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mercoledì 13 aprile 2016

Il rally di rimbalzo dell’USD è sostenibile?

I discorsi dei falchi della Fed spingono l’USD
I mercati dei cambi hanno continuano a muoversi sull’ottovolante durante la seduta asiatica. Come avevamo previsto, la serie di interventi dei falchi della Fed ha dato all’USD, ipervenduto, una spinta rialzista. Secondo Lacker, presidente della Fed di Richmond (Taiwan OTC: 2743.TWO - notizie) , l’accelerazione dell’inflazione indica che nel 2016 saranno giustificati circa quattro rialzi del tasso da 25 punti base. Il presidente della Fed di San Francisco Williams è sembrato un po’ meno aggressivo, suggerendo che sono ragionevoli 2 o 3 rialzi. A sorpresa (perché questo è esattamente ciò che ci aspettavamo dicessero i falchi), la curva dei rendimenti dei titoli USA a scadenza breve è diventata più ripida, i rendimenti dei titoli a due anni sono saliti di 4 punti base allo 0,75%. L’USD, che trae vantaggio dall’aumento dei tassi d’interesse, sta guadagnando diffusamente contro le valute G10 e dei mercati emergenti. Tuttavia, la quotazione dell’USD/CNY è rimasta praticamente invariata, intorno a 6,4671, immune all’effetto dei forti dati cinesi.
Dati commerciali solidi dalla Cina
Gli indici regionali asiatici hanno dato seguito al rally, aiutati dai solidi dati commerciali dalla Cina. A marzo, i dati sul commercio estero cinese hanno superato considerevolmente le attese. Dopo essersi contratte per otto mesi consecutivi, le esportazioni sono cresciute dell’11,5% a/a (in USD), mentre le importazioni hanno subito un rallentamento al 7,6%. Il surplus commerciale complessivo è stato pari a 29,9 miliardi di USD, in lieve calo rispetto a febbraio. Sulla scia dei commenti dei falchi della Fed e del miglioramento, in termini di scambi commerciali internazionali, dalla Cina, sarà molto interessante vedere come reagiranno le borse USA. In generale, la crescita delle aspettative di un rialzo del tasso e la prova della stabilità in Cina vengono accompagnate da un calo dei corsi azionari. Nonostante la forza temporanea dell’USD, sospettiamo che un rialzo del tasso a giugno sia improbabile, visto il debole scenario internazionale e il rallentamento dell’inflazione, pertanto l’attuale correzione dell’USD sarà passeggera.
Petrolio in rialzo
Anche per i prezzi del petrolio cresce la propensione al rischio. Il rincorrersi di voci su un congelamento della produzione di petrolio alla riunione dell’OPEC in programma questo fine-settimana a Doha ha fatto salire i prezzi del petrolio (anche se dalle ultime notizie sembra che un taglio sia improbabile, viste le voci su colloqui fra l’Arabia Saudita e l’Iran), senza tuttavia incidere sulle aspettative d’inflazione (condizioni da “Riccioli d’Oro” per gli asset rischiosi). L’aumento dei prezzi delle materie prime dovrebbe influenzare positivamente i paesi emergenti produttori di materie prime (grazie a termini di scambi più elevati), amplificando la ricerca di rendimenti da parte degli investitori. Rimaniamo rialzisti su RUB, MXN, ZAR e BRL, mentre le valute considerate rifugi sicuri, a basso rendimento, come il JPY e il CHF sono ipercomprate, e ciò le rende buone valute di finanziamento.
Autore: Swissquote Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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