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lunedì 4 aprile 2016

Forti oscillazioni per 5 bond remunerativi. Da seguire con cura


La ricerca punta inevitabilmente a obbligazioni magari trascurate – per diversi motivi – dagli investitori, perché nell’immenso oceano dei titoli di credito ci sono sempre occasioni da valutare con attenzione. Lo testimoniano questi cinque casi. 

Il decennale messicano (mercato Otc) garantisce il 5,9%

Cominciamo con un titolo di Stato un po’ esotico.
Deciso rimbalzo di un bond poco considerato in Italia, anche perché trattato solo sui mercati non regolamentati: si tratta del decennale del Messico, espresso nella valuta locale. In pochi giorni ha guadagnato quasi tre punti il Mexico 2026 a cedola fissa 5,75% (Isin MX0MGO0000Y4) espresso in peso.

Ha vari punti forti: quota ancora sotto la parità (sui 98,5) con un rendimento del 5,9%; ha un taglio iper popolare (100 MXN); gode ovviamente della tassazione agevolata al 12,5%; è molto presente nei fondi e quindi super liquido. Senz'altro c’è l’incertezza della valuta, assai debole sull’euro da circa un anno.
I motivi del calo, che interessa anche il “cross” con il dollaro Usa, sono due: le difficoltà del petrolio, di cui il Paese è esportatore, componente cruciale per l’export, e un effetto domino proveniente dai trend ribassisti di quasi tutte le valute emergenti. Sui livelli attuali il peso messicano è però vicino ai minimi storici e presenta ridotte potenzialità di ulteriore forte indebolimento.

Il “fixed floater” di Goldman (quotato su Tlx) scende, scende…

Abbastanza anomalo il movimento ribassista del bond Goldman Sachs “fixed floater” 2025 (Isin XS1291167226) in euro, la cui struttura prevede fino al 22/4/2019 una cedola fissa 2% e poi la trasformazione in un tasso variabile indicizzato Euribor 6 mesi con tetto (“cap”) al 6%: venerdì quotava sui 92,8.

Attenzione però perché il titolo (con taglio 1000) ha già dimostrato negli scorsi mesi movimenti abbastanza repentini, con improvvisi balzi a oltre 95. Parte di questa volatilità dipende dalla riduzione degli scambi presente in tutto il comparto obbligazionario, soprattutto dopo la decisione della Bce di attivare un Q.E.
2 aperto anche ai bond “corporate”. Gli acquisti si stanno spostando verso tale fascia, riducendo l’attenzione sui bancari e soprattutto sui tassi misti, che oggi – in molti casi – hanno rendimenti più interessanti e prospettive di tenuta nel tempo, poiché non penalizzati da eventuali incrementi dei tassi fra due/tre anni.

In rialzo invece un altro bond dello stesso tipo sempre di Goldman Sachs, pure con scadenza 2025 (Isin XS1269079825), dalla struttura simile ma con cedola - per la parte fissa - al 2,2%. E’ possibile che la divergenza di trend dipenda da arbitraggi fra l’uno e l’altro, aprendo occasioni interessanti per il primo.
 

La Veneto Banca subordinata (quotata su Tlx) sale del 5% in un solo giorno

E’ pur vero che la quotazione resta su livelli molto bassi (venerdì in chiusura a 73 euro), ma l’obbligazione di Veneto Banca, istituto attualmente impegnato in una radicale ristrutturazione, con la successiva quotazione in Borsa, sta riprendendo fiato, dopo il forte calo degli ultimi mesi.

Si tratta di uno junior subordinato in euro, con cedola 9,5% fino all’1/3/2021 (Isin XS1327514045). Dopo tale data il titolo diventerà un tasso variabile indicizzato al tasso Cms a 5 anni + 10.625%. A febbraio era sceso sotto quota 60, per una possibile ristrutturazione del debito della banca.
Oggi ritrova un po’ di fiducia dai mercati, con un balzo in un sol giorno (venerdì 1° aprile) del 5%, sebbene si tratti pur sempre di un bond per cuori forti, stante anche il taglio 100.000. Non prevede però limitazioni all’acquisto, come avviene invece per altri subordinati (ma perpetual) di varie banche italiane.

Rende il 5,4% l’AngloGold (mercato Otc) 2020 in dollari

Il dollaro si indebolisce e torna a essere interessante per chi investe in obbligazioni, a condizione di trovare titoli a piccolo taglio (e quindi su cui si può mediare senza particolari ostacoli) e con quotazione - se possibile - sotto la pari.

Un esempio riguarda l’emissione della AngloGold – uno dei maggiori estrattori di oro al mondo – con scadenza 15/4/2020 e cedola 5,375% (Isin US03512TAA97). Ha lotto 1000, è molto liquido e quota attualmente sui 99,7/99,8. Ne consegue un rendimento a scadenza del 5,4%. In parte si tratta – per chi lo scopra oggi – di un’occasione mancata, poiché il bond girava sui 90 USD a inizio anno.
Poi un forte rimbalzo, dovuto all’effetto leva del guizzo del prezzo dell’oro. Ha ulteriori margini? Tutto dipende dal metallo prezioso: se tornerà a brillare ancor più di quanto abbia fatto nei primi mesi del 2016, l’AngloGold ha potenzialità per tornare su livelli oltre 100 e anche oltre 105.

In caso contrario una retromarcia è inevitabile, sebbene le società del settore abbiano portato a termine negli ultimi anni consistenti processi di riduzione dei costi estrattivi, che le rendono oggi meno esposte alle quotazioni del metallo. 

Il subordinato Tier 2 di Banco Popolare (quotato sul Mot) è in fase di volatilità

L’attenzione rivolta nelle ultime settimane al matrimonio Banco Popolare / Banco Popolare di Milano ha alimentato tensioni su alcuni bond delle due banche.

In particolare si è registrato nervosismo sul subordinato Tier 2 in euro della prima, con scadenza 18/11/2020 e cedola fissa 5,5% (Isin IT0004966823) a taglio 1000. Da 106 è passato in breve tempo a un minimo di 97,9 (il 15/12/2015), per poi risalire sopra la parità e assestarsi negli ultimi giorni sui 103.
Il rendimento attuale a scadenza è del 4,7%, con margini quindi per ulteriori restringimenti. Gli scambi sono decisamente elevati sia per numero sia per controvalore, a dimostrazione che anche gli istituzionali stanno guardando a questo titolo con interesse. Attenzione però a una sua caratteristica: il titolo è rimborsabile alla pari tramite il cosiddetto “ammortamento”, mediante cinque rate annuali costanti dal 18 novembre 2016 fino a scadenza.

Se ne tenga quindi conto, perché in corrispondenza di tale data è probabile che si registrerà una certa volatilità delle quotazioni e perché comunque – acquistato sopra 100 – comporta inevitabili perdite in conto capitale già a breve termine per ogni quota di singolo rimborso.
E’ adatto quindi solo per trading di breve periodo. 
Fonte: News Trend Online

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