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martedì 5 aprile 2016

Euro-dollaro alla svolta, forse

Stavolta siamo “costretti” a parlare del future sul più importante cambio valutario al mondo, quello tra euro e dollaro. Quel che vediamo nel grafico (sotto) è l’andamento da aprile 2015 ad oggi, con la fiammata in area 1,17 dovuta alla crisi cinese di fine agosto 2015.

Si potrebbe definire l’andamento dei prezzi in questi ultimi 12 mesi laterale, ma in realtà c’è sempre un trend: siamo noi a dover modificare l’orizzonte temporale per trovarlo.

Nel caso specifico, se avessimo aperto una posizione ad aprile 2015 e l’avessimo tenuta un mese saremmo andati in guadagno di circa 10 figure 1,05-1,15; se la stessa posizione l’avessimo mantenuta per poche settimane in più avremmo quasi azzerato i guadagni. Come interpretare questo dato? L’orizzonte temporale giusto per tradare su euro-dollaro si è decisamente accorciato da 1 anno a questa parte.




Sappiamo tutti come dall’inizio del QE si sia instaurata una correlazione inversa tra euro-dollaro e indici azionari: ne sono una prova esemplare i massimi di euro dollaro di agosto 2015, coincisi con i minimi toccati dai mercati azionari nello stesso identico periodo.

Il motivo per cui torniamo ad analizzare il cambio riguarda il comportamento in concomitanza degli ultimi interventi di Draghi, quello del 3 dicembre (il penultimo) e quello del 10 marzo (l’ultimo). Andiamo ad osservare sui grafici proprio l’andamento dei prezzi in queste 2 particolari sedute:



In entrambi i casi il mercato è momentaneamente prima sceso, poi ha accelerato verso l’alto andando a “comprare“ i massimi.

Qualcuno potrebbe pensare a due dinamiche assolutamente normali in presenza di annunci di politica monetaria così importanti ma c’è un particolare da tenere in considerazione: le due candele pressoché identiche sono state originate da due reazioni degli operatori totalmente opposte.

Il 3 dicembre Draghi ha deluso i mercati che si aspettavano un aumento del QE mentre il governatore si è limitato a confermare le manovre già annunciate (ne è riprova ovviamente il coincidente crollo dei mercati azionari).

Cosa è accaduto invece il 10 marzo? Il precedente QE prevedeva 60 miliardi di euro al mese di immissione di liquidità, le aspettative erano 70, l’annuncio effettivo è stato per ben 80 miliardi. Quale è stata la reazione del mercato?

L’Euro che avrebbe dovuto deprezzarsi sul dollaro è invece schizzato verso l’alto per diverse sedute consecutive e oggi lambisce l’area di 1,15 area di potenziale resistenza grafica.

Sembrerebbe così rinnegata, almeno in parte, la correlazione inversa tra cambio e mercati azionari, durata oltre 1 anno, di cui parlavamo sopra.

Cosa potrebbe accadere ora? L’idea è che la zona gialla indicata nei 2 grafici compresa tra 1,1480 e 1,1620 (incrocio tra area dinamica, le linee rosse e l’area statica, la zona gialla) potrebbe almeno in prima istanza svolgere funzione di resistenza e respingere le quotazioni.

Sarà opportuno comunque aspettare conferme grafiche da pattern di prezzo come ad esempio shooting star, hanging man o bearish engulfing.
Poi dovremo sulla eventuale discesa, rianalizzare la nuova dinamica dei prezzi per capire se siamo davanti a un copione simile a quello dell’ultimo anno o se davvero è accaduto qualcosa di epocale sul cambio euro-dollaro.

Per contatti potete chiedermi l’amicizia su Facebook o scrivere a supergianvi@gmail.com

Gianvito D'Angelo


Tratto da ITFORUM NEWS, clicca qui per leggere gli altri articoli:http://news.itforum.it/redazione/

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