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venerdì 1 aprile 2016

5 azioni da comprare e tenere per i prossimi 20 anni


Spesso è piacevole vedere i propri investimenti crescere in real time ma altrettanto spesso è piacevole vedere i risultati nel tempo. Anche se si trattasse di 20 anni. 

Starbucks ( NASDAQ: SBUX )

Il gigante del caffè è il preferito per Dan Caplinger. Il motivo è più di uno: prima di tutto perché è un attore ormai maturo sul palcoscenico del mercato statunitense ma allo stesso tempo è intenzionato ormai da tempo a voler sfruttare proprio questo elemento sul panorama internazionale.

La sua strategia punta sul fatto che ormai è un simbolo, al pari della Coca Cola, della cultura a stelle e strisce. Spina nel fianco per la società sono i continui sbalzi in arrivo dal fronte sempre più incerto degli emergenti ma anche questo, per Caplinger, è un punto a favore.
Si tratterebbe, secondo la sua analisi, di una tempesta passeggera e cita ad esempio proprio la crisi del 2008: in quell'occasione in molti dubitavano del fatto che le persone, dovendo controllare anche le piccole spese, avrebbero accettato di pagare un caffè più del dovuto solo perché status symbol.

In effetti avevano ragione, sul momento, ma allargando le considerazioni sl lungo periodo, i timori si sono rivelati infondati. Per questo motivo Starbucks sarebbe un investimento adatto a chi guarda al lungo periodo.


Visa ( NYSE: V )

Per Sean Williams sarebbero principalmente due i fattori che rendono il titolo una scelta interessante sul lungo periodo: prima di tutto i pagamenti virtuali sono ancora una realtà poco sviluppata nel mondo e che quindi ha ancora molta strada da fare, ancora di più se si pensa che questo sistema di pagamento è incentivato a livello internazionale.

Non bisogna altresì dimenticare che vastissime zone del mondo, estremamente popolose come il sud est asiatico, il Medio Oriente e l'Africa ancora devono adottare il sistema di pagamento via carta di credito, una rivoluzione che non accade in una notte e che perciò rende Visa un interessante investimento sul lungo termine.
La seconda ragione evidenziata da Williams sarebbe il fatto che Visa ha deciso di non diventare a sua volta un istituto di credito ma di restare un semplice intermediario, scelta che mette al riparo l'azienda dalla volatilità e dai rischi del settore. Altro fattore positivo è la possibilità di aumentare nel tempo il suo dividendo nel corso del tempo.

Ionis Pharmaceuticals ( NASDAQ: IONI )

La società di farmaceutici era precedentemente conosciuta come Isis ma ha deciso recentemente di cambiare nome per evitare inappropriate associazioni con il gruppo terroristico contro il quale ormai mezzo mondo sta tentando di combattere.

E a quanto pare con ben pochi risultati. Ad ogni modo, guardando il lato finanziario dell'azienda George Budwell, analista sostenitore del titolo, prende in considerazione la capitalizzazione della società pari a 4.8 miliardi di dollari, ancora poco per una ditta che sta accingendosi a portare sul mercato entro i prossimi quattro o cinque anni, nuove molecole e nuovi prodotti.

Cosa significa questo? Che allo stato attuale il titolo è ampiamente sottovalutato anche eprchè la società ha investito molto nella ricerca per creare farmaci per trattare l’atrofia muscolare spinale bambini e negli adolescenti con molecole più potenti e con meno effetti collaterali rispetto ai precedenti ritrovati.

Buffalo Wild Wings ( NASDAQ: BWLD )

Le azioni di Buffalo Wild Wings sono scese di oltre il 20% negli ultimi sei mesi, vittima anche di un calo sul fronte dei conti.

Nonostante ciò Steve Symington sottolinea che la società lavora per ridurre sia i costi di manodopera che i prezzi al consumatore aumentando allo stesso tempo la capillarità dei negozi aggiungendo 1.700 ristoranti nel solo territorio statunitense, e 3mila in tutto il mondo aumentando anche la presenza degli altri marci sotto l'ombrello dell'azienda.

Inoltre, dal lato finanziario, si è scelto di passare ai fatti con una strategia di buyback per oltre 200.000.000 di dollari.

Union Pacific Corporation ( NYSE: UNP )

La scelta di Daniel Miller parte dal presupposto che, per quanto la tecnologia vada sempre avanti, esistono cose che non resteranno mai obsolete come la necessità del trasporto merci su rotaie da una parte all'altra della nazione, per questo la sua scelta punta su Union Pacific Corporation.

Attualmente non stanno attraversando un buon periodo e né il 2015 o il 2016 saranno gli anni della riscossa sulle entrate ma Union Pacific continua a migliorare le sue operazioni e il ritorno per gli azionisti: a parte l'ottimizzazione delle risorse, Union Pacific ha in archivio anche un passato di tutto rispetto per quanto riguarda i dividendi visto che negli ultimi dieci anni Union Pacific ha aumentato suo dividendo del 633%.


Fonte: News Trend Online

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