-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

venerdì 8 aprile 2016

L'Asia chiude l'ottava in perdita. Solo Tokyo recupera grazie allo yen


L'ottava si chiude in negativo per i mercati dell'Asia con la sola piazza di Tokyo che tira un sospiro di sollievo pur avviandosi verso una perdita intorno al 3% nell'intera settimana. Lo yen segna un declino e torna ai minimi dall'ottobre 2014 sul dollaro dopo essersi mosso nell'ottava intorno ai massimi di undici anni e mezzo e l'azionario ne beneficia.
In intraday l'indice Topix sfiora un progresso del 2% ma i guadagni si riducono in chiusura: il Nikkei 225 limita il suo progresso allo 0,49% ma è comunque di un confortante 1,35% l'apprezzamento del Topix. Sul fronte macroeconomico, l'Ufficio di Gabinetto nipponico ha comunicato che nel mese di marzo l'indice della fiducia dei consumatori in Giappone è cresciuto a 41,7 punti dai 40,1 punti registrati in febbraio (42,5 in gennaio), livello più basso dai 39,5 punti segnati nel gennaio 2015.

Il dato, sotto alla soglia di 50 punti che separa fiducia da pessimismo dal marzo 2006, si confronta con i 40,5 punti del consensus. Giovedì, invece, Fitch Ratings aveva confermato il rating sul credito sovrano del Giappone ad A mantenendone anche anche l'outlook stabile, sottolineando che nella fase attuale rischi ribassisti e spinte rialziste si equivalgono.
Seduta invece sostanzialmente piatta per Seoul, con il Kospi segna un declino dello 0,09% al termine degli scambi.
Complessivamente la seduta rimane negativa per la regione, come testimoniato dalla perdita di circa mezzo punto percentuale (quasi del 2% il declino nell'intera ottava) per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, nonostante un nuovo progresso superiore all'1% per i corsi del petrolio (il greggio si è apprezzato di oltre il 3% nell'ottava) su indicatori macroeconomici positivi in arrivo da Usa e Germania.

Sempre in tema di materie prime, il rame segna invece la frenata più brusca in oltre sei mesi: è di quasi il 3% il suo deprezzamento ai minimi delle ultime sei settimane. A trascinare al ribasso il metallo rosso timori sul possibile riversamento delle riserve cinesi, vicine al record storico, sui mercati globali.
Scenario contrastato per le commodity che non condiziona particolarmente i titoli del settore a Sydney: l'S&P/ASX 200 perde lo 0,56% a causa soprattutto del comparto finanziario. Peggiori le performance delle piazze cinesi. Avvicinandosi alla chiusura, infatti, è ampiamente superiore all'1% la perdita di Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300, mentre è lievemente inferiore il declino dello Shenzhen Composite.

A Hong Kong, l'Hang Seng scivola di circa lo 0,60% (fa peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in flessione intorno allo 0,90%).
(RR)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento