-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

lunedì 25 aprile 2016

Elezioni Austria, trionfa l’estrema destra. Scontri al Brennero


Un vero e proprio colpo all'Europa, forse anche un colpo di grazia per quei pochi che ancora si illudevano che l'Unione potesse essere unita.

Elezioni in Austria

Ieri le urne in Austria hanno decretato la vittoria dell'estrema destra. In realtà si tratta del primo turno per le elezioni del presidente della Repubblica, consultazione alla quale è chiamata la popolazione con oltre 16 anni di età.
Ma resta sconcertante l'affondo dato da quella che, a suo tempo, fu la culla nella nascita di movimenti ben più foschi. Non solo, ma ciò che più colpisce in tutto questo sono principalmente due fattori. Il primo è la forza del voto: il candidato del Partito della Libertà (Fpoe), Norbert Hofer, ha incassato il 35,5% dei voti, secondo le proiezioni mentre il verde Alexander van der Bellen, precedentemente dato per favorito, non è arrivato che al 21%.

Il podio si chiude con la candidata indipendente Irmgard Griss e il suo 18,8%.

I grandi sconfitti

Il secondo elemento che offre più di uno spunto di riflessione è quello che vede cancellati dalla competizione i due grandi partiti tradizionali, popolari e socialisti che non arriveranno nemmeno al ballotaggio con un camdidato alle presidenziali.
Un chiaro segnale, qualora ce ne fosse ancora bisogno, del fato che la politica in Europa non trova più l'appoggio della popolazione, che la sua credibilità, almeno quando esercitata dai rami classici con i quali si è manifestata alla base dell'elettorato, non è più efficace.

E da tempo, bisognerebbe aggiungere. Intanto al valico del Brennero continuano gli scontri con i rappresentanti dei no border, per lo più di centri sociali, e la polizia. 

Le minacce di Hofer

Alla fine di tutto questo, dunque in Austria, al secondo turno del 22 maggio andranno Hofer e il verde Van der Bellen il quale, ormai, ha 72 anni compiuti.
Dal canto suo Hofer ha già annunciato di essere pronto, in caso di elezione, a mettere il governo di fronte alla possibilità della sfiducia, e quindi alla sua caduta, nel caso non si intendessero prendere misure più severe contro l'immigrazione. Impossibile non pensare a quel blocco al passo del Brennero che è stato voluto dal cancelliere Feyman per riusicre a trovare appoggio presso gli elettori delusi da una quasi assente politica di controllo dei flussi che solo l'anno scorso ha registrato circa 90mila domande di soggiorno.

Perciò da tempo Vienna minaccia una stretta nei confronti dell'Italia accusata, come la Grecia, di non creare opportuni e massicci filtri di fronte all'ondata di migranti che si sta abbattendo ormai da mesi sulle coste del Belpaese. Dopo essere riuscita a convincere Atene, dietro al stessa minaccia, adesso l'Austria teme che i più severi controlli sulla rotta balcanica possano aumentare la pressione su quella mediterranea, ossia quella che vede l'Italia come ponte per l'Europa.

Proprio per questo Hofer minaccia la crisi di governo (le elezioni politiche si terrebbero solo nel 2018), forte anche delle proiezioni che lo vogliono a capo di un partito che, se si dovesse votare nell'immediato, potrebbe conquistare il 30% dei voti.

Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento