-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

venerdì 1 aprile 2016

Serve una revisione alla normativa sugli investimenti delle Casse di previdenza



Lo schema di decreto del Ministero dell'economia e delle finanze in materia di investimento delle risorse finanziarie degli enti previdenziali, contiene una restrizione dei limiti d’investimento immobiliari, sia diretti sia indiretti.

Nello schema attualmente in valutazione gli investimenti immobiliari sono contenuti entro il limite del 30% del totale delle disponibilità complessive dell'ente.
Il limite concorre al raggiungimento del limite generale del 35% delle disponibilità complessive dell'ente relativo agli investimenti in beni diversi dagli strumenti finanziari quotati.

Stando ai documenti disponibili, l’ipostazione rappresenta un'involuzione del testo iniziale del decreto che, invece, ammetteva l'investimento:
-diretto in beni immobili entro il limite del 20% del patrimonio dell’ente;
-indiretto in quote/azioni di OICR alternativi (FIA) complessivamente contenuto entro il limite del 30% del totale delle disponibilità complessive dell’ente.

Nella nuova formulazione testuale circolata nei giorni scorsi si prevedeva invece un’espressa deroga per gli investimenti immobiliari, non superiore al 5% delle disponibilità complessive, in strumenti finanziari emessi da uno stesso soggetto o da soggetti appartenenti a uno stesso gruppo, tenuto conto dell'esposizione realizzata tramite strumenti finanziari derivati.

E non si applica, a tenore del testo attuale del Regolamento, il limite del 10% delle risorse complessive dell'Ente e del 10% del valore dell'OICR alternativo previsto per gli investimenti in OICR alternativi (FIA) con riguardo agli investimenti immobiliari (inizialmente previsto nella misura del 20% e del 25% indistintamente per tutti gli investimenti in FIA).

La bozza di regolamento nell’articolo 13 (Entrata in vigore e norme transitorie) prevede inoltre che gli enti che, alla data di entrata in vigore del decreto, detengano investimenti immobiliari  (diretti/indiretti) non compatibili con i limiti di investimento di cui all’art.

9 trasmettano entro 12 mesi alla Covip e ai ministeri vigilanti un piano triennale che riconduca gli investimenti medesimi nell’ambito dei citati limiti al più tardi entro 10 anni (non più nel termine di 5 anni, come previsto nel testo proposto in consultazione nel dicembre 2014) dall’entrata in vigore del Regolamento.

Assoimmobiliare ritiene quindi opportuno reiterare quanto già indicato: Il distinguere i limiti per gli investimenti immobiliari diretti nella misura indicata in precedenza del 20% delle risorse complessive dell'ente.

Sarebbe auspicabile anche incrementare il termine dei 10 anni di cui al regime transitorio, e dunque prevedere un’estensione del grace period di almeno ulteriori 5 anni per non far concentrare l’immissione sul mercato di prodotto immobiliare degli enti, dello Stato e dei privati ed evitare l’applicazione retroattiva delle nuove disposizioni.
Canale: Monitor Immobiliare

Nessun commento:

Posta un commento