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lunedì 11 aprile 2016

4 azioni che Buffett ha comprato e 4 che… dovrebbe


Warren Buffett ovvero: colui che investe guardando al lungo periodo. Ma se alcune azioni sono una sua bandiera ormai da decenni, altre potrebbero diventarlo presto. Almeno secondo il parere di Kimplinger.

Wells Fargo & Co. (WFC)

Nel portafoglio Buffett dal 1989, a testimonianza di quanto l'ultraottuagenario investitore abbia a cuore il settore bancario a prescindere dai momenti di difficoltà che può attraversare.

Non solo quelli della crisi del 2008 ma anche quelli, più prossimi, di un mondo a tasso zero, ovunque. E tutti sanno che il primo veleno per una banca, sul lungo periodo, ovvero l'arco temporale prediletto da Buffett, è proprio il taglio dei rendimenti. Ma a quanto pare per Buffett, affascinato dal suo dividendo al 3,1%, il problema non si pone visto che Wells Fargo rappresenta il secondo titolo per presenza nel suo portafoglio, dietro solo a Kraft Heinz-con una quota del valore di 24,4 miliardi di dollari.

Phillips 66 (PSX)

Quando Berkshire ha acquistato la sua quota iniziale, l'anno scorso, Buffett ha dichiarato che dell'azienda apprezzava il modo in cui veniva gestita, una cosa tipicamente “buffettiana”, come nota Tom Petruno,: chiunque conosca l'Oracolo di Omaha sa benissimo che per lui comprare un'azione significa comprare un pezzo di una società e che perciò bisogna informarsi sempre su tutto ciò che comporta, non solo il rendimento in sé ma anche i vertici e le strategie industriali ad essa legate.

Attualmente Buffett ra controlla il 14,3% di Phillips, pari a un valore di 6.1 miliardi di dollari. Phillips è proprietaria di 14 raffinerie di petrolio, ma la società ha già fatto sapere di avere intenzione di diversificare le sua attività guardando anche alla raffinazione di gas naturale, e al settore dei gasdotti e settore chimico, un modo per riuscire a gestire la crisi petrolifera che da oltre un anno e mezzo a questa parte ha messo sotto pressione i conti non solo delle piccole soceità estrattive ma anche delle grandi.

Questo spiegherebbe anche il perché,mentre molte società del settore sono in perdita nel 2015 Phillips ha registrato un fatturato che superava i 100 miliardi di dollari. Anche se per il 2016 gli esperti non restano così ottimisti sule sorti della società energetica

Deere & Co.
(DE)

La Berkshire ha in mano il 7,0% del produttore di macchinari. Da un punto di vista strettamente finanziario l'investimento potrebbe essere giudicato controverso visto che le azioni sono i perdita del 17% a causa del calo delle materie prime. Il legame on è diretto: se i raccolti rendono di meno, di conseguenza gli agricoltori non hanno interesse né risorse nel gestire il loro parco mietitrici e investire per l'acquisto di altre attrezzature.

Per questo motivo, fa notare Petruno da Deere ci si aspetta un calo del 10% nelle vendite per l'anno fiscale che termina il prossimo ottobre.
A salvare i conti, la politica di taglio dei costi annunciata dal CEO Samuel Allen. Cosa è piaciuto a Buffett in tutto questo? Una strategia di buyback che ha permesso di preservare gli interessi degli azionisti.

Axalta Coating Systems (AXTA)

Buffett non ha mai fatto mistero di una sua debolezza: comprare i leader, quei famosi “elefanti” alla cui “caccia” a volte si dedica.

In questo caso si tratta di Axalta di cui Berkshire possiede il 10%, una società nata 150 anni fa come parte di DuPont, e che si occupa di vernici e altri rivestimenti utilizzati nella riparazione e nella rifinitura delle auto.
Venti contrari per l'azienda sono sia il pesante debito nato poco dopo la separazione da DuPont sia anche, sul lungo periodo, la diffusione delle auto guidate da un software che limiterà moltissimo gli incidenti e, quindi, anche la necessità di riparare e vericiare le auto. Eppure,nonostante tutto, Buffett continua a credere nel titolo.

Spectra Energy Partners (SEP)

Spectra Energy Partners è la prima delle 4 azioni che Buffett ancora non possiede ma che ha le caratteristiche per attirarne l'attenzione.

Anche lei vittima del crollo delle quotazioni degli energetici e del sell off sul settore che non ha risparmiato nessuno nemmeno chi, come Spectra, non si occupa direttamente del petrolio ma della distribuzione e dello stoccaggio principalmente. La società, come evidenziato dal report, ha dovuto registrare azioni a 60 dollari nel 2014 che sono diventati 36 l'anno scorso.

Eppure la maggior parte dei ricavi di Spectra proviene dalle tariffe stabilite e pagate dai clienti in base a contratti a lungo termine. Ciò che con ogni probabilità piacerebbe a Buffett qualora prendesse in considerazione l'acquisto, sarà sicuramente il fatto che Spectra è una società che eroga dividendi in crescita: numeri alla mano per gli analisti si tratta di un +8,1% per il 2016 e del 7% per il 2017.





Alliance Data Systems (ADS)

Uno dei motti più famosi di Buffett è "essere avido quando gli altri sono timorosi". Alcuni analisti di Wall Street ritengono che le azioni di Alliancesiano state vittima di una vendita dettata dalla paurale cui radici affonderebbero nei timori di una crescita globale stentata la quale, a sua volta, limiterebbe l'uso delle carte di credito e inficerebbe i guadagni di un po' tutto il settore finanziario, settore di riferimento di Alliance, specializzata nel trattarne i dati.Da qui il crollo delle azioni dai precedenti 312 euro nel 2015 a un minimo di 177 nel mese di febbraio fino ad arrivare agli attuali 214.

Ma a parte la massima citata all'inizio, Buffett, fa notare Petruno ne sa qualcosa di carte di credito: la sua Berkshire possiede il 15,6% di American Express e ha partecipazioni minori in MasterCard e Visa.

Harley-Davidson (HOG)

Nel 2009, durante la crisi finanziaria, Buffett ha dato una mano all'azienda per riuscire a sopravvivere, una mano che conteneva oltre 300 milioni di dollari: anche in seguito a quell'aiuto le vendite di Harley sono riprese e le sue azioni dal fondo di 10 dollari toccato nel 2009 hanno visto i 74 del 2014.

Da allora si è verificata una nuova discesa che l'analisi sottolinea essere del 41%, discesa che ha coinvolto anche gli utili tuttora in stagnazione anche per colpa del cambio valutario penalizzato da un dollaro che fino a qualche tempo fa era ancora forte.
Ma Harley è un brand ancora prima che un prodotto, altro cardine della filosofia buffettiana. Ma un punto a favore viene dato anche da un fattore molto più concreto: il buyback dell'azienda e l'aumento del 13% del suo payout.

Harman International Industries (HAR)

Il gigante del sound-system ha diverse caratteristiche che potrebbero piacere a Buffett: molti marchi noti nel suo portafoglio oltre a una tecnologia che gli permette di connettere sistemi auto con audiovisivi, soluzioni per l'automazione aziendale, sicurezza informatica e di ausilio alla navigazione.

Insoma una sorta di ibrido dalle infinite potenzialità. E questo per Buffett è più che sufficiente.



Fonte: News Trend Online

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