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giovedì 28 aprile 2016

Mutui a tasso variabile: verifica se la tua banca ti sta rapinando!

Se hai un mutuo a tasso variabile ti consiglio di prendere in mano il contratto e controllarne le clausole perché potresti aver subito un torto da parte della tua banca!

Gli abusi da parte delle banche sono stati talmente numerosi che Banca d'Italia è stata costretta ad intervenire con un apposito documento (che puoi consultare cliccando su questo link ) in cui invita le banche a non adottare pratiche scorrette e, al tempo stesso, a restituire le cifre indebitamente incassate a danno del cliente.

Devi infatti sapere che da quando il tasso di riferimento (Euribor oppure Eonia) è negativo, le banche dovrebbero decurtare il tasso negativo dal valore dello spread.
Un esempio chiarirà più di mille parole: immaginate di aver sottoscritto un mutuo a tasso variabile la cui formula di calcolo è “spread + tasso di riferimento”.
Se il tasso di riferimento diventa negativo, come è avvenuto all’Euribor a partire dal 2015, l’importo della rata da pagare dovrebbe essere inferiore rispetto al valore dello spread.

Nella pratica invece le banche effettuano il conteggio come se il tasso fosse uguale a zero ma questa operazione danneggia il possessore del mutuo che si ritrova a pagare un interesse superiore rispetto a quello che dovrebbe lecitamente pagare!

Il mio consiglio è di verificare se nel contratto è prevista l’opzione che permette alla banca di porre un “floor” al valore del tasso.
Se questa opzione è inserita nel contratto che è stato sottoscritto, la banca si sta comportando in modo lecito.
Altrimenti, se il contratto non prevede nessun “floor”, ti consiglio di far sentire la tua voce e di far valere i tuoi diritti nelle sedi opportune, sia per recuperare le cifre indebitamente pagate sia per ricalibrare il corretto importo per le prossime rate.

Il primo passo da compiere è quello di rivolgersi (in forma scritta e tramite raccomandata con ricevuta di ritorno) all'ufficio reclami della propria banca che avrà sessanta giorni di tempo per rispondere.
Se la risposta è negativa oppure non soddisfa, potete decidere di rivolgervi all'Ombudsman bancario.

L’Ombudsman, chiamato anche Giurì Bancario, è un giudice a cui possono rivolgersi gratuitamente tutti i clienti, a patto che abbiano già protestato presso l’ufficio reclami della propria banca.
È possibile rivolgersi all'Ombudsman solo per controversie che abbiano un profilo economico, cioè che richiedano il rimborso di un danno; altrimenti, non è possibile ricorrere a questo strumento di difesa.
Il ricorso è ammissibile fino a un danno economico massimo di 100.000 €.
Il Giurì Bancario ha novanta giorni di tempo per rispondere ed il suo verdetto non vincola il risparmiatore, che può scegliere di procedere anche per vie legali, rivolgendosi all’autorità giudiziaria ordinaria.
Il responso del Giurì Bancario invece vincola la banca, che deve attenersi alla decisione presa dall’Ombudsman.

Un altro strumento a cui il cliente può ricorrere è l’arbitrato bancario finanziario

Come extrema ratio, ovviamente c'è la possibilità di rivolgersi al tribunale ordinario ma si tratta di una soluzione che prevede la necessità di rivolgersi a un avvocato e che comporta costi elevati e tempi lunghi rispetto agli strumenti illustrati in precedenza.


Per scegliere la soluzione più efficiente al tuo caso specifico, ti consiglio di rivolgerti ad una delle associazioni a tutela dei consumatori che saprà indirizzarti nel migliore dei modi: AltroconsumoAdusbef oppure Aduc.


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Gabriele
Autore: Gabriele Bellelli

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