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lunedì 18 aprile 2016

Mercati azionari. Analisi intraday della giornata


MERCATI AZIONARI

Il fallimento (prevedibile e previsto) del vertice di Doha, che doveva trovare una soluzione di equilibrio tra domanda (in calo) e offerta (in aumento) e dunque per la debolezza del prezzo del petrolio, ha portato come previsto a una forte discesa del prezzo del barile, che ha trascinato al ribasso in apertura anche i mercati azionari.
E infatti le aperture sono state tutte molto negative. Ora i mercati sembrano intenzionati a rimbalzare per andare a chiudere i gap dell'apertura, ma ovviamente di andare long non se ne parla nemmeno.
Oggi ancora più del solito bisogna usare massima prudenza, queste sono le giornate più pericolose.
La distribuzione dei flussi in questo momento è mista: leggermente ribassista la curva americana, rating -1, leggermente rialzista la curva europea, rating +1.

La volatilità è ovviamente molto alta.
Non ci sono le condizioni per operare. Aspettiamo.

EURO-DOLLARO

Correlazione inversa EUR-USD / mercati azionari. Nessuna operazione intraday.

ANALISI SISTEMICA

Il quadro generale è migliorato nelle ultime settimane: è diminuito il rischio geopolitico e si vede un impegno forte a cercare una soluzione per la diminuzione della produzione di petrolio.
Nei prossimi giorni ci sarà un meeting straordinario dei paesi produttori con questo obiettivo. Il prezzo del petrolio ne risente positivamente, e vista la attuale correlazione diretta oil / mercati azionari, questo fatto ha un impatto positivo sui mercati.
Il fallimento (prevedibile e previsto) del vertice di Doha, che doveva trovare una soluzione di equilibrio tra domanda (in calo) e offerta (in aumento) e dunque per la debolezza del prezzo del petrolio, ha portato e porterà a una forte discesa del prezzo del barile, che trascinerà al ribasso per qualche seduta anche i mercati azionari.

APPROFONDIMENTI

Tassi e politica monetaria

FED

Nell'ultimo meeting la Fed ha espresso preoccupazione per le prospettive dell'economia e dei mercati globali, ma non ha escluso nuove graduali strette di politica monetaria già nel prossimo vertice di marzo.

In dicembre aveva alzato per la prima volta dal 29 giugno 2006 il suo tasso di riferimento (Federal Fund Rate) di 0,25 punti percentuali. Sono attesi nuovi rialzi nel 2016. Impatto ribassista sui mercati azionari e ribassista su EUR-USD.
La Fed alzerà i tassi due volte nel 2016, in giugno oppure in settembre e poi in dicembre.
Impatto rialzista di breve termine per i mercati azionari (per il non rialzo di marzo); impatto ribassista di medio termine per i successivi rialzi e il consenso formato su di essi. Impatto rialzista di breve termine per EUR-USD (per il non rialzo di marzo); impatto ribassista di medio termine per i successivi rialzi e il consenso formato su di essi.
Fonte: News Trend Online

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