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lunedì 11 aprile 2016

3 regole da seguire quando l'investimento è "per sempre"

Ogni investimento ha il suo perché, ogni modo di investire ha le sue regole, ogni pretesa di investimento ha delle basi su cui crescere.
Un'azione “è per sempre”
Investire significa assicurare il proprio avvenire a prescindere da cosa accadrà. Cosa significa questo? Che a volte è bene scegliere un investimento “evergreen” ovvero a prova di tempesta e resistente nel tempo. Una scelta che ricorda molto l'approccio di Warren Buffett e che trova radice nei fondamentali di una società oltre che in varie altre caratteristiche. Un esempio può venire da Kraft Heinz (NASDAQ (NasdaqGS: NDAQ - notizie) : KHC), presente nel portafoglio Buffett da quando HJ Heinz si è fusa con Kraft Foods (NasdaqGS: KRFT - notizie) . Correva l'anno 2015 e la motivazione a suo tempo data dal Guru di Omaha per giustificare il suo acquisto era che si trattava di un'azione “eterna”. La spiegazione alle sue parole è fin troppo semplice: al di là del fatto che la gente, a prescindere da tutto, è sempre costretta a nutrirsi e che Kraft ricopre un ruolo indiscutibile di leader nel settore alimentare anche a livello mondiale, resta il fatto che la società in questione può giocare a suo vantaggio anche un'altra pedina, i marchi. Sotto il suo ombrello, infatti, come ricorda Matthew Frankel  ci sono nomi come Oscar Mayer, Velveeta, Capri Sun, Kool-Aid, Philadelphia, Planters. Ovvero marchi forti a livello internazionale, fosse anche solo per il brand, ma che rappresentano anche una tipologia di aziende che serviranno sempre alla società civile.
Gestione del rischio
Il profilo di rischio cambia da persona a persona e, per quanto strano possa apparire, anche per la stessa persona nel corso degli anni: dovendo rispondere alle varie esigenze della vita, queste cambiano con il passare degli anni e perciò se prima un investimento aveva lo scopo di pagare una vacanza, poi potrebbe essere utile per rimborsare un mutuo, poi l'università dei figli e, in futuro, trasformarsi in incremento per la pensione. Dopo la grande crisi del 2008 tutti quanti temevano in modo forse troppo estremo, il settore finanziario: in realtà nel momento in cui si investe non esistono settori più o meno rischiosi ma solo società che fanno bene o male, più o meno di altre, il proprio interesse e, di conseguenza, quello degli investitori i quali, a loro volta, non hanno tutti la stessa propensione al rischio. Se ne deduce facilmente che per ogni tipo di investimento cambia il profilo di rischio e che per ognuno di noi, nel tempo, cambiano, o potrebbero cambiare, gli investimenti stessi.
Il salto di qualità anche in caso di tempesta
Ciò che permette ad un'azione di avere un punto in più che le consenta di fare il salto di qualità sul resto dei competitors è un vantaggio competitivo sostenibile che lasci o meglio ancora aumenti la sua quota di mercato e la redditività anche per gli anni a venire, quasi fosse una sorta di assicurazione. L'esempio fatto da Frankel  in questo caso è quello di Coca-Cola (NYSE: KO): il brand più conosciuto al mondo, dal valore di 84 miliardi di dollari secondo alcune statistiche, racchiude più di un vantaggio competitivo. Oltre a distinguersi dagli avversari, il marchio incarna anche gli ideali dell'occidentalizzazione intesi come benessere e modernità. Ma al di là di questo, si deve considerare anche il fattore logistico della rete di distribuzione imponente e capillare che permette a Coca Cola di essere autonoma e di abbattere sia costi che tempi di consegna. Un elemento da non sottovalutare nemmeno in caso di crisi delle vendite, cosa che si sta registrando ultimamente: proprio la veloce rete di distribuzione e vendita permetterà alla società di rimpiazzare le bibite gassate e zuccherate, non più al top dei gusti dei consumatori, con altre meno caloriche.

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