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lunedì 18 aprile 2016

Bce sotto i riflettori. Torna l'idea dei soldi ai cittadini?


Da Banca Centrale a Banca Centrale, ormai l'attenzione dei mercati si sposta in maniera biunivoca da Fed a Bce quasi come se ci si trovasse in una partita a tennis. Saltuariamente intervengono, ma solo per brevi periodi di tempo, quelli che agli occhi dell'opinione pubblica potrebbero sembrare dei gregari rappresentati a turno da Bank of Japan oppure Bank of England.

La situazione tra Bce e Fed

Ma le star del palcoscenico restano ancora loro due: Janet Yellen e Mario Draghi.

E così se nei giorni scorsi si è guardato alle minute dell'ultima riunione della FOMC o alla situazione dell'economia Usa suggerita dal Beige Book adesso occhi e orecchi sono tesi verso l'intervento di giovedì prossimo della Bce per riuscire a risollevare l'inflazione. Questa, almeno, sarebbe l'intenzione visto che il livello attuale è ben lontano dal quel 2% fissato come target, livello che non si avvicina nonostante il Quantitative Easing creato un anno fa e potenziato da poco più di un mese, sebbene tutte le misure incrementate prenderanno vita in scaglioni scadenzati nel tempo.

Ma cambia poco la sostanza: le misure sono state annunciate e nonostante gli 80 miliardi di euro al mese, le indicazioni sui prossimi 5 anni di inflazione restano ancora incerte e basse.

Le polemiche di Schaeuble

Questa settimana appena trascorsa è stata caratterizzata,sul fronte della Bce, dalla polemica creata dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble che ha accusato la Bce di favorire l'avanzata in Germania delle forse populiste di estrema destra le quali troverebbero terreno fertile nel malcontento verso una politica di tassi bassi che starebbe danneggiando banche, industria finanziaria e risparmiatori tedeschi, politica che in realtà nascerebbe dall'intenzione di stimolare i consumi.
Dalla stessa intenzione nasce anche la sempre più diffusa idea dell'Helicopter drop ovvero l'immagina, come evocato dal Wall Street Journal, di una Bce che distribuisce soldi direttamente ai cittadini per stimolarne la spesa.

Una volontà che potrebbe essere l'ultima (e forse la più efficace) arma per riuscire a vincere quella mefitica ricetta di deflazione da globalizzazione e di deflazione salariale che si sta dimostrando resistente ad ogni tentativo di cura. Sarebbe una scelta storica, la prima volta di un simile azzardo.

L'urgenza 

Ma è anche vero che le esigenze attuali lo richiederebbero visto che per la prima volta la maggior parte dei tagli dei bond governativi sta virando verso il territorio negativo annientando non solo le attese dei risparmiatori che si vedono cancellate le aspettative sui redimenti, ma anche dei debitori i quali con un'alta inflazione si vedono alleggerire il peso di un debito il quale, allargando il focus a un orizzonte mondiale, è da record ovunque.

E anche l'Italia lo sa bene dall'alto del suo di debito, quello che ormai viaggia ben oltre i 2mila e duecento miliardi di euro e che nel passato, quando l'euro era solo nella mente di Dio, poteva essere sopportato grazie a una sistematica svalutazione della Lira. Su questa scia e soprattutto sull'urgenza di alcune mosse, Nordea, prima banca scandinava, ha fatto un calcolo curioso: la Bce potrebbe stanziare 444 miliardi di euro direttamente nei conti correnti dei 340 milioni di consumatori europei, ovvero 1.300 euro a testa.

Più di molti stipendi standard.


Fonte: News Trend Online

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