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martedì 19 aprile 2016

Opec, Tabarelli (Nomisma): E' guerra Teheran-Riad, ma finirà

di Matteo Bosco Bortolaso
Roma, 18 apr. (LaPresse) - Il vertice dell'Opec, che non ha trovato un accordo sui volumi di produzione del petrolio, dimostra sempre più chiaramente che l'Arabia saudita e l'Iran stanno portando avanti una guerra politica ed economica. Il risultato, almeno per il momento, sono prezzi del petrolio estremamente bassi, bollette meno care, e un'inflazione ormai negativa. Ma non durerà in eterno: forse già a fine anno Riad e Teheran troveranno un accordo e i prezzi si rialzeranno. E' questa la previsione di Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, che nei giorni scorsi si è schierato contro il referendum sulle trivelle che ieri non ha raggiunto il quorum.
Presidente Tabarelli, cerchiamo di capire anzitutto che cosa doveva accadere al vertice dell'Opec di Doha, considerato un fallimento dagli esperti.
C'erano tante aspettative. Era un'occasione per parlarsi. Era un'occasione, per l'Iran, di sedersi al tavolo. La repubblica islamica iraniana, però, non può congelare la produzione: sta recuperando, adesso, ciò che ha perduto a causa delle sanzioni imposte dall'Onu per fermare il suo programma nucleare, considerato pericoloso per la pace. L'Arabia Saudita, invece, voleva che Teheran fermasse la sua produzione, cosa che è un po' improbabile.
Secondo lei dove si potrà arrivare, a livello di prezzo?
Mah, guardi, in realtà ci sono anche degli elementi positivi che escono da questo incontro dell'Opec: è la prima volta che l'Arabia saudita e l'Iran, dopo due anni, si mettono allo stesso tavolo, pur se stanno facendo delle guerre militari per procura, molto sanguinose. Però Riad e Teheran non possono dimenticare - è nel loro interesse - difendere la produzione, i prezzi e il mercato. Nei prossimi mesi arriveranno ad un accordo che consentirà ai prezzi di riprendersi.
Per noi, quali sono le conseguenze di una dinamica simile? Adesso le conseguenze, per il momento, sono tutte positive. I prezzi sono bassi, sono la metà, meno della metà di quelli che erano nella media del 2010-2014. E pertanto si ha una riduzione dei prezzi delle bollette dell'energia elettrica e del gas, dal 1 aprile si sono ridotte, e con una riduzione record. La bilancia dei pagamenti, quest'anno, sarà meno della metà del picco del 2011. Notizie solo positive per il momento, quindi. Volendo vedere sempre le cose negative, invece, c'è la deflazione.
LaPresse 

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