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venerdì 15 aprile 2016

Paura in borsa, caccia allo yen

Da inizio anno sul mercato valutario due sono i cambi valutari che hanno subito un’inversione di trend significativa per motivi molto diversi tra loro: da una parte il cross USD/JPY, dall’altra EUR/GBP. Tradizionalmente lo yen è considerata una delle valute rifugio per antonomasia (insieme al franco svizzero) e, in un inizio di 2016 condizionato da pesanti ribassi sui listini azionari, si è rafforzato notevolmente nei confronti del biglietto verde, nonostante l’introduzione da parte della Boj di tassi d’interesse negativi annunciata a sorpresa a fine gennaio dal governatore Kuroda.

Il forte apprezzamento della valuta giapponese ha invertito il rally di debolezza contro il biglietto verde, iniziato a fine 2012 in seguito all’implementazione di un piano di “qualitative e quantitative easing”.


Fonte: Piattaforma NextGeneration di CMC Markets; Aprile 2016

Il grafico settimanale (sopra) evidenzia come proprio all’inizio dell’anno ci sia stata una rottura della trendline di lungo periodo, ritestata in seguito. Nel breve periodo andrà monitorata la resistenza di 110, la cui violazione potrebbe riaprire significativi scenari rialzisti; in caso contrario, un target ribassista naturale potrebbe essere l’area posta a 105 punti.

Diverso è il caso della sterlina che si sta indebolendo per le incertezze relative all’esito del referendum (ormai celeberrimo) su una possibile Brexit. L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea comporterebbe la rinegoziazione della maggior parte degli accordi commerciali con un possibile aggravio di costi per le imprese britanniche. Questa aspettativa è stata anticipata dai mercati, generando un notevole ribasso del pound nei confronti dell’euro.


Fonte: Piattaforma NextGeneration di CMC Markets; Aprile 2016

In questo momento il movimento rialzista dell’euro ha trovato un’importante resistenza in coincidenza del livello di 61.8 di Fibonacci e sta ritestando la media mobile a 200 periodi. Possibile che si entri in una fase di lateralità, delimitata dai livelli evidenziati in attesa dell’esito definitivo del quesito referendario.

In chiusura diamo un’occhiata allo yuan, valuta molto particolare perché soggetta ad una doppia quotazione. La Banca centrale cinese (Pboc) controlla la quotazione sul mercato interno mantenendola in un determinato range nei confronti di un basket di valute, mentre sul mercato offshore la valuta è libera di fluttuare, seppur influenzata dalle mosse di Pechino. Proprio gli interventi degli scorsi mesi della Pboc hanno preoccupato gli operatori di mercato e dato il via a una serie di speculazioni sulla possibilità di una svalutazione significativa. In soccorso delle autorità di politica monetaria cinesi è venuta in qualche modo la Fed con un atteggiamento molto dovish che ha allentato la pressione.


Fonte: Piattaforma NextGeneration di CMC Markets; Aprile 2016

Da un punto di vista strettamente tecnico il cambio USD/CNH sta oscillando da un paio di mesi in un range compreso tra 6.46 e 6.52 e solo la rottura di uno di questi livelli potrebbe portare a delle novità significative. Il vero ago della bilancia è però rappresentato dalla Fed e dalla congiuntura economica Usa, che se dovesse confermarsi positiva potrebbe spingere la banca centrale ad ulteriori rialzi che avrebbero delle ripercussioni anche sullo yuan.

A cura di Giorgio Benetti, Analista di CMC Markets
www.cmcmarkets.it/market-analysis
 

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Le notizie e i dati riportati sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere generale e non hanno come scopo quello di fornire raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario.


Tratto da ITFORUM NEWS, clicca qui per leggere gli altri articoli:http://news.itforum.it/redazione/

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