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martedì 12 aprile 2016

Atlante salverà le banche italiane


Parte Atlante, il fondo creato per gestire le sofferenze interne delle banche e permettere nuove ricapitalizzazioni in caso di crisi.

Atlante e Piazza Affari

La partenza del listino milanese è positiva con il settore bancario ovviamente sotto controllo ma che in apertura offre spunti di ottimismo anche se si potrebbe trattare solo di una situazione transitoria: intorno alle 9,30 il listino milanese, infatti, già girava in negativo, seppur solo di una frazione pari al mezzo punto perdentuale.

Una debolezza che accomuna Milano con Parigi (-0,3%) e Londra (-0,25%) con la sola eccezione positiva di Francoforte a -0,4%.  In compenso il settore bancario è per lo più in positivo con punte del 5,9% di Banca Montepaschi e il 2,93% di Unicredit, affiancate dall'1,8% di Intesa.
Grazie ad Atlante. Il fondo in questione parte già con un vantaggio: essendo costituito per lo più da capitali privati, la Commissione Europea non dovrebbe fare altro che un controllo per confermare la presenza o meno di possibili aiuti di stato, senza perciò richiedere alcuna autorizzazione preventiva.

tgliando i tempi di attuazione.
Adesso il veicolo, annunciato dopo una riunione tenutasi ieri al ministero dell’Economia, cui hanno preso parte le principali banche, coadiuvate dalla presenza del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e dai rappresentanti di assicurazioni e Fondazioni oltre che dalla Cassa depositi e prestiti, dovrà essere esaminato e approvato dai singoli consigli di amministrazione.

Di cosa si tratta? 

Nello specifico con il nome Atlante si intende uno strumento, i cui particolari tecnici verranno elaborati e resi pubblici nei prossimi giorni, che nasce su 5 miliardi di euro di risorse economiche messe a disposizione da privati e che rivestirà anche il ruolo di garante di ultima istanza nei prossimi aumenti di capitale.

La gestione sarà affidata a una società di gestione del risparmio, la  Questio Capital Management Sgr la quale, essendo già autorizzata dalla Banca d’Italia potrà creare in tempi brevi il fondo di 5 miliardi di cui 3 sottoscritti da banche tra cui Intesa Sanpaolo, Unicredit  e Ubi Banca, circa 400 milioni arriverebbero dalla Cassa depositi e prestiti e il resto diviso tra assicurazioni ed enti previdenziali.

La tempistica 

Punto molto importante quello del taglio dei tempi, particolare che potrà essere sfruttato nel caso del recupero delle sofferenze, recupero che potrebbe essere ulteriormente velocizzato con il varo di un decreto ad hoc.

Mentre Atlante si occuperà di gestire da una parte l’acquisto delle tranche junior di veicoli di cartolarizzazione, dall’altra offrirà strumenti per deconsolidare l’intero ammontare delle sofferenze in carico alle banche e che saranno vendute a prezzo di bilancio. Nel giro di poco meno di 10 anni, infatti, le cifre riguardanti le sofferenze, ovvero i crediti concessi e non più recuperabili sono addirittura quadruplicate sia a causa di fattori esterni come la crisi mondiale ma anche per altri interni come le tempistiche e le normative riguardanti il recupero, senza dimenticare il fattore ricapitalizzazione e le nuove regole per il rafforzamento dei capitali e la gestione delle risorse.
Fonte: News Trend Online

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