati dall'Australian Bureau of Statistics, l'inflazione core è calata dello 0,2% nel primo trimestre contro il progresso dello 0,4% del precedente periodo e lo 0,2% d'incremento del consensus. L'S&P/ASX 200 ha segnato una perdita dello 0,63% nella peggiore performance della regione.

A Hong Kong, l'Hang Seng segue il trend generale e perde circa mezzo punto percentuale, mentre l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, si allinea a Shanghai e Shenzhen muovendosi intorno alla parità.
(RR)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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