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martedì 26 aprile 2016

4 azioni con un rendimento superiore al 3%


Spesso chi si occupa di dividendi guarda ai titoli del settore dei consumi come a degli ottimi candidati cui fare riferimento per una rendita sicura. O quasi. Questo perché non si può far a meno di comprare un detersivo o un qualsiasi articolo per la cura della persona e/o della casa.

AT&T (NYSE:T)

Per Andres Cardenal l'azione di AT&T è un classico esempio di come si possa andare contro corrente.
La maggior parte dei rappresentanti del settore delle telecomunicazioni si trovano a dover affrontare, come sottolinea il report di Brian Feroldi, un momento difficile anche solo nell'individuare nuove opportunità di crescita.

Troppa la concorrenza sui prezzi tra i principali operatori del settore, una concorrenza che sta mettendo sempre più sotto pressione i margini di guadagno e di entrata delle grandi aziende. Da quest'altra parte, invece, con AT&T si può vedere una società stabile e matura, che può sfruttare una notevole liquidità a disposizione degli azionisti.
In altre parole: dividendi e tradotto in cifre Feroldi parla di quasi 16 miliardi di dollari (15,9 miliardi per la precisione) che, tra i vari usi possibili, potrebbero essere sfruttati per premiare gli investitori. Anche perchè i vertici aziendali hanno confermato come la strategia futura preveda, tra le altre cose, anche una notevole quantità di reinvestimenti, riduzione del debito e ricerca costante di valore sostanziale per gli azionisti, i quali, a loro volta, hanno potuto usufruire di un aumento costante dei dividendi dal 1984, accumulando 32 anni consecutivi di crescita, a prescindere dallo scenario economico che si creava.

Attualmente il dividend yield della società sfiora il 5%.

3M (NYSE: MMM)

Per Neha Chamaria invece è il caso di votare per 3M.
Il motivo è semplice: ogni volta che il panorama diventa particolarmente rischioso sono solitamente le industrie ad andarci di mezzo. Più il portafoglio di un'azienda è diversificato e più c'è possibilità di salvarsi. Ovviamente il discorso calza a pennello per la società che può contare su prodotti per la casa come per l'ufficio arrivando anche all'elettronica e, addirittura al settore aerospaziale.

Tutti settori chiave. Non a caso 3M si è potuta permettere il lusso di alzare i dividendi per 57 anni consecutivi. Non solo, ma attualmente la società sta pagando solo metà dei suoi profitti e del suo free cash flow in dividendi, il che evidenzia come ci sia ancora molto spazio per aumentare le sue cedole senza compromettere le altre voci.
Da un punto di vista strettamente finanziario 3M prevede che i suoi utili per azione potrebbero crescere tra l'8% e il 11% fino al 2020.

Magellan Midstream Partners (NYSE:MMP)

Per Tyler Crowe sono molte le aziende che si possono permettere di superare il 3% con i propri dividendi, molte di meno quelle che, invece, non incorrono nel rischio di tagli futuri della cedola.

In questo caso il voto va a favore di Magellan Midstream Partners con il suo rendimento al 4,78%. La ragione della sostenibilità è da ricercarsi, secondo Crowe nel modello di business: la stragrande maggioranza di prodotti è focalizzata su infrastrutture dedicate ai prodotti petroliferi raffinati come benzina e gasolio, un elemento che, finanziariamente può godere di una domanda anelastica.

Non solo, ma la maggior parte delle sue entrate deriva da contratti a pagamento ovvero sia da accordi che esulano dall'andamento della materia prima, il petrolio in questo caso, da parecchio tempo in difficoltà. Altro punto a favore per l'azienda è la strategia adottata nei confronti del debito: un basso profilo per non esporre la società a pericoli esagerati e pressioni insostenibili sul lungo periodo.
Tutto questo ha favorito con una certa facilità un rating investment-grade, pur mantenendo elevati livelli di liquidità per pagare i progetti di crescita e sviluppo. Il dividendo di Magellan potrebbe essere anche più alto ma la volontà dei vertici è quella di mantenerlo sostenibile senza dover, in futuro, ricorrere a tagli, il che è la cosa principale in un rendimento.


ONEOK (NYSE: OKE)

Brian Feroldi invece guarda al settore energetico.

Una scelta apparentemente contrarian dato il momento ma che per l'analista si può facilmente rivelare ancora interessante. Il nome da monitorare per lui è ONEOK che possiede il 41% in ONEOK Partners attualmente sotto pressione per colpa della situazione che aleggia sul settore energetico.
Uno stress che ha fatto salire i rendimenti dei titoli fino a toccare per ONEOK oltre l'8%, mentre per ONEOK Partners anche il 10%. Troppo? L'importante è che le società possano permettersi di pagarlo e per fare questo entrambi i nomi hanno scelto una serie di contromosse per arrivare al saldo della cedola.

Prima di tutto, come sottolinea il report, la società nel 2015 ha già provveduto a rinegoziare molti dei suoi contratti in modo da essere meno esposta alle materie prime in calo. Tra ONEOK Partner e ONEOK, per quanto entrambe un investimento a rischio, Feroldivota a favore di quest'ultima nonostante il dividendo inferiore ma può vantare una stima abbastanza convincente e un rendimento che, per quanto elevato può essere ancora onorato.


Fonte: News Trend Online

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