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mercoledì 6 aprile 2016

Scenario grafico dei principali titoli bancari


Scenario grafico dei principali titoli bancari.
Unicredit: come già accennato nelle precedenti analisi, il titolo sarebbe arrivato al famoso bivio posizionato a 2,90 euro. Oggi i corsi dovranno decidere se proseguire lungo la via delle vendite in direzione del primo target negativo a quota 2,75 euro (per poi avvicinarsi, una volta violato quest’ultimo riferimento, in chiusura di seduta, ai minimi storici a 2,225 euro), oppure far ripartire una nuova speculazione. Sul fronte opposto, invece, una stabilizzazione dei prezzi al di sopra di 3,62 euro, permetterebbe di credere che il titolo possa prolungare il rialzo in direzione di 4 euro (primo target). Il titolo in 6 mesi ha ceduto il 51%; in 5 anni il 75%, dal 2000 ad oggi quasi l’80%.
Intesa Sanpaolo: nonostante nel corso degli ultimi mesi il titolo abbia limitato le perdite ( a differenza di altri titoli del settore bancario come Unicredit, Ubi Bca, Bco Popolare, Bca Pop Milano, Bca Mps, Bca Carige), ora c’è il rischio di assistere a profondi ribassi. La perdita del supporto a 2,34 euro ha inviato i primi segnali di allarme ed i corsi si sono arrestati, almeno per il momento, in area 2,20 euro. A livello grafico si tratta di un segnale importante dato che in caso di stabilizzazione dei prezzi al di sotto di questo livello, ci sarà spazio per nuovi affondi verso 2,10 euro e successivamente, con quest’ultima violazione in chiusura di seduta, fino a 1,93 euro. Per assistere a un concreto miglioramento della situazione, il titolo bancario dovrebbe riuscire ad assestarsi al di sopra di 2,65 euro. Il titolo in 6 mesi ha ceduto il 32%.
Ubi Banca: La violazione, avvenuta nelle precedenti sedute, del sostegno a 3,64 euro, ha riattivato il movimento ribassista verso gli obiettivi, precedentemente citati, a 3,23 e 3,14 euro e successivamente in area 3 euro.

Solo un pronto recupero dei 3,70 euro, seguito dalla rottura di 4 euro potrebbe pertanto scongiurare una estensione del downtrend in direzione di 2,89 e successivamente in area 2,61 euro. Il titolo ha mandato praticamente in fumo tutti i guadagni degli ultimi 3 anni. Il titolo in 6 mesi ha ceduto il 54%, in 12 mesi -60%, in 5 anni il 47%.
Mediobanca: Nell’ultima seduta Mediobanca ha limitato le perdite cedendo l1.89%. Il titolo è entrato ufficialmente in un trend discendente ed in due settimane è passato da 7,46 a 6,12 euro.

Il downtrend potrebbe essere frenato dalla presenza del supporto in area 6 euro, se ciò non dovesse bastare, potremmo assistere ad un ritorno delle quotazioni in area 5,75 euro (1° target; 2° target 5,57 e 5,41 euro). Recuperi fino a 6,65 euro manterranno inalterate le prospettive negative, solo oltre tale livello (in chiusura di seduta) verranno generati i primi segnali per una ripresa più credibile con target successivo a 7  e 7,19 euro.
Il titolo negli ultimi sei mesi ha ceduto il 33.6%; +48% ultimi 3 anni.
Banca Generali: la scorsa settimana il titolo era impegnato nel tentativo di rimonta dopo i ribassi accumulati nel mese di gennaio ed inizio febbraio, anche se a differenza della maggior parte dei titoli del comparto, Bca Generali è riuscita a limitare le perdite negli ultimi mesi (-9% ultimi 6 mesi; +74% ultimi 3 anni; +110% ultimi 5 anni).

Purtroppo sono scattate forti vendite anche su questo titolo ed i corsi ora dovranno testare il supporto posizionato a 22,90 euro. Sotto tale riferimento, in chiusura di seduta, probabile un ritorno di fiamma da parte dei ribassisti con un primo target a 22 euro. Oltre quota 26,33 euro, invece, spazio ad un allungo con target successivo in area 28 euro.
Bco Popolare e Creval: sprofondano nel vuoto e fanno registrare nuovi minimi storici.
Entrambi i titoli si trovano in un profondo canale ribassista e per il momento solo qualche rimbalzo tecnico potrà allentare le tensioni, ma ci vorrà del tempo per uscire da questo tunnel degli orrori.
Bca Pop Milano: cade nella rete dei ribassisti e cede oltre 6 punti percentuali.

Al momento, titolo rischioso e troppo manovrato. Al di sotto di quota 0,500 euro, ci sarà spazio per nuovi approfondimenti in direzione di 0,4945 e 0,4895 euro in prima battuta (2° target 0,4700 euro).
Autore: Pasquale Ferraro Fonte: News Trend Online

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