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giovedì 28 aprile 2016

Borse in rosso. Fed come da attese, doccia fredda dalla BoJ


Non si arresta la fase discendente della piazza azionaria giapponese che oggi ha perso terreno per la quarta seduta consecutiva, accusando un duro colpo. L'indice Nikkei 225 ha lasciato sul parterre il 3,61% dopo che la Bank of Japan ha deciso di confermare la sua politica monetaria, senza intervenire sui tassi di interesse nè sul piano di quantitative easing.
Una decisione che ha deluso quanti si aspettavano nuove misure di stimolo che tuttavia non sono state annunciate a causa della divisione in seno al Board della Banca Centrale nipponica.

Alcuni membri si schierano in favore di un nuovo taglio dei tassi di interesse, già in negativo, mentre altri sono del tutto contrari a questa mossa, ritenendola pericolosa per il sistema bancario. 
L'effetto è stato quello di una pioggia di vendite sull'azionario, alimentata anche dall'impennata dello yen nei confronti del dollaro, piombato in area 108,2.
La negatività della Borsa nipponica sta contagiando anche i listini europei che da subito hanno imboccato la via delle vendite, accelerando progressivamente al ribasso.

Negli ultimi minuti il Ftse100 e il Dax30 scendono rispettivamente dell'1,27% e dell'1,3%, mentre il Cac40 accusa un ribasso dell'1,42%.
Nessuna sorpresa è arrivata dalla Fed che ha confermato l'attuale politica monetaria, segnalando un rallentamento dell'attività economica.
Se da una parte non è ancora escluso un nuovo rialzo dei tassi di interesse a giugno, dall'altra sembra più probabile che tale mossa venga decisa a settembre.
In Europa è stato diffuso il dato relativo alla fiducia economica che ad aprile si è attestato a 103,9 punti, in rialzo rispetto ai 103 punti di marzo, oltre le attese degli analisti che si erano preparati ad un progresso a 103,5 punti.


Nessuna sorpresa in Germania per il tasso di disoccupazione che ad aprile è stato pari al 6,2%, in linea con la lettura precedente e con le stime del mercato.
Segno meno anche a Piazza Affari che riesce però a difendersi meglio degli altri listini europei con l'indice Ftse Mib in calo dello 0,87% poco sotto i 18.600 punti.

Spicca il rally di Saipem che mette a segno un progresso di oltre il 9% sulla scia dei risultati del primo trimestre, archiviati con un utile netto in calo da 77 a 61 milioni di euro, a fronte di ricavi in flessione del 6% a 2,8 miliardi di euro. 
Non si può dire altrettanto di Tenaris che accusa un ribasso del 5,47% dopo che il gruppo nei primi tre mesi dell'anno ha visto crollare l'utile da 254 a 28 milioni di euro.
A due velocità i bancari che vedono in positivo Banco Popolare con un rialzo dell'1,79%, seguito da Banca Popolare di Milano e da Banca popolare dell'Emilia Romagna che crescono dello 0,83% e dello 0,78%, mentre oscilla intorno alla parità Unicredit.


Poco sotto Intesa Sanpaolo con un calo dello 0,2% di pari passo con Mediobanca, mentre Banca Monte Paschi cede lo 0,35%.
Pesanti prese di profitto per STM che dopo la corsa al rialzo di ieri restituisce al mercato oltre il 3% del suo valore, mentre sale in controtendenza Telecom Italia che guadagna poco meno di un punto percentuale.
Sul fronte macro Usa si conosceranno le nuove richieste di sussidi di disoccupazione viste in rialzo da 247mila a 259mila unità, mentre per il dato preliminare del PIL del primo trimestre di quest'anno si stima un rialzo dello 0,8%, in frenata rispetto all'1,4% degli ultimi tre mesi del 2015.
Sul versante societario segnaliamo Celgene che riporterà i risultati del primo trimestre con un eps atteso pari a 1,28 dollari, mentre per i conti di Colgate-Palmolive e di Ford Motor si stima un utile per azione pari a 0,62 e a 0,46 dollari.
A mercati chiusi i riflettori si accenderanno sui numeri di Amgen e di Amazon.com che dovrebbero riportare un eps pari rispettivamente a 2,6 e a 0,58 dollari, mentre per i conti di LinkedIn si prevede un utile per azione pari a 0,6 dollari.
Fonte: News Trend Online

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