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lunedì 11 aprile 2016

Piazza Affari: i buy per chi rischia e per chi gioca in difesa

Ancora volatilità a Piazza Affari: è possibile fare il punto della situazione dall'inizio dell'anno ad oggi e soprattutto capire quali strategie adottare a seconda del profilo di rischio di ognuno di noi? A rispondere è Antonio Landolfi Trader Master presso la Trading Room Academy (ant.landolfi@libero.it) .
Ancora volatilità a Piazza Affari: è possibile fare il punto della situazione dall'inizio dell'anno ad oggi?
Esattamente come prospettato negli ultimi articoli i rimbalzi dell’ultimo mese sul future del FTSE MIB40 si sono dimostrati appunto solo un rimbalzo e come ipotizzato non hanno avuto la forza di proiettarsi in alcun modo al di là del vero ostacolo prospettato di 19400, anzi allungandosi solo molto velocemente fino a 19220 e riportandosi in breve tempo al di sotto del livello di controllo di 18800, come temuto e previsto lo ha portato a ritracciare nell’area di target prospettata già nell’articolo del 29 febbraio (cfr.: “ soprattutto i 18800-18900 che rappresentano il livello perfetto per alleggerire eventuali posizioni rialziste e posizionarsi short con stop 19390 e target almeno un doppio minimo in area 16000…”). Perché in realtà è d’obbligo citare questo articolo? Perché in esso vi è la chiave per tentare di capire, cosa che più ci interessa ovviamente, l’andamento per le prossime 2 settimane del nostro future. Avevo sottolineato infatti come i miei grafici di lungo “ mi prospettano una chiusura di fine anno superiore al livello di 16305” . Cercherò di spiegare il tutto anche a livello didattico: quel livello è stato sì rotto sull’ondata di volatilità (volatilità eloquente in quanto i prezzi sono stati costantemente attaccati alla banda di Bollinger inferiore inclinata molto ripidamente), ma è stato prontamente recuperato ed a conferma della sua importanza occorre notare che in questa successiva onda ribassista il minimo fatto giovedì 7 è stato (un caso? Il caso in analisi tecnica non esiste…) proprio 16310! Praticamente come se dopo l’eccesso di pessimismo in cui ha fatto “sfogare” i venditori obbligati, la mano forte che ha interesse a difendere (in analisi tecnica individuare un supporto non è altro che individuare un livello di prezzo che uno o più grossi operatori ha/hanno interesse a difendere) il prezzo indicato di 16305, adesso ha deciso di mettere veramente alla prova il mercato per vedere se ci sono forze in grado di buttarlo giù nuovamente, decidendo quindi di mostrare al mercato il suo interesse a difendere “QUEL“ prezzo. Da adesso in poi quindi quel livello rappresenta il supporto che non deve più essere oltrepassato pena un deciso peggioramento.
E' possibile tentare di prospettare un percorso per l'immediato futuro?  
Poiché però non ci sono ancora veri segnali di inversione sui time-frame di lungo periodo, per capire la tendenza delle prossime 2 settimana dobbiamo “rivolgerci” al sottoindice bancario del FTSE MIB in quanto è proprio su questo settore dal maggior peso sull’indice che arrivano delle indicazioni un po’ più incoraggianti in quanto ha costruito su un time-frame superiore al daily un modello di inversione con un hammer (singola figura di inversione candlestick) sul doppio minimo e divergenza sull’indicatore. Tale impostazione ci suggerisce che su tale sottoindice fintantoché non viene rotto il livello di 9580, che ora dovremo usare come supporto di riferimento, c’è spazio per un rimbalzo fino a 10800 se non addirittura 11284. Tradotto in operatività sul future dell’indice è possibile comprare in area 16575 con stop 16280, quindi poco sotto il livello di 16305 suddetto, con primo target i 17800 punti e successivamente il più ambizioso 18160.
Quali i titoli buy su Piazza Affari?
Proprio in virtù di aver legato la possibile continuazione del rimbalzo al FTSE MIB40 banche, i titoli da segnalare per un possibile buy sono 2 bancari (per quanto occorra comunque essere prudenti data l’ alta volatilità) ed un paio di energetici un po’ più difensivi. Pertanto: A2A buy 1,1570, stop 1,14, target 1,2840; BPER buy 4,01, stop 3,93, target 4,66; Tenaris buy 10,74, stop 10,40, target 12,40; Terna buy 4,97, stop 4,93, target nuovi massimi sopra 5,15; Unicredit buy 2,90, stop 2,77, target 3,34. E’ sempre necessario, data l’alta volatilità, di portare lo stop in pari in caso di immediato rimbalzo del 2-3 % dai prezzi di acquisto.
Suggerirei di rimanere temporaneamente fuori dai titoli Fiat, Luxottica e soprattutto Tod’s.
Qual è la situazione nel resto del Vecchio Continente?
Se guardiamo il future sull’indice tedesco DAX30, i dubbi su un rialzo delle borse aumentano in quanto proprio sul principale listino europeo sembrano meno evidenti, anzi per il momento inesistenti, segnali di inversione. Esso paga infatti, come detto più volte, sia i problemi legati alle banche sia in special modo l’apprezzamento del cambio euro/dollaro. Proprio a tale cambio è legata la possibilità di rimbalzo di questo future se come sembra il cambio in oggetto dovrebbe avere per la prossima settimana una resistenza ad 1,1438 in grado di riportarlo almeno in area 1,1250. Se ciò si dimostrasse corretto allora il DAX future potrebbe fare un minimo in appoggio sui 9666 per tentare di raggiungere la zona fra i 9906 ed i 9946 punti, anche se in realtà è solo il posizionarsi al di sopra di 10180 che lo riporterà in pista per ulteriori rialzi. Per adesso, poiché un buon trader sa anche quando aspettare, consiglio di non operare su tale future.
Occasioni buy in Europa: ce ne sono? E se sì, quali?
Incertezza ben rappresentata dalla mancanza di titoli con possibilità di buy che si limita al solo titolo METRO con buy 26,90, stop 26,40, target 30,40. In realtà ha una configurazione positiva anche il solito Heidelberg Cement che però non presenta ancora un preciso livello di buy.
Né del resto è in questo momento facile trovare sugli altri listini europei altri titoli con un limitato grado di rischio; anzi consiglio di rimanere al di fuori, sul listino francese, dal titolo Orange.
E negli Usa?
Al pari di quello tedesco anche il future americano sull’S&P500 è di non facile lettura in quanto, a dispetto della forza che sta dimostrando, secondo la mia opinione si sta indebolendo ed un vero segnale positivo arriverà solo al di sopra di 2088, anzi penso che per la prossima settimana già dovrebbe essere difficile il superamento dei 2047,50. E’ pur vero che un vero segnale di definitiva debolezza arriverà solo da una chiusura sotto i 1999 punti. Anche qui i futuri movimenti importanti dipenderanno dal fondamentale cambio USD/YEN che anzi molto stranamente fino ad adesso ancora non ha inciso in modo concreto su tale future; solo se il cambio in oggetto dovesse riportarsi prima al di sopra di 111 e poi sopra 116,20, potrebbe veramente dare il la ad una nuova spinta del future al di sopra della resistenza indicata di 2088. Anche su questo future suggerisco di aspettare almeno l’eventuale rottura dei livelli di resistenza e di supporto indicati per prendere posizioni che penso saranno oggetto del prossimo articolo.
Sui listini USA mi limito a suggerire i titoli: AMGEN buy 153,80, stop stretto 152,70 , target 172 e la solita Coca-Cola buy 45,80, stop 44,80, target sopra i 48 dollari. Su tali listini continuo a consigliare di stare alla larga dai titoli General Motors, Apple e Twitter e continuo ad essere in disaccordo con il “meno famoso collega” Warren Buffet sul titolo Wells Fargo che solo a 46,42 ha ancora un livello di supporto prima di nuovi minimi di periodo anche in area 39,32.


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