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lunedì 11 aprile 2016

Commodities e globalizzazione uccidono la ripresa


Un articolo del World Economic Forum dal titotlo “Is this the end of globalization?” mette in evidenza come il grafico del prezzo delle materie prime sia meno correlato, rispetto al valore degli scambi commerciali in percentuale del PIL, negli ultimi anni confrontando i dati pre crisi 2008.
Il valore mondiale degli scambi negli ultimi anni è sceso, rispetto al Pil, ma meno velocemente del prezzo delle commodities; la storia grafica cosa insegna?
1) 2001-2006: molto correlata crescita prezzi e valore scambi
2) 2007- 2009: correlazione inversa con crisi che ha fatto saltare le correlazioni su molti asset a causa dell’eccessiva leva finanziaria
3) 2010-2011: torna correlazione con trend rialzista
4) 2012-2013: curve piatte parallele
5) 2014-oggi: curve in discesa ma con correlazione meno evidente e forte
I paesi industriali produttori hanno probabilmente aumentato il volume degli scambi, a causa della diminuzione dei prezzi delle materie prime, determinando una discesa minore dei prezzi delle commodities e forse un eccesso di offerta che però non rispecchia la domanda reale (consumismo indotto all’eccesso). Anche se il valore degli scambi è rimasto sostanzialmente alto dal 2010, il Pil medio è invece diminuito costantemente: si produce ma non si vende e, in alcune zone del globo, è presente un problema di disoccupazione allarmante aggravato anche dal progresso tecnologico che è una nuova sfida stimolante ma pericolosa. Meno lavoro, meno consumi, meno Pil sono la conseguenza di diminuzioni di reddito pro-capite e  di investimenti, simboli della difficoltà a riprendere la via della crescita, soprattutto nel nuovo paradigma finanziario dei tassi zero (o addirittura negativi) ed in presenza della crisi dei Paesi Emergenti iniziata l’estate corsa con la Cina.

Possono le Banche Centrali fare qualcosa? I palliativi non guariscono ma alleviano ed aiutano a tollerare meglio la malattia, ci vogliono le medicine dei Governi Centrali che devono trovare le giuste cure per un’economia globale in profonda crisi e difficoltà. Il WEF avverte che c’è il pericolo di un decennio di commercio globale ristagnante nel caso le economie mergenti non trovino il feeling con i paesi industriali avanzati “When something is widely hyped, there is nearly always a real reason for it. Most economies are more open today than they were a generation ago. But it is now becoming clear that the perception that globalization is some overwhelming and inexorable force largely reflected the side effects of the last decade’s commodity boom. If prices remain low, as seems likely, the next decade might well see global trade stagnate, as the trade pattern “rebalances” from emerging economies to the established industrial powers.”
 
Guido Gennaccari
info@tradingroomroma.it

Fonte: www.tradingroomroma.it

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