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lunedì 18 aprile 2016

Rassicurazioni e incertezze nel quadro macro


Riportiamo il "Macro Weekly", la settimana dei mercati a cura della divisione Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda con un commento che evidenzia i principali segnali emersi dai dati usciti settimana scorsa e i possibili "market movers" per questa se‎ttimana.

Eurozona: “Cresciuta la produzione Year to Date (ytd) nonostante i segnali di rallentamento”

Dopo l'enorme aumento di inizio anno, a febbraio si è registrato un calo della produzione industriale, il più intenso degli ultimi 18 mesi.

Se marzo dovesse rimanere invariato si registrerebbe comunque una crescita di circa 1% nel primo trimestre (1trim), che sarebbe la maggiore dal 2010. Altre indagini tuttavia, in particolare gli indicatori di fiducia, suggeriscono una maggiore debolezza nei prossimi mesi. Allo scopo di prevenire questa frenata, in marzo la BCE ha aumentato lo stimolo monetario per rilanciare la domanda e la crescita dei prezzi, con l'inflazione corrente che è di gran lunga al di sotto del suo obiettivo.

Inoltre, di fronte all'incertezza delle prospettive dell'economia globale, il Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi ha sottolineato che la BCE è disponibile ad allentare ulteriormente la propria politica monetaria. Alla riunione della BCE di giovedì non sono attese nuove misure, sebbene il tono del governatore dovrebbe essere espansivo, in particolare per le prossime azioni sui tassi.
Venerdì i PMI flash dovrebbero mostrare numeri leggermente migliori rispetto ai dati rivisti verso il basso per marzo.

USA: “dati misti e sfumature”

L’inflazione debole fornisce un certo sostegno alle attese della presidente della Fed Yellen secondo cui la recente ripresa dell'inflazione core si sarebbe rivelata transitoria.

Altre prove a sostegno di questa tesi farebbero sì che nel corso dei prossimi mesi i tassi di interesse non aumenteranno troppo rapidamente. Settimana scorsa i sussidi di disoccupazione hanno registrato livelli minimi da 42 anni e suggeriscono che il mercato del lavoro rimane forte, nonostante il PIL più debole nel primo trimestre.
Le vendite al dettaglio, invece, hanno inaspettatamente registrato un calo a marzo e una diminuzione della fiducia, aumentando così la preoccupazione che la spesa dei consumatori, principale voce del PIL, stia perdendo slancio. Gli aumenti sostenuti dei consumi sono necessari in un momento in cui le esportazioni sono ancora depresse dal raffreddamento dei mercati globali e la produzione resta incerta.

Dai dati si evince una certa cautela da parte del consumatore che sembra non spendere oltre i suoi mezzi, causando un aumento del risparmio nonostante il mercato del lavoro continui a migliorare. Questo trend potrebbe essere in parte determinato dai dettagli dell’occupazione, che è forte nelle quantità ma meno nella qualità dei nuovi assunti.
Per consumare di più gli americani avrebbero bisogno di un'accelerazione sostenuta dei salari, ancora il tassello mancante alla ripresa del paese. Questa settimana si prevede piuttosto calma con il Philly Fed di giovedì e PMI manifatturiero di venerdì che forniranno nuove prove per valutare se il peggio del settore sia ormai passato.

Interverranno gli esponenti della Fed William C. Dudley, Presidente della Fed di New York (colomba, votante), Eric Rosengren, presidente e CEO della Fed di Boston (colomba, votante) e Neel Kashkari, Presidente di Minneapolis (neutro, non-votante).

Cina: “crescita spinta”

Nel primo trimestre (1trim), il Pil si è stabilizzato nel range previsto dal governo.
Gli altri dati più recenti indicano un'accelerazione a marzo coerente con i PMI recenti, dovuta al massiccio allentamento monetario e allo stimolo fiscale mirato (auto, immobiliare). Da questo si evince una minor urgenza di portare avanti nuovi interventi, sebbene non sia diminuita la preoccupazione sulla sostenibilità del debito a medio termine.

Brasile: “migliora ma l’ombra politica resta”

L'inflazione che ha finalmente iniziato ad abbassarsi e l’attività in inversione di tendenza, dovrebbero permettere alla Banca Centrale di mantenere un politica accomodante sebbene un ulteriore contrazione quest'anno sia inevitabile e anche l’anno prossimo potrebbe essere rivisto al ribasso.

Se l’impeachment della Roussef dovesse andare in porto, un nuovo presidente potrebbe portare a un ritorno di fiducia, che in combinazione con l'aumento dei prezzi delle materie prime porterebbe a una stabilizzazione dell'economia per il prossimo anno. Tuttavia, altrettanto importanti sono i miglioramenti sulle riforme strutturali, sebbene non sembrino molto probabili.

India: “virtuosa”

Inflazione in discesa e produzione in ripresa.

Giappone: “Banca del Giappone pronta ad attivarsi”

I dati deboli hanno portato il governatore della Banca del Giappone (BoJ) a dire che valuterà ulteriore espansione monetaria.

Svezia: "breve aumento dei prezzi"

L’aumento temporaneo dell'inflazione core è in linea con il consenso ma, prevedendone una riduzione nei prossimi mesi, questo giovedì la Riksbank dovrebbe estendere il programma di Quantitative Easing.

Norvegia: "Banca Centrale stabile”

A causa di fattori temporanei, al momento non si prevede che la Norges Bank dia all’inflazione core di marzo alcun peso, sebbene sia leggermente inferiore.

La Norges Bank ha infatti dichiarato che notizie sul tasso diverse dalle aspettative avranno poca influenza.

UK: “Inflazione effetti calendario”

L'inflazione rimane ben al di sotto dell'obiettivo della Bank of England del 2%, anche se i dati suggeriscono una ripresa dopo quasi un anno in cui si aggirava intorno allo zero.
La fiducia delle imprese sembra aumentare, anche se le preoccupazioni sull'economia globale potrebbero essere aggravate dall'incertezza domestica causata dal referendum di giugno sulla Brexit. Referendum che potrebbe indurre un ritmo di crescita più blanda, come già segnalato dal calo di produzione e dal peggioramento del deficit commerciale.

Come atteso all’unanimità, la Banca Centrale ha lasciato invariato i tassi e dovrebbe mantenerli al minimo storico fino al primo trimestre del 2017, rimanendo pronta ad allentare, se necessario, la politica monetaria ricorrendo anche al taglio dei tassi di interesse. In settimana è previsto un importante rapporto sull'occupazione di febbraio sul quale potrebbe avere pesato l'incertezza per il voto sul Brexit.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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