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martedì 12 aprile 2016

L’Austria isola l’Italia come la Grecia. A rischio 140 mld


 Vienna ha già presa la sua decisione: il muro per isolare l’Italia ci sarà ed è già in costruzione. Un muro nel cuore dell’”Unione” e nei confronti di una nazione che l’Unione ha contribuito a crearla dall’inizio.
Giusta o sbagliata che fosse.

Il pericolo sui trasporti

Ma al di là della questione umanitaria e della generale schizofrenia della situazione, che analizzeremo dopo, il problema sotto gli occhi di tutti, adesso, è quello, se non del libero passaggio delle persone, del libero scambio delle merci.

Il muro che l’Austria sta costruendo rallenterà inesorabilmente il transito di merci dal momento che il blocco comprende anche l’autostrada e i valichi del Brennero, gli stessi attraverso cui ogni anno transitano come detto 140 miliardi di merce con potenziali rischi causati dal rallentamento e dalla gestione delle risorse, che potrebbero arrivare, per le aziende di trasporto, oltre i 170 milioni di euro l’anno.
E’ quanto denuncia dall'Osservatorio Conftrasporto-Confcommercio sui Trasporti e la Logistica, in collaborazione con l'Isfort. L’unica possibile soluzione suggerita al momento sarebbe quella di introdurre un sistema di trasmissione dei dati per le imprese extra comunitarie lasciando a quelle europee un corridoio di libero scambio.

La spinosa questione umanitaria 

Riguardo alla più spinosa questione umana, c’è da sottolineare che anche in questo caso il fattore economico persiste: se la Turchia, che non fa parte, per adesso, dell’Unione, gha ricevuto un “bonus” di 6 miliardi per la gestione dell’emergenza, trattamento che non è stato riservato con uguale generosità alla Grecia a sua volta già impegnata in una serie di riforme socialmente difficili da far accettare, cosa si potrà attendere l’Italia?  Anche perchè il rischio per che corre il Belpaese alla vigilia della stagione turistica è quello di diventare un gigantesco campo profughi, cosa che sta già sperimentando Atene, diventata con Idomeni, la sacca senza uscita in cui si vanno ad ingolfare tutti i migranti che arrivano sulle coste elleniche senza sapere dell’esistenza non solo dei trattati ma anche dei numerosi muri che sono stati eretti all’interno della suddetta “Unione”.

Intanto ad Atene i colloqui tra la Grecia e i suoi creditori internazionali per la conclusione del piano di salvataggio, sono di nuovo in stallo a causa delle assemblee annuali del FMI e della Banca Mondiale anche se, secondo dichiarazioni ufficiali da parte greca, non sono ancora stati raggiunti accordi di massima sulal questione delle riforme delle pensioni e per quanto riguarda le imposte sul reddito.

I muri dell'Europa

Quello al Brennero non è il solo muro ma semplicemente quello a noi più vicino e che, per forza di cose, ci riguarda più direttamente.

Nell’elenco vanno aggiunti anche quello fatto dall’Ungheria al confine con la Serbia, lungo 175 chilometri e alto 4 metri, quello tra la Bulgaria e la Turchia, di 33 chilometri e quello, ormai storico all’interno dell’isola di Cipro che divide le due enclave, quella turca da quella cipriota e con esse la geografia dell’isola da costa a costa ovvero da Kokinna a Famagusta.
Anche se in questo ultimo caso il problema non è legato all’immigrazione ma ad una diatriba che affonda le sue radici nella storia dell’isola e nelle sue dominazioni passate.

Fonte: News Trend Online

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