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mercoledì 13 aprile 2016

Le banche rianimano il Ftse Mib (+2,8%). Atlante piace ai broker


Una giornata all'insegna del riscatto quella odierna per Piazza Affari che ieri ha incontrato una battuta d'arresto dopo il buon rialzo delle due sessioni precedenti, con il Ftse Mib in calo di circa un punto e mezzo percentuale. Il ritorno degli acquisti però non si è fatto attendere e così l'indice delle blue chips quest'oggi ha avviato gli scambi già in progresso, sintonizzandosi con la positiva intonazione delle Borse europee.

Ftse Mib in rally con i titoli bancari

Il nostro mercato però viaggia con una marcia in più visto che il Ftse Mib mette a segno la migliore performance nel Vecchio Continente, con un progresso del 2,54% ad un soffio dall'area dei 17.900 punti.


Merito di questo risultato è senza dubbio il contributo dei titoli del settore bancario, tornati al centro degli acquisti. 
Nelle prime file del Ftse Mib troviamo Banca Monte Paschi e Ubi Banca con un rally del 6,5% e del 6,4%, seguiti da Unicredit che guadagna il 6,1% e poco distante si collocano Banca Popolare di Milano e Banca Popolare dell'Emilia Romagna con un vantaggio del 5,94% e del 5,82%.

In ascesa del 5,45% Intesa Sanpaolo, insieme a Banco Popolare che avanza del 5,07%, mentre Mediobanca mostra un progresso del 4,56%.

Le rassicurazioni di Padoan sul fondo Atlante

A favorire un allentamento delle tensioni contribuiscono le dichiarazioni rilasciate dal ministro dell'economia, Pier Carlo Padoan, il quale in un'intervista al Sole 24 Ore ha affermato di non vedere alcun rischio di bocciatura del fondo Atlante da parte della Commissione UE e della vigilanza europea della BCE, visto che il fondo è alimentato da capitali privati ed è altrettanto gestito da privati.

Maggiori dettagli su Atlante

Gli analisti ritengono ingiustificato ed eccessivo il sell-off che ha colpito ieri il settore bancario a Piazza Affari e quasi tutti sono concordi nel riconoscere che la manovra annunciata sia molto positiva, visto che avrà l'effetto di ridurre nettamente il rischio sistemico per il comparto.
Gli esperti di Equita SIM ricordano che la dotazione iniziale del fondo sarà di 3 miliardi di euro, di cui 2 miliardi di contributo arriveranno da Intesa Sanpaolo, Unicredit e Ubi Banca.

L'impegno iniziale dei due big del comparto è leggermente inferiore al miliardo di euro di cui si era parlato in precedenza. 
Il fondo è destinato ad essere operativo dal 28 aprile, in tempo utile quindi per garantire l'inoptato dell'aumento di capitale di Banca Popolare di Vicenza e potrebbe farsi carico dell'integrale ricapitalizzazione.
I contributi delle banche al fondo verranno dedotti dal Common Equity Tier1, il che implica un impatto di 20 punti base sul CET1 di Intesa Sanpaolo e Unicredit e di 50/60 basis points per Ubi Banca.


La stampa parla di un obiettivo di riduzione dei non performing loan di 70 miliardi di euro e questo implicherebbe una leva di 9 volte e permetterebbe di aumentare il valore dei crediti non performanti da 20 a 24 centesimi.
In base ai calcoli di Equita SIM, già con una leva di 5 volte il fondo potrebbe acquistare 43 miliardi di euro di crediti deteriorati, consentendo alle banche più esposte al problema, quali Banca Monte Paschi, Banca Carige, Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, di ridurre a zero la loro esposizione ad un costo contenuto.

La view di Banca IMI

Ad accogliere con favore il fondo Atlante sono anche gli esperti di Banca IMI, i quali ritengono che lo stesso potrebbe sostenere il settore bancario nella gestione degli aumenti di capitali e nella cessione delle sofferenze.


Le risorse per l'acquisto di non performing loan potrebbero essere limitate, ma Banca IMI crede che il fondo possa contribuire alla creazione di un mercato delle sofferenze, con ricadute positive sul prezzo degli asset.
Fonte: News Trend Online

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