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giovedì 14 aprile 2016

Panama Papers Atto III: spuntano ancora altri italiani


Saltano fuori altri nomi eccellenti dalla lunga lista dei cosiddetti panama Papers ovvero gli archivi dei documenti dello studio Mossack Fonseca attraverso cui nomi di prestigiose cariche politiche, oltre a famosi rappresentanti del mondo degli affari e dello spettacolo approfittavano degli escamotage offerti dallo studio panamense per limitare, se non addirittura evitare il pagamento delle imposte nei rispettivi paesi di provenienza. 

Di cosa si tratta?

La scoperta partiva da oltre 11milioni e mezzo di documenti analizzati e 140 responsabili in tutto tra cui il premier cinese Xi Jinping ma anche molti appartenenti della cerchia del presidente russo Vladimir Putin, il presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev, quello ucraino Petro Poroshenko, il re saudita Salman bin Abdulaziz al Saud, il presidente argentino Mauricio Macri fresco di nomina, il premier islandese Sigmundur David Gunnlaugsson poi dimessosi per lo scandalo e il premier inglese David Cameron il quale, dopo un iniziale imbarazzo ha ammesso tutto sottolinenando la liceità delle sue azioni.

Oltre alla politica si possono citare i rappresentanti dello sport come il calciatore Leo Messi e l’ormai ex Michel Platini, il regista Pedro Almodovar e Pilar di Borbone, sorella del re Juan Carlos.
In questa prima tranche di nomi il più altisonante tra gli italiani era senza dubbio Luca Cordero di Montezemolo.
Solo in una secodna puntata dello scandalo risaltavano altri nomi del Belpaese tra i quali Marco Perelli Cippo, membro del cda Campari e Simone Cimino, titolare di Cape Natixis.

Terza puntata: nasce la Farniente holding

In questa terza puntata, invece, spuntano i nomi di Stefano Pessina e di società legate a Flavio Briatore e Silvio Berlusconi (la società a lui riconducibile è la Sport Image international delle Isole Vergini britanniche di cui sono amministratori Adriano Galliani, Giancarlo Foscale e Livio Gironi); un elenco che secondo l’Espresso, titolare dell’esclusiva, sarebbe lungo oltre 100 nomi, più o meno conosciuti al grande pubblico.  
Tra le pagine spunta anche la presenza di Emanuela Barilla con la sua offshore costituita nel 2014 con sede alle Isole Vergini Britanniche, la Jamers international.

per quanto riguarda Stefano Pessina manager dell’industria farmaceutica mondiale con un patrimonio di 13,3 miliardi di dollari, l'imprenditore risulta a capo di una offshore dal nome paradigmatico: la Farniente holding. Beato lui. 
Fonte: News Trend Online

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