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mercoledì 20 aprile 2016

3 dividendi per ingrassare il portafoglio

Un pagamento a scadenza fissa, magari trimestrale, è sempre un ottimo salvagente non solo per chi, come ad esempio un pensionato, ha interesse a vivere di rendita ma anche per chi, lavoratore, si trova a sfruttare un'entrata extra. Che fa sempre comodo.
Enterprise Products Partners
Il petrolio ha visto un periodo drammatico in questi ultimi due anni, tanto da scivolare a -60% del proprio valore. Ma investire sugli energetici che del petrolio si occupano non significa necessariamente esporsi direttamente alle incerte fluttuazioni della materia prima. E' possibile, come fa notare Tyler Crowe sfruttare l'indotto e cioè chi fornisce alle società estrattive i servizi e le condutture. L'esempio arriva da Enterprise Products Partners, società specializzata in oleodotti, che ha accusato un calo sull' EBITDA solamente di un paio di punti percentuali restando, per il resto dei conti, solidamente redditizio. Il merito è da attribuirsi al fatto che la società è pagata a contratto, il che evita il pericolo del crollo del barile, ma anche al team di gestione che, durante il periodo di boom del greggio, ha mantenuto i piedi per terra senza esporsi con investimenti troppo azzardati e mantenendo aspettative realistiche. Una strategia che ha funzionato anche durante i vari cicli, rialzisti o meno, che hanno attraversato le materie prime. Morale della favola, la società adesso può festeggiare una striscia di 18 anni di aumenti di pagamento delle cedole annuali. Ultima nota, il dividendo arriva a un generoso del 6%.
Emerson Electric
Altro protagonista è Emerson Electric. Nel corso dell'ultimo anno, gli utili sono diminuiti addirittura sull'onda della doppia cifra, in parallelo alle sue vendite di petrolio e gas. Eppure l'azienda ha regolarmente pagato e aumentato il suo dividendo per più di 57 anni. Un biglietto da visita molto importante ma che non garantisce la riuscita del futuro anche per la situazione incerta del settore e della materia prima in particolare. Ad ogni modo Emerson ha sempre considerato tra i suoi punti più importanti, il mantenimento dei flussi di cassa, ma non per questo non si occupa di una serie di misure per mettersi al riparo e recuperare quanto perso con la crisi del barile. Prima di tutto, comeconfermato dal CEO David Farr l'azienda ha in programma una serie di dismissioni a trovare nuovi capitali e a liberare risorse per concentrarsi sui due segmenti a lei più congeniali e soprattutto che le consentiranno un più ampio margine di guadagno e cioè l'automazione industriale e i prodotti destinati all'uso residenziale. Per quanto riguarda il suo dividendo, pur fermandosi al 3,4% resta uno tra i più generosi della storia della società.

CF Industries
Spostandosi dal settore energetico, storicamente generoso ma non più una sicurezza alla luce di quanto sta accadendo Crowe  porta come terzo esempio CF Industries società specializzata in fertilizzanti. A suo favore, nell'immediato, un prezzo delle azioni attualmente basso e nel futuro il fatto che, con l'aumento della popolazione e la diminuzione delle terre coltivabili e dei fenomeni atmosferici estremi, i fertilizzanti rappresenteranno sempre di più una risorsa sempre più importante per garantire raccolti abbondanti e cibo per tutti. L'andamento del ciclo dei fertilizzanti è particolare: durante gli ultimi anni, abbondanti raccolti hanno fatto diminuire la domanda di prodotto ma durante questo periodo l'azienda ha continuato a vantare conti in attivo. Guardando il lato prettamente finanziario, la crescita del dividendo di CF Industries non è stato sempre lineare ma negli ultimi 10 ani ha registrato un aumento costante arrivando all'attuale percentuale del 4%.




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